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I Passi di Lighea 

Rivista di approfondimento culturale

a cura di Daniela Domenici

 

      

Seconda Homepage

(Sottofondo musicale -  Giuliani - Sonata per flauto e chitarra)

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I  GIUSTI

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire. 
Chi è contento che sulla terra esista la musica. 
Chi scopre con piacere una etimologia. 
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi. 
Il ceramista che premedita un colore e una forma. 
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace. 
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto. 
Chi accarezza un animale addormentato. 
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto. 
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson. 
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri. 
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

                                Jorge Luis Borges

                    Opera di E. Manet "Giardin de Argeteuil"

E vui durmiti ancora 

Lu suli è già spuntatu di lu mari 
E vui bidduzza mia durmiti ancora 
L'aceddi sunnu stanchi di cantari 
Affriddateddi aspettanu ccà fora 
Supra ssu barcuneddu su pusati 
E aspettanu quann'è ca v'affacciati
Lassati stari nun durmiti cchiui 
Ca 'nzemi a iddi dintra sta vanedda 
Ci sugnu puru iu c'aspettu a vui 
Ppi viriri ssa facci accussì bedda 
Passu cca fora tutti li nuttati 
E aspettu sulu quannu v'affacciati
Li ciuri senza i vui nun vonnu stari 
Su tutti ccu li testi a pinnuluni 
Ognunu d'iddi nun voli sbucciari 
Se prima nun si rapi ssu barconi 
Intra li buttuneddi su ammucchiati 
E aspettanu quann'è ca v'affacciati
Lassati stari nun durmiti cchiui 
Ca 'nzemi a iddi dintra sta vanedda 
Ci sugnu puru iu c'aspettu a vui 
Ppi viriri ssa facci accussì bedda 
Passu cca fora tutti li nuttati 
E aspettu sulu quannu v'affacciati

 
Ringrazio Paolo del sito www.carbonaio.it che mi ha gentilmente lasciato “rubare” questa meravigliosa serenata d’amore senza tempo

 

Il monumento posto a Catania in Piazza E. Majorana, dedicato a Giovanni Formisano 1878 - 1962        

 

E voi dormite ancora 

Già dal mare s'è levato il sole 
E voi dormite ancora, piccola e bella 
Gli uccelli sono stanchi di cantare 
Infreddoliti, aspettano qui fuori 
Su quel balconcino si son posati 
E aspettano che voi vi affacciate
Basta, non dormite più 
Perché insieme a loro, in questa straduccia 
Ci sono anch'io ad aspettare voi 
Per vedere questo viso così bello 
Passo qui fuori tutte le mie notti 
E aspetto solo che voi vi affacciate
I fiori non vogliono stare senza di voi 
Tengono tutti il loro capo chino 
Non ce n'è uno che voglia sbocciare 
Se prima non si apre quel balcone 
Sono nascosti fra i boccioli 
E aspettano che voi vi affacciate
Basta, non dormite più 
Perché insieme a loro, in questa straduccia 
Ci sono anch'io ad aspettare voi 
Per vedere questo viso così bello 
Passo qui fuori tutte le mie notti 
E aspetto solo che voi vi affacciate. 

Si dice che fosse il 1916. Sul fronte della Carnia si fronteggiavano gli austriaci e due reggimenti formati da catanesi.    Si sparavano e si ammazzavano. Una sera, splendendo la luna, uno dei nostri prese  la sua chitarra e cantò.   E mentre cantava, gli spari cessarono. E quando finì di cantare, gli austriaci applaudirono.   Questa canzone, cantò il soldato.   Non era quello il suo posto, in mezzo alla Morte.   E lui invocò il suo posto.   La storia, mi è stata raccontata  da  una  carissima amica siciliana ed ho deciso di aggiungerla al mio sito per la dolcezza della musica e per la poesia che le parole esprimono.   Un altro esempio della bellezza della Sicilia e della grandezza delle sue Genti. 

Plenilunio

Plenilunio che bagni di luce anche 
i pensieri d'opaca serata e lenisci, 
pietoso samaritano, dolori, conflitti, tormenti: dispensa faville di saggia armonia alla terrestre, malefica danza; 
prosciuga la quotidiana marea di sangue innocente versato. 
Stanchezza ci assale e sgomento e paura: sfuggiamo gli sguardi bambini 
neghiamo fiducia al domani dormiamo sogni malati ansiosi vegliamo sui figli.

Maria Gisella Catuogno

Il plenilunio ha effetti strani sulle persone. 
Si accorgono ad un tratto, di avere i capelli troppo lunghi 
per continuare. 
Certi si accorgono, di essere stati troppo in una piscina di liquido amniotico. 
Certi diventano, dei demoni per le strade e per le case. 
Certi si ricordano, di avere una vita troppo breve del solito 
per sorridere. 
Certi spiccano il volo, su un’asola di un cordone, viaggiano per monti e crateri lunari, mentre la guardia carceraria li guarda appesi al soffitto. 
Certe camminano per le strade senza niente da fare, solo pensare alla vita. 
Certi guardano tranquilli la luna, libera dal manto nero. 

Michelangelo Rossato


Dedicata alla mia dolcissima amica Mary (che non potrà leggere queste mie parole ma spero le arrivino lo stesso…), che oggi vivrà il Primo Maggio come un qualunque altro giorno, confortata solo dalle mie lettere e dal mio pensiero costante, pieno di affetto e di protezione. 

Preghiera 
scritta da un detenuto 

Signore, ricordati non solo degli uomini di buona volontà, ma anche di quelli di cattiva volontà. 
Non ricordarti però, di tutte le sofferenze che ci hanno afflitto. 
Ricorda, invece, i frutti che abbiamo portato proprio da queste sofferenze: è cresciuta in noi la disponibilità, ci si è fatta, più limpida la lealtà, più ampia la generosità. 
E quando essi si presenteranno per il tuo giudizio, lascia che i frutti che abbiamo portato siano il loro perdono.
Sconosciuto

Da IL FILO, gennaio 2000

 
Totò: un addio lungo 40 anni   Sono passati 40 anni dalla scomparsa del grande Totò: il 15 aprile 1967 il principe della risata si spense a Roma all'età di sessantanove anni lasciando un'eredità di 97 pellicole e una serie di teatrini, battute e canzoni che restano nell'immaginario del grande pubblico. Oltre duecento milioni di spettatori si sono crogiolati nella comicità dell'attore partenopeo riconoscendone l'indubbio talento di cui in vita non ebbe pieno merito.  Antonio De Curtis inaugurò la sua carriera nel 1937 con l'interpretazione del Conte di Torretta in Fermo con le mani di Gero Zambuto e la concluse nel 1968 con il film a episodi Capriccio all'Italiana, di cui fu protagonista di due segmenti: indimenticabile quello diretto da Pier Paolo Pasolini, Che cosa sono le nuvole?, in cui Totò vestì i panni di un'odiosa marionetta impegnata nella rappresentazione dell'Otello.La sua memoria è ancora viva nella nostra cultura cinematografica e non solo: vogliamo ricordarlo attraverso alcune sue battute celebri, degne rappresentanti di quello spirito dissacrate ma allo stesso tempo intelligente e pungente che ha caratterizzato la sua comicità.
"È vero, ho rubato per 25 anni, ma l'ho fatto per alleviare le sofferenze di un orfano, povero, senza casa, senza madre, né padre: io”
“Mi stanno per arrestare. È una questione di secondi, anzi di secondini”, “Non sono cretino. Sono stato cretino un giorno solo: quello del mio matrimonio”
“Che tempi! Gli ospedali sono tutti pieni, i cimiteri esauriti”, “Terra ai contadini, ferrovie ai ferrovieri, cimiteri ai morti!”
“Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis”,“Siccome sono democratico, comando io”
“Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni il militare a Cuneo”, “La zingara mi ha letto la mano e ha detto che sono un uomo fortunato: ci dev'essere un errore di stampa”, “Ma mi faccia il piacere!”,“Non sono ancora cavaliere, ma non dispero. Checché!”, “Ammesso e non concesso”,“L'acne giovanile si cura con la vecchiaia”,“Dica duca, dica!”,“A me i gatti neri mi guardano in cagnesco”, “Non so leggere, ma intuisco”, “I parenti sono come le scarpe: più sono stretti più fanno male”, “Toglimi una curiosità, tuo zio è sempre morto?”, “Se ognuno pensasse agli incassi suoi”, “Signori si nasce, io lo nacqui”
“Sprizzo salute da tutti i pori, sono uno sprizzatoio”, “Sono un uomo della foresta, un forestiero”, “La donna è mobile e io mi sento un mobiliere”

 

Ma Poi...

Un Mese,  mi è volato un mese,  ma  cos’è accaduto?  alle fasi di Luna.... al governo dei prodi,  al mio amato Grilloblog...  tutto rinunciato, sostituito in un soffio dopo aver incontrato un "Tazmania"!... un essere che mi ha invorticato nella sua gioia, ammaliandomi con la sua anima bimba, ammutolendomi con idee cannoneggianti... sino a farmi vivere una "Sindrome di Stoccolma"...; Ma poi... ho scoperto di Lighea, ho letto le poesie di Tiziana, Angela e Katia (provando la vergogna d'emozionarmi) ho fatto nuove amicizie ed ho rifocillato la mia smagrita cultura; Tutto è avvenuto perché il "Tazmania" (ricordate quello della tv?) ha messo a frutto la sua indole giornalistica e con serrate domande ad amici comuni ha svelato la mia presunte capacità webmaster, (avevo solo creato qualche modesta pagina web, pertanto non mi considero un webmaster ma un "Web Mister"...) ma ciò le bastava, le sue idee si concretizzavano avendo trovato l'artigiano...  e si convinse che avrei potuto certamente

mettere al punto il suo di sito... senza errori grazie alla sua regia, sin dal primo contatto dichiarò "molto semplice e lineare…" come disse... e seguirono oltre duecento tra mail e telefonate e decine di varianti in corso d'opera;  Ma poi... assimilo... e mi dico... "ma questo essere?"  forse non è giunto qui in Sicilia dall'Oceania..., perché in fondo è una donna,  certo, colta e sensibile, ma  nelle cui vene, mio malgrado, circola un sangue toscano doc come il Brunello di Montalcino !  Essa è uno Spirito alla ricerca di uno spazio web da inondare con i frutti della sua mente vitale; Ebbene,  cara Daniela, (alias Tazmania) devo dirti che sono orgoglioso d’aver creato per Te ipassidilighea, questo “scrigno gratuito”, (il tuo nuovo ossimoro?), con il quale potrai finalmente offrire ai tuoi lettori web una selezione di brani sempre stimolanti e freschi.

                                                                                                                                                                                        Antonio

DUBBI DI UN ABORIGENO

(di Anonimo)

Caro uomo Bianco, 
Ci sono alcune cose che dovresti sapere. 
Io, quando sono nato, ero Nero. 
Quando prendo il sole, sono Nero. 
Quando ho freddo, sono Nero. 
AMICIZIA 


Racconta la storia di due amici che camminavano nel deserto. In qualche momento del viaggio cominciarono a discutere, ed un amico diede uno schiaffo all'altro. Addolorato, ma senza dire nulla, scrisse nella sabbia: 
IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO. 
Continuarono a camminare, finché trovarono un'oasi, dove decisero di fare un bagno. L'amico che era stato a schiaffeggiato rischio' di affogare, ma il suo amico lo salvò. Dopo essersi ripreso, scrisse in una pietra:   IL MIO MIGLIORE AMICO OGGI MI HA SALVATO LA VITA. 

Quando mi spavento, sono Nero. E quando sarò morto, sarò Nero. Invece tu, uomo Bianco, Quando sei nato, eri Rosa. 
Quando prendi il sole, sei Rosso. Quando hai freddo, sei Blu. 
Quando ti spaventi, sei Giallo. Quando ti ammali, sei Verde. 
E quando sarai morto, sarai Grigio. E avresti ancora la sfacciataggine Di chiamarmi Uomo di Colore?
L'amico che aveva dato lo schiaffo e aveva salvato il suo migliore amico domandò: Quando ti ho ferito hai scritto nella sabbia, e adesso lo fai in una pietra. Perché? 

L'altro amico rispose: quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo nella sabbia, dove i venti del perdono possano cancellarlo. Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi, dobbiamo inciderlo nella pietra, dove nessun vento possa cancellarlo. 

IMPARA A SCRIVERE LE TUE FERITE NELLA SABBIA ED A INCIDERE IN PIETRA LE TUE GIOIE. Dicono che ci vuole un minuto per trovare una persona speciale, una ora per apprezzarla, un giorno per amarla, ma una vita intera per dimenticarla

AVOLA, IN RICORDO DI 300 VITTIME DEI PEDOFILI 

Tanti bambini e famiglie con un lumino, una preghiera, una riflessione e la loro commozione hanno partecipato alla apertura della Giornata della Memoria dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza, apertasi stamattina ad Avola (Siracusa) nella chiesa Madonna del Carmine dove è parroco don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell'associazione Meter impegnata da anni nella tutela dell'infanzia e della adolescenza.

Durante l'incontro sono stati letti i nomi dei bambini vittime, violentati e uccisi dai pedofili in Italia e nel mondo: sono 300 quelli raccolti dal Centro Studi e documentazione di Meter. Per la prima volta in Italia e nel mondo un grande murale con le foto di 300 bambini vittime, uccisi dai pedofili è stato realizzato in una parete in chiesa e ricorda come monito ciò che accade realmente ai bambini e le reali dimensioni di un fenomeno, quello degli abusi sessuali e delle vittime che ogni anno tristemente vengono strappati alle famiglie e ai loro cari. 

Contemporaneamente 20 diocesi, 1020 parrocchie, le adesioni e i messaggi dei Presidente della repubblica, Camera e Senato, associazioni in Italia e in Belgio si sono uniti nella riflessione e nelle celebrazioni e commemorazioni che continueranno fino al 6 maggio con tante iniziative . 

Don Fortunato Di Noto, attorniato da altri sacerdoti, dai volontari di Meter venuti da tutta la Sicilia ha ribadito che "chi aiuta salva, e noi abbiamo bisogno di samaritani dell'infanzia, oggi più di ieri. I bambini - ha aggiunto - come piccole presenze delicate ci richiamano e ci dicono che loro non vogliono in paradiso altri coetanei, desiderano invece che crescano sani, amati"

Da La Sicilia del 25.04.07 

E crescendo impari

E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose. 
Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi... 
La felicità non e' quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,... 
non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari..., 
la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova. 
Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose.... 
...e impari che il profumo del caffe' al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. 
E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

(dipinto dal titolo "Loving memory" di Hua Chen)

 

E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, 
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici. 
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità. 
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami... 
E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, 
in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston. 
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

Anonimo

Lo splendore dell'amicizia

Lo splendore dell'amicizia 
non è la mano tesa 
né il sorriso gentile 
né la gioia della compagnia: 
è l'ispirazione spirituale 
quando scopriamo 
che qualcuno crede in noi 
ed è disposto a fidarsi di noi.

R.W. Emerson
Credo in te amico mio
Credo in te, amico.
Credo nel tuo sorriso,
finestra aperta nel tuo essere.
Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà.
Credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.
Credo nel tuo abbraccio,
accoglienza sincera del tuo cuore.
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.
Credo in te, amico,
così, semplicemente,
nell'eloquenza del silenzio.
Elena Oshiro
Ti voglio bene

Ti voglio bene non solo per quello che sei, ma per quello che sono io quando sto con te. 
Ti voglio bene non solo per quello che hai fatto di te stesso, ma per ciò che stai facendo di me. 
Ti voglio bene perchè tu hai fatto più di quanto abbia fatto qualsiasi fede per rendermi migliore, e più di quanto abbia fatto qualsiasi destino per rendermi felice. 
L'hai fatto senza un tocco, senza una parola, senza un cenno. 
L'hai fatto essendo te stesso. 
Forse, dopo tutto, questo vuol dire essere un amico.

Anonimo

 
Da “IL DIO DELLA FORESTA” di Romano BATTAGLIA

…gli alberi così robusti rappresentano tre mondi: quello inferiore delle radici che cercano il nutrimento nella terra, quello del tronco che deve sfidare le tempeste, quello superiore dei rami che si innalzano verso il cielo alla ricerca della luce.
Tre sono anche i principi che l’uomo deve seguire per vivere sereno e a lungo: nutrirsi di poco, stare in mezzo alla natura, credere in un sogno.
…lo sai cos’è la foresta? E’ un frusciare di sogni verdi legati alla voce delle stelle…
…la foresta è la coscienza del mondo, ma anche la nostra coscienza buia ed intricata nella quale ci nascondiamo quando siamo stanchi ed avviliti…
…la foresta per essere conosciuta esige una profonda riflessione perché è il cuore del mondo, regala la libertà di pensare solo a se stessi e alle proprie paure…
…la foresta è il cuore che Dio ha dato alla terra affinché scandisca con i suoi palpiti lo scorrere del tempo, l’andamento delle stagioni. Nella pioggia c’è la sua voce e nel vento il suo respiro… …tutta la foresta è come un lungo cammino tramato di speranza,
UN PRESTITO DI FELICITA’ DA NON RESTITUIRE.
Bisogna sempre avere la speranza davanti a noi, perché essa non abbandona mai chi la insegue… …il vento è il pensiero che si leva dall’anima per percorrere le vie della libertà, senza le catene dei compromessi e delle miserie umane. La notte è il simbolo della coscienza che si ritira in un angolo, timorosa di agire come vorrebbe. La notte è come un’ombra di vita e di pensiero che nasconde le colpe, i disinganni, le ansie, le incertezze… …tutta la foresta è un’evoluzione continua di libertà e di amore, una gara di generosità, una lezione di vita, una crescita della coscienza…

 

Istanti

Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita nella prossima cercherei di fare più errori non cercherei di essere tanto perfetto, mi negherei di più,  sarei meno serio di quanto sono stato, difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico, correrei più rischi,  farei più viaggi, guarderei più tramonti, salirei più montagne, nuoterei più fiumi,  andrei in più posti dove mai sono andato, mangerei più gelati e meno fave, avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente e precisamente ogni minuto della sua vita; Certo che ho avuto momenti di gioia ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti. 
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita, solo di momenti; non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro, una borsa d'acqua calda, un ombrello e un paracadute; Se potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera e continuerei così fino alla fine dell'autunno. 
Farei più giri nella carrozzella,  guarderei più albe e giocherei di più con i bambini, se avessi un'altra volta la vita davanti.

Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges

 

Regala agli altri 
di Alessandro Manzoni


Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino. 
Regala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, 
la fiducia di cui sei privo. 
Illuminali dal tuo buio. 
Arricchiscili con la tua povertà. 
Regala un sorriso quando tu hai voglia di piangere. 
Produci serenità dalla tempesta che hai dentro. 
"Ecco, quello che non ho te lo dono". 
Questo è il tuo paradosso. 
Ti accorgerai che la gioia a poco a poco entrerà in te, 
invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai regalata agli altri.

Io farei... 
di Gabriel Garcia Marquez
"Se per un istante Dio si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico. 
Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano. 
Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato!! 
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo ma anche la mia anima. Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole. Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. 

Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali. 
Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. 
Convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e vivrei innamorato dell'amore. 
Agli uomini proverei quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi. 
A un bambino gli darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. 
Agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza. 
Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini! 
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata. 
Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre. 
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall'alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi. 
Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non mi serviranno a molto, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo."

 

Nella vita

 

 

Nella vita, ci sono dei momenti in cui una persona ti manca molto, e tu vorresti tirarla fuori dai tuoi sogni per stringerla molto forte tra le tue braccia!
Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma noi continuiamo a guardare la porta chiusa e non diamo importanza a quella appena aperta.
Non fidarti delle apparenze, sono spesso ingannevoli.
Non interessarti alla ricchezza, sparirà.
Cerca qualcuno che ti trasmetta la sua allegria affinché la giornata più triste diventi migliore.
Cerca qualcuno che faccia ridere il tuo cuore.
Sogna ciò che desideri sognare.
Vai là dove ti auguri di andare.
Cerca di essere ciò che desideri essere.
Perché la vita è unica ed esiste solamente una possibilità di fare le cose che vogliamo.
I fortunati non hanno necessariamente il meglio del meglio.
Cercano semplicemente il meglio di quello che essi incontrano sulla loro strada.
Il più bel futuro dipenderà sempre dalla necessità di dimenticare il passato.
Non potrai andare tanto avanti nella vita se non avrai superato gli errori del passato e tutto ciò che ferisce il tuo cuore.
Quando sei nato piangevi e tutti i tuoi familiari sorridevano.
Vivi pienamente la vita, vai sereno alla fine delle cose, in modo da sorridere sempre malgrado le lacrime degli altri.

Il test del triplo filtraggio
Nell'antica Grecia, Socrate era ritenuto un uomo di grande saggezza; Un giorno incontrò un conoscente, che gli disse: "Socrate, lo sai cosa ho appena saputo riguardo il tuo più caro amico?""Aspetta un attimo!" Gli rispose Socrate, "prima che tu mi dica qualcosa, voglio fare il test del triplo filtraggio"
"Il test del triplo filtraggio?" chiese il conoscente, "esatto!" replicò Socrate, "Prima che tu dica qualcosa sul mio miglior amico, ecco il primo test del filtraggio: la verità!"
"Sei sicuro che quello che mi vuoi raccontare è vero?"
"Beh no" rispose il conoscente "in effetti l'ho solo sentito dire..."
"Bene... quindi non sai se è vero oppure no. Quindi passiamo al secondo filtraggio: la bontà. Quello che mi vuoi raccontare è una cosa buona?"
"No, anzi!" rispose il conoscente.
"Bene, quindi mi vuoi raccontare qualcosa di negativo sul suo conto. Ed ora l'ultimo filtraggio: l'utilità! Quello che mi vuoi dire sul mio miglior amico, avrà una qualche utilità per me?"
"No penso proprio di no"
" E allora" continuò Socrate "quello che mi vuoi raccontare non è vero, non è niente di buono e non mi è di utilità! E allora perché raccontarmelo?"
Ecco perché Socrate era un filosofo e godeva di grande stima.
Morale: quando vi trovate a raccogliere dei pettegolezzi, ponetevi le stesse domande e ne trarrete certo un beneficio,  perché vi eviterete dei dispiaceri ai quali non potrete mai più porre rimedio; Ricordate che le parole lasciano sempre un segno, non sulla carta, ma nel cuore e questo non si può cancellare.

 

                                                                                                                                               

13 Spunti per la vita

1 -Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.
6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia     essere grato.
10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti. 
"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"

                                                                                                            Gabriel Garcia Marquez


E' una star, ma forse non se ne rende conto.

 Noor Agha è il miglior creatore di aquiloni di tutto l'Afghanistan. 

Dalla sua abitazione, una baracca in un cimitero di Ashiqan Arifan, uno dei quartieri più poveri di Kabul, l'artigiano del vento confeziona gli aquiloni più belli, oggetto di quello che nel paese sconvolto dalle violenze è la cosa più simile ad uno sport nazionale. 

L'eco della sua bravura è giunto fino ad Hollywood, che lo ha incaricato di realizzare tutti quelli utilizzati per il film "Il cacciatore di aquiloni" tratto dal libro di Khaked Hosseini, che uscirà negli Stati Uniti a novembre. "La mia arte è un dono di Allah", dice Agha, che ha coltivato la sua arte a lungo in clandestinità: è proibita dai Taliban, anche se è uno dei pochissimi svaghi nel paese. Agha è anche un campione nel farli volare e duellare con gli altri. 

E per Hollywood ha anche allenato i ragazzini protagonisti della pellicola nell'arte di far volare in cielo gli aquiloni.

Da Repubblica del 13.04.07

 

 

 

      Opere di Paolo Pasquinelli 

IO SONO L'ARCOBALENO DELLA NOTTE

a Paola 

io sono l'arcobaleno della notte
nato dalle tenebre in questa sera di magia
mi chiederete quali sono i miei colori
chiudete gli occhi e li vedrete 
sono il pianto d'un bimbo nella notte
la luce negli occhi di due innamorati che si cercano nel buio
i sospiri, i sussurri, i baci d'un incontro d'amore
un fuoco d'artificio che nasce dal buio e muore nel buio
sulle rive d'un lago in una notte di festa 
sono gli occhi d'una tigre in amore che bramisce nella giungla
le luci di Broadway e di Chinatown
gli occhi d'un gatto 
che miagola alle stelle sul tetto d'una baita
una falce di luna 
che taglia la segala in un prato di montagna
gli occhi d'una volpe 
che ha deciso che questa notte non ammazzerà
gli occhi d'una lepre 
che rassicurata bruca l'erba d'un prato tenero
i palpiti di luce d'una lucciola 
che cerca la sua compagna fra i cespugli
sono i fantasmi e i folletti buoni 
che compongono i sogni della notte 
uno gnomo 
che gioca a nascondino con le sue immagini
la serenata d'un grillo del focolare
un fuoco fatuo 
che illumina le paure d'un viandante
le favole d'un nonnino 
narrate alla luce dei tizzoni ardenti
un vulcano
che proietta nel cielo i suoi lapilli di gioia
il pianto di stelle della notte di San Lorenzo 
sono un piccolo uomo
ma sono anche 
l'arcobaleno di questa notte di magia 
un frammento d'infinito
                               di Terenzio Formenti 

Non essere troppo pronto... 
di Thomas Merton

Non essere troppo pronto a credere che il tuo nemico è un selvaggio proprio perché è tuo nemico. Forse egli è il tuo nemico perché crede che tu sia un selvaggio. 

O forse ha paura di te perché sente che tu hai paura di lui. 

E forse, se sapesse che tu sei in grado di amarlo, non sarebbe più tuo nemico. 
Non essere pronto a credere che il tuo nemico è un nemico 
di Dio appunto perché è tuo nemico. 

Forse egli è tuo nemico proprio perché non può trovare in te nulla che dia gloria a Dio. Forse egli ha paura di te perché non può trovare in te nulla dell'amore di Dio e della tenerezza di Dio e della pazienza e misericordia e comprensione di Dio per la debolezza umana. 
Non essere troppo pronto a condannare l'uomo che non crede più in Dio, perché forse sono stati la tua freddezza, la tua avarizia, la tua mediocrità, il tuo materialismo, la tua sensualità, il tuo egoismo a uccidere la sua fede.

 

Lentamente muore


 Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. 
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. 
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. 
                                 Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. 
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non 
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli 
chiedono qualcosa che conosce. 
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
                                 Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida 
felicità.

                                                                     Pablo Neruda

 

  Pablo Picasso

 
"Desiderata"

Go placidly amid the noise and haste, 
and remember what peace there may be in silence. 
As far as possible without surrender 
be on good terms with all persons. 
Speak your truth quietly and clearly; 
and listen to others, 
even the dull and the ignorant; 
they too have their story. 

Avoid loud and aggressive persons, 
they are vexations to the spirit. 
If you compare yourself with others, 
you may become vain and bitter; 
for always there will be greater and lesser persons than yourself. 
Enjoy your achievements as well as your plans. 

Keep interested in your own career, however humble; 
it is a real possession in the changing fortunes of time. 
Exercise caution in your business affairs; 
for the world is full of trickery. 
But let this not blind you to what virtue there is; 
many persons strive for high ideals; 
and everywhere life is full of heroism. 

Be yourself. 
Especially, do not feign affection. 
Neither be cynical about love; 
for in the face of all aridity and disenchantment 
it is as perennial as the grass. 

Take kindly the counsel of the years, 
gracefully surrendering the things of youth. 
Nurture strength of spirit to shield you in sudden misfortune. 
But do not distress yourself with dark imaginings. 
Many fears are born of fatigue and loneliness. 
Beyond a wholesome discipline, 
be gentle with yourself. 

You are a child of the universe, 
no less than the trees and the stars; 
you have a right to be here. 
And whether or not it is clear to you, 
no doubt the universe is unfolding as it should. 

Therefore be at peace with God, 
whatever you conceive Him to be, 
and whatever your labors and aspirations, 
in the noisy confusion of life keep peace with your soul. 

With all its sham, drudgery, and broken dreams, 
it is still a beautiful world. 
Be cheerful. 
Strive to be happy. 

Max Ehrmann, "Desiderata", Copyright 1952


Desiderata

Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta 
e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
Finché è possibile, senza doverti arrendere, conserva 
i buoni rapporti con tutti.
Di' la tua verità con calma e chiarezza, e ascolta gli altri, 
anche il noioso e l'ignorante: 
anch'essi hanno una loro storia da raccontare. 

Evita le persone prepotenti e aggressive: 
esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro, 
perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti. 


Mantieniti interessato alla tua professione, benché umile: 
e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiché il mondo é pieno di inganno. 
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'é di buono: 
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.


Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare. 
E non essere cinico riguardo all'amore, 
perché a dispetto di ogni aridità e disillusione esso e' perenne come l'erba.


Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni, 
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna. 
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine. 
Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.


Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; 
tu hai un preciso diritto ad essere qui. E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.


Perciò sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca, 
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni, 
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.

Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti, 
questo e' ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.
Fa’ di tutto per essere felice.



Da un manoscritto del 1692, trovato a Baltimora 
nell'antica chiesa di San Paolo. 

                                                                 Max Ehrmann 

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