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I Passi di Lighea 

Rivista di approfondimento culturale

a cura di Daniela Domenici

 

Sicilia nel mondo

(Sottofondo musicale -  Giuliani - Sonata per flauto e chitarra)
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Martedì 5 Giugno 07 

                                                    
  LIGHEA SALUTA

 

 
   
 

La sirena Lighea saluta i suoi lettori ritornando, per sempre, tra i flutti tempestosi del mare da cui era emersa poco più di due mesi fa per ammaliare quei gentili lettori che hanno avuto la ventura di trovarsi a navigare nelle sue acque.

Ringrazia il guardiano del faro che le ha tenuto compagnia in questo periodo con infinita disponibilità e pazienza.

Augura a tutti una vita serena, piena di gioia, amore per gli altri, nel ricordo di una folle sirena viola che per un po’ di tempo ha, forse, regalato gocce di sorriso.

Daniela

 

 

 
Perché nasce questo sito? Perché proprio questo nome?
Il sito è frutto di un'esigenza, sentita da molto tempo, di avere un mio “webspace” in cui trovino spazio tutti gli articoli e le recensioni che ho scritto fino ad oggi, tutte le immagini a me più care, tutte le poesie ed i pensieri felici che mi danno emozioni, senza dover attendere di essere  pubblicata  da  un gentilissimo webmaster locale  che ha già i suoi “pezzi” da far conoscere, oltre che ospitare i miei nel suo sito e che ringrazio infinitamente per essere stato sempre così disponibile in tutto questo tempo.

Il nome che ho “donato” al mio nascente sito è un ossimoro, figura retorica che prediligo e che, come molti sanno, è un abbinamento tra due parti del discorso assolutamente in antitesi: l'ossimoro più ricordato è “ghiaccio bollente”.
Nel  mio caso la  contrapposizione è tra Lighea, una sirena,  che quindi  non  ha  gambe,  e i passi,  che possono essere fatti solo da chi le possiede, ma non solo.
Il sostantivo “passi” come “brani”, di qualunque natura siano: recensioni, articoli, poesie ed altro che saranno pubblicati quotidianamente.

Chi è Lighea? Leggiamo insieme:

“…ma alla conclusione del racconto di quell’ incredibile segreto è il vecchio professore il personaggio superiore, il prescelto, colui che ha avuto la grazia di raggiungere la dimensione sublimata dei sensi. Con LIGHEA, simbolo dell’erotismo supremo, egli ah superato l’angusta misura della realtà, è asceso alle vette di una sensualità sovraterrena che lo distanzia da ogni comune mortale. LIGHEA è creatura del mare, e il mare è principio e fine, nascita e morte, voce e silenzio… Il dato connotativo del racconto è l’elemento mitologico. La sirena è simbolo ambiguo proprio per la sua doppia identità:  quella di donna-pesce  e quella, primigenia, di donna-uccello… Nella sua metà femminile la Sirena è legata alla terra, regno dell’Ego, nella sua metà ittica è il mare, simbolo dell’inconscio da cui si perviene…”

Racconto "LIGHEA" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Commento di Annamaria Bonfiglio.

clicca qui per leggere "Il Panneggio" >>>>> 

            ORA D’ARIA

Quanti di noi, quotidianamente, dedicano un pensiero o una preghiera ai malati o a quelle persone che, innocenti o colpevoli, sono costrette a passare una parte, breve o lunga, della propria vita in carcere? 
Da molti mesi, ormai, sono in contatto epistolare con due amiche del carcere di Sollicciano a Firenze, che mi regalano, nelle loro lettere, spaccati della vita quotidiana “dal di dentro” e a cui dono un po’ della mia attenzione e del mio affetto. Per spingervi a pensare ogni tanto anche a questa realtà sommersa ma presente, pubblico questa poesia scritta da un ex detenuto di questo carcere che ha fatto un percorso di crescita all’interno, studiando per la laurea e componendo liriche e racconti. 

      

 Avanti
Indietro
Passi
Lunghi
Distesi
Sguardo
Fisso
Nel vuoto
Muri altissimi
Passi
Che rimbombano
Nel cortile
Sordi
Ossessivi
Martellanti
Avanti
Indietro
Di nuovo
Ancora
E sempre
Da un muro
All’altro
Senza meta
Senza scopo
Senza tempo…
Avanti
Indietro
Senza speranza
Senza vita
Senza morte…
Avanti
Indietro
Ombre
Intorno a me
Dentro di me…
Avanti
Indietro
Sognando
Di passeggiare
In un prato
Verde
Fra papaveri
E margherite…
Avanti
Indietro
Intorno
Quattro
Pareti…
Avanti
Indietro
Intorno
Alla mia vita 

CARMELO MUSUMECI 

 

Dai il meglio di te… 

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico 
NON IMPORTA, AMALO 
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici 
NON IMPORTA, FA' IL BENE 
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici 
NON IMPORTA, REALIZZALI 
Il bene che fai verrà domani dimenticato 
NON IMPORTA, FA' IL BENE 
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile 
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO 
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo 
NON IMPORTA, COSTRUISCI 
Se aiuti la gente, se ne risentirà 
NON IMPORTA, AIUTALA 
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci 
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE


                                                                   Madre Teresa di Calcutta
                                                                   ( WikipediA )

 

Trova il tempo.. 
 
Trova il tempo di pensare 
Trova il tempo di pregare 
Trova il tempo di ridere 
È la fonte del potere 
È il più grande potere sulla Terra 
È la musica dell'anima. 
Trova il tempo per giocare 
Trova il tempo per amare ed essere amato 
Trova il tempo di dare 
È il segreto dell'eterna giovinezza 
È il privilegio dato da Dio 
La giornata è troppo corta per essere egoisti. 
Trova il tempo di leggere 
Trova il tempo di essere amico 
Trova il tempo di lavorare 
E' la fonte della saggezza 
E' la strada della felicità 
E' il prezzo del successo. 
Trova il tempo di fare la carità 
E' la chiave del Paradiso.  
 
(Iscrizione trovata sul muro  
della Casa dei Bambini di Calcutta.)

29 MARZO – 29 MAGGIO

Un altro mese è passato da quando Antonio, il mio incredibile e personale artigiano del web, mi ha dedicato, in questa stessa homepage, quelle affettuose parole su Tazmania, sulla Sindrome di Stoccolma and so on.
La sua “carceriera” lo ha “torturato” per un altro mese con le sue idee folli, i suoi inserimenti così particolari, non ultimo quello di oggi pomeriggio dedicato a Suzanne ed alla sua amata Palù, e lui sempre pronto ad esaudire i suoi desideri, con una pazienza che Giobbe, in confronto, era nessuno…
Eppure, dalla nostra collaborazione sembra sia nato un prodotto, questo sito, che tanto male poi non è, il numero delle pagine è aumentato, si è aggiunta quella del Mondo Web e quella delle Curiosità…
  chissà se tra un mese saremo ancora insieme, noi ce lo auguriamo, faremo di tutto perché questo spazio diventi sempre più interessante, vario, divertente, colorato, educato, delicato…   GRAZIE A TUTTI VOI CHE CI SEGUITE CON AFFETTO E CALORE (speriamo…)

 

           


DEDICATO A PALU’, SPLENDIDA CAGNOLONA, CHE OGGI E’ TORNATA NEL PARADISO DEI CANI  E A SUZANNE, DOLCE AMICA MIA, CHE L’HA TANTO AMATA E CHE TANTO STA SOFFRENDO

 

PERCHE' I CANI SONO MIGLIORI DELLE DONNE - 1) Il padre di un cane non verrà mai a cercarti 2) Un cane apprezza che tu lasci i vestiti sul pavimento 3) Il cane limita il suo tempo in bagno ad una veloce bevutina 4) Un cane non si aspetta che gli telefoni 5) Un cane non impazzisce se ti dimentichi il suo compleanno 6) Un cane non si preoccupa dei cani che hai avuto in precedenza 7) Un cane non si aspetta mai fiori 8) Più fai tardi, più e' felice di vederti 9) Un cane non fa shopping

PERCHE' I CANI SONO MIGLIORI DEGLI UOMINI - 1) I cani non hanno problemi a mostrare i loro sentimenti in pubblico 2) I cani sentono la tua mancanza quando sei partita 3) I cani si sentono in colpa quando hanno fatto qualcosa di sbagliato 4) I cani ammettono di essere gelosi 5) I cani sono molto espliciti nel chiedere di uscire 6) I cani non giocano con te criticandoti e ridendo su come lanci la palla 7) Puoi addestrare un cane 8) I cani sono facili da comprare 9) La peggiore malattia che ti può attaccare sono le pulci 10) I cani capiscono cosa significa la parola NO! 11) I cani non mentono quando ti baciano

PERCHE' I CANI SONO COME GLI UOMINI: 1) Entrambi prendono troppo spazio nel letto 2) Entrambi hanno una paura irrazionale delle pulizie con l'aspirapolvere 3) Entrambi segnano il proprio territorio 4) Nessuno dei due ti dice cosa gli passa per la testa 5) Più sono piccoli più tendono ad essere nervosi 6) Entrambi hanno una particolare avversione per le pattine 7) Nessuno dei due lava i piatti. Escluso qualche caso (non per i cani!) 8) Entrambi "scorreggiano" sfacciatamente 9) Nessuno dei due nota quando ti tagli i capelli 10) Entrambi apprezzano i giochi di lotta 11) Entrambi guardano con sospetto il postino ed il lattaio 12) Nessuno dei due capisce che cosa ci trovi nei gatti.

www.dolusiadas.org/index.htm

               

DEDICATA A TUTTI NOI

PERCHE’ SAPPIAMO SEMPRE TRASMETTERE 
L’AMORE
CHE CI E’ STATO DONATO 
Preghiera di Santa Teresa

 
Possa oggi esserci la pace. 
Possa tu avere fiducia nelle tue possibilità che tu sia esattamente 
dove avresti voluto essere. 
Possa tu non dimenticare le infinite possibilità che nascono dalla fede. 
Possa tu usare questi doni che hai ricevuto e trasmettere l'amore che 
ti e'  stato donato . 
Sii contento di sapere di essere figlio di Dio. 
Sia questa presenza fissata nelle tue ossa, e permetti alla tua anima 
di essere libera di cantare, ballare, glorificare e amare. 
Sia così per ognuno di voi.

 

PER NON DIMENTICARE MAI  
23 MAGGIO 1992 – 23 MAGGIO 2007

 

I Cento Passi 
 
"Sei andato a scuola, sai contare?" "si so contare"  "E sai camminare?" "so camminare" "E contare e camminare insieme lo sai fare?" "credo di si" "Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4.." "ma dove stiamo andando?" "..conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui?  U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi" 
(dal film I Cento Passi di M.T. Giordana sulla storia di Peppino Impastato) Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..  Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare.. Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato..  Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un'ideale ti porterà dolore..  "Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura contando cento passi lungo la tua strada"..  Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi! "Noi ci dobbiamo ribellare" (dal film)  
 Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..  Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato.. Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato.. Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l'hanno più trovato.. "Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare la storia di Peppino e degli amici siciliani".. Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!  Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto.. La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l'alba dei funerali di uno stato.. "Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare la storia di Peppino e degli amici siciliani"..  Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!  
"E' solo un mafioso, uno dei tanti" "E' nostro padre" "mio padre, la mia famiglia, il mio paese.. ma io voglio fotter.. mene io voglio scrivere che la mafia è una montagna di m.. erda, io voglio urlare!" (dal film)

                                                     Una Poesia di Peppino Impastato da   

Un mare di gente
a flutti disordinati
s'è riversato nelle piazze,
nelle strade e nei sobborghi.
È tutto un gran vociare
che gela il sangue,
come uno scricchiolio di ossa rotte.
Non si può volere e pensare
nel frastuono assordante;
nell'odore di calca
c'è aria di festa.

Appartiene al suo sorriso
l'ansia dell'uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un po' d'attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore.

Fiore di campo nasce
sul grembo della terra nera,
fiore di campo cresce
odoroso di fresca rugiada,
fiore di campo muore
sciogliendo sulla terra
gli umori segreti.

 

È triste non aver fame
di sera all'osteria
e vedere nel fumo
dei fagioli caldi
il suo volto smarrito.

E venne a noi un adolescente
dagli occhi trasparenti
e dalle labbra carnose,
alla nostra giovinezza
consunta nel paese e nei bordelli.
Non disse una sola parola
né fece gesto alcuno:
questo suo silenzio
e questa sua immobilità
hanno aperto una ferita mortale nella nostra consunta giovinezza.
Nessuno ci vendicherà:
la nostra pena non ha testimoni.

Lunga è la notte e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
né il canto del gallo
né il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo, infinita.

Seduto se ne stava
e silenzioso 
stretto a tenaglia
tra il cielo e la terra
e gli occhi vuoti
fissi nell'abisso.

Fresco era il mattino
e odoroso di crisantemi.
Ricordo soltanto il suo viso
violaceo e fisso nel vuoto,
il pianto delle donne,
il singhiozzo della campana
e una voce amica:
"è andato in paradiso
a giocare con gli angeli, tornerà presto
e giocherà a lungo con te".

Stormo d'ali contro il sole,
capitombolo nel vuoto.
Desiderio, erezione,
masturbazione, orgasmo.
Strade silenziose,
volti rassegnati:
la notte inghiotte la città.


Il cuore batte con l'orologio
il cervello pulsa nella strada:
amore e odio pianto e riso.
Un'automobile confonde tutto: vuoto assoluto.
Era di passaggio.

Il cuore batte con l'orologio
il cervello pulsa nella strada:
amore e odio 
pianto e riso.
Un'automobile confonde tutto:
vuoto assoluto.
Era di passaggio.

Sulla strada bagnata di pioggia
si riflette con grigio bagliore
la luce di una lampada stanca:
e tutt'intorno è silenzio.

Nubi di fiato rappreso
s'addensano sugli occhi
in uno strano scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non Ne Avremo.

I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli.

Un Cane per San Domenico

        

 

Ho visitato con gran curiosità la bella chiesa dedicata al Patrono della mia cittadina, Augusta; è rimasta chiusa per oltre un quarto di secolo e la sua riapertura, avvenuta con grande cerimonia lo scorso 13 Maggio, ha prodotto tra i miei concittadini molti positivi commenti. 
 Osservando i complessi restauri, la splendida pavimentazione e le opere d'arte custodite, sono rimasto incuriosito da un dettaglio di un grande dipinto con la effigie del Santo spagnolo, ai suoi piedi porta infatti raffigurato,  un simpatico cane che pare attendere paziente il suo comando, ma cosa ci fa questo piccolo animale in quest'ambito sacro? Ho inoltre notato che il cane è osservabile anche in un altro dipinto e poi sulla facciata esterna, nello stemma posto sul timpano.   

Con una breve ricerca su questa simbologia, ho appreso che San Domenico Guzman fondò l'ordine dei Frati predicatori Domenicani nel tredicesimo secolo, e la scelta del cane da parte dei religiosi deriva da almeno due motivi. Il primo narra che Giovanna, madre di Domenico, la notte del 24 maggio 1470, poco prima di partorirlo, sognò di portare in grembo un piccolo cane che, non appena nato, corse via con in bocca una fiaccola accesa,  a simbolo del dono lucente della Fede. 

Il secondo motivo è legato all'opera che i Domenicani devono compiere: essi hanno lo scopo di diffondere la fede in territori lontani e quindi una riflessione sul nome portò che i "Domeni-canes" sarebbero stati i cani del Signore, fedeli e pronti a difendere le greggi di Cristo dagli attacchi degli eretici. 
                                                                                                                A. Coria

( tutti possono sorridere...)

Viva la Gente

Ho visto stamattina mentre andavo a lavorar 
il lattaio, il postino e la guardia comunal. 
Per la prima volta vedo gente intorno a me. 
Ieri non ci badavo non so proprio perché. 

Viva la gente la trovi ovunque vai 
viva la gente simpatica più che mai! 
Se più gente guardasse alla gente con favor 
avremo meno gente difficile 
e più gente di cuor 
avremo meno gente difficile 
e più gente di cuor. 

Dal nord e dal sud li vedevo arrivar 
come grandi fiumi che discendono verso il mar. 
Quasi una gran festa fatta apposta per un re. 
Vale più delle cose la gente intorno a me. 

Viva la gente la trovi ovunque vai 
viva la gente simpatica più che mai! 
Se più gente guardasse alla gente con favor 
avremo meno gente difficile 
e più gente di cuor 
avremo meno gente difficile 
e più gente di cuor. 

 

DEDICATA A TUTTE LE PERSONE CHE INCONTRIAMO PER CASO DURANTE

 LA GIORNATA NEI LUOGHI PIU’ DIVERSI A CUI SAREBBE BELLO 

REGALARE ANCHE SOLO UN NOSTRO SORRISO.

DEDICATO AL MIO WEBMASTER ANTONIO CHE HA LA PAZIENZA DI “SOPPORTARMI” DA QUASI DUE MESI… 

 

Dentro tutti quanti c'è del bene c'è del mal, 
ma in fondo ad ogni cuore è nascosto un capital. 
Ed ora un sol pensiero mi assilla notte e dì: 
renderli sempre più grandi, che Dio vuole così. 

Viva la gente la trovi ovunque vai 
viva la gente simpatica più che mai ! 
Se più gente guardasse alla gente con favor 
avremo meno gente difficile 
e più gente di cuor 
avremo meno gente difficile 
e più gente di cuor

 

  

 TI  REGALERO'  UNA  ROSA

DEDICATA A TUTTI  QUELLI  CHE NON  POSSONO O  NON  RIESCONO  AD  AMARE  COME  VORREBBERO  PERCHE’   SI  TROVANO  IN  SITUAZIONI  DI  LIMITAZIONE  FISICA (CARCERE,MANICOMIO,ECC)  MA ANCHE MENTALE  (DEPRESSIONE, FOBIE VARIE)

A TUTTI VOI

CON  IMMENSO AFFETTO

  Ti regalerò una rosa 
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa 
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare 
E una rosa per poterti amare 
Ti regalerò una rosa 
Una rosa bianca come fossi la mia sposa 
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare 
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto 
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino 
Credevo di parlare col demonio 
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio 
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare 
Perdona la calligrafia da prima elementare 
E mi stupisco se provo ancora un’emozione 
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto 
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi 
E giorno e notte si assomigliano 
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi 
Me la faccio ancora sotto perché ho paura 
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura 
Puzza di piscio e segatura 
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa 
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa 
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare 
E una rosa per poterti amare 
Ti regalerò una rosa 
Una rosa bianca come fossi la mia sposa 
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare 
Ogni piccolo dolore
I matti sono punti di domanda senza frase 
Migliaia di astronavi che non tornano alla base 
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole 
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole 
Mi fabbrico la neve col polistirolo 
La mia patologia è che son rimasto solo 
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze 
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Ti regalerò una rosa 
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa 
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare 
E una rosa per poterti amare 
Ti regalerò una rosa 
Una rosa bianca come fossi la mia sposa 
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare 
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto 
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto 
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce 
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce 
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare 
Perdona la calligrafia da prima elementare 
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione? 
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto 
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro 
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi 
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi 
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare 
Eri come un angelo legato ad un termosifone 
Nonostante tutto io ti aspetto ancora 
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora.
                                               Simone Cristicchi

 

 

 

 

A  TUTTE   LE   MAMME 

(alla mia, Pina, ma anche…a me

Perché sappiamo sempre essere colore, 

profumo, dolcezza e amore per chi ci sta intorno 

A U G U R I

OGGI E’ 

LA FESTA DELLA MAMMA

A TUTTE LE MAMME, 

ALLA MIA IN 

PARTICOLARE, DEDICO

 QUESTA LIRICA SCRITTA 

DA 

ANGELA RAGUSA 

PER LA SUA MAMMA. 

 

MADRE


Quanto di te mi manca, quanto di te ho bisogno 
nei miei momenti difficili.
Madre,
vorrei che tu capissi quante volte mi ritrovo in te
e quante volte rivedo i tuoi occhi bellissimi.
Madre,
vorrei tornar bambina per accarezzarti il viso
e tenere le tue mani per riprovare quella sicurezza antica.
Madre,
vorrei che le tue braccia mi stringessero
per non avere più paura,
…mamma…vorrei tornare nel tuo ventre 
e restare con te per sempre!!!

                                     Angela Ragusa

 

The woodpecker might have to go!
Il picchio dovrebbe andare! 

Everything I need to know about life, I learned from Noah's Ark. .
Tutto quello che so sulla vita, l’ho imparato dall’Arca di Noè.
One : Don't miss the boat.
Non perdere la barca.
Two : Remember that we are all in the same boat.
Ricordati che siamo tutti sulla stessa barca.
Three : Plan ahead. It wasn't raining when Noah built the Ark.
Pianifica prima. Non stava piovendo quando Noè costruì l’arca.
Four : Stay fit. When you're 600 years old, someone may ask you to do something really big.
Stai in forma. Quando tu hai 600 anni, qualcuno può chiedervi di fare qualcosa di realmente grande.
Five : Don't listen to critics; just get on with the job that needs to be done.
Non ascoltare le critiche; semplicemente vai avanti col lavoro che ha bisogno di essere fatto.
Six : Build your future on high ground.
Costruisci il tuo futuro su un grande terreno.
Seven : For safety sake, travel in pairs.
Per sicurezza, lavorate in coppia.
Eight : Speed isn't always an advantage The snails were on board with the cheetahs.
La velocità non è sempre un vantaggio. Le lumache erano a bordo con i ghepardi.
Nine : When you're stressed, float a while.
Quando sei stressato, galleggia un po’.
Ten : Remember, the Ark was built by amateurs; the Titanic by professionals.
Ricorda, l’Arca fu costruita da amatori, il Titanic da professionisti.
Eleven: No matter the storm, when you are with God, there's always a rainbow waiting.
Non importa che tempesta sia, quando sei con Dio, c’è sempre un arcobaleno che aspetta. 

 

 

Ci impegniamo noi e non gli altri

Ci impegniamo noi e non gli altri, unicamente noi e non gli altri, ne' chi sta in alto ne' chi sta in basso, ne' chi crede ne' chi non crede. 
Ci impegniamo senza pretendere che gli altri s'impegnino con noi o per suo conto, come noi o in un altro modo. 
Ci impegniamo senza giudicare chi non s'impegna, senza accusare chi non s'impegna, senza condannare chi non s'impegna, senza cercare perché non s'impegna, senza disimpegnarci perché altri non si impegnano. 
Ci impegniamo per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita, una ragione che non sia una delle tante che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ai giovani dalla gente pratica. Si vive una sola volta e non vogliamo essere giocati in nome di nessun piccolo interesse. 
C'interessa di perderci per Qualcuno che rimane anche dopo che noi siamo passati e che costituisce la ragione del nostro ritrovarci. 
C'interessa di portare un destino eterno nel tempo, di sentirci responsabili di tutto e di tutti, di avviarci, sia pure attraverso lunghi erramenti, verso l'Amore. 
Ci impegniamo non per riordinare il mondo, non per rifarlo su misura, ma per amarlo. Per amare anche quello che non possiamo accettare, anche quello che non e' amabile, anche quello che pare rifiutarsi all'amore perché dietro ogni volto e sotto ogni cuore c'e', insieme a una grande sete d'amore, il volto e il cuore dell'Amore. 
Ci impegniamo perché noi crediamo nell'Amore, la sola certezza che non teme confronti, 
la sola che basta per impegnarci perdutamente.


                                                                              Don. P.Mazzolari

 

 Alla mia amata città 

Poesia inedita, letta in Palazzo Vecchio, marzo 2004, in occasione delle celebrazioni del centenario della nascita di Pablo Neruda, poeta cileno, durante il soggiorno a Firenze dedicò altre due poesie a Firenze. Nel gennaio 1951 Neruda incontrò il sindaco Fabiani, in palazzo Vecchio. 
V.Innocenti

La città
E quando in Palazzo Vecchio, bello come un'agave di pietra, 
salii i gradini consunti, attraversai le antiche stanze, 
e uscì a ricevermi un operaio, capo della città, del vecchio fiume, delle case tagliate come in pietra di luna, io non me ne sorpresi: la maestà del popolo governava.
E guardai dietro la sua bocca i fili abbaglianti della tappezzeria, la pittura che da queste strade contorte venne a mostrare il fior della bellezza a tutte le strade del mondo.La cascata infinita che il magro poeta di Firenze lasciò in perpetua caduta senza che possa morire, perchè di rosso fuoco e acqua verde son fatte le sue sillabe.

Tutto dietro la sua testa operaia io indovinai.
Però non era, dietro di lui, l'aureola del passato il suo splendore: era la semplicità del presente. Come un uomo, dal telaio all'aratro, dalla fabbrica oscura, salì i gradini col suo popolo e nel Vecchio Palazzo, senza seta e senza spada, il popolo, lo stesso che attraversò con me il freddo delle cordigliere andine era lì.
D'un tratto, dietro la sua testa, vidi la neve, i grandi alberi che sull'altura si unirono e qui, di nuovo sulla terra, mi riceveva con un sorriso e mi dava la mano, la stessa che mi mostro il cammino laggiù lontano nelle ferruginose cordigliere ostili che io vinsi.
E qui non era la pietra convertita in miracolo, convertita alla luce generatrice, né il benefico azzurro della pittura, né tutte le voci del fiume quelli che mi diedero la cittadinanza della vecchia città di pietra e argento, ma un operaio, un uomo, come tutti gli uomini.
Per questo credo ogni notte del giorno, e quando ho sete credo nell'acqua, perchè credo nell'uomo. Credo che stiamo salendo l'ultimo gradino.
Da lì vedremo la verità ripartita, la semplicità instaurata sulla terra, il pane e il vino per tutti.                          

                                                                                                                                                                              Pablo Neruda

 

Opera di  Vincent . Van Gogh "Nightstar"

I poeti lavorano di notte 

I poeti lavorano di notte 
quando il tempo non urge su di loro, 
quando tace il rumore della folla 
e termina il linciaggio delle ore. 
I poeti lavorano nel buio 
come falchi notturni od usignoli 
dal dolcissimo canto 
e temono di offendere Iddio. 
Ma i poeti, nel loro silenzio 
fanno ben più rumore 
di una dorata cupola di stelle

                                         Alda Merini

 

 

 

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