I Passi di Lighea 

Rivista di approfondimento culturale

a cura di Daniela Domenici

     
     

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(Sottofondo musicale -  Mozart - Op. K 622- )

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Sfuggire allo spam? C'è l'email «usa e getta»

Caselle di posta elettronica temporanee: le si utilizzano per breve tempo e non si viene inondati di messaggi inutili
MILANO - Quante volte abbiamo desiderato avere una casella di posta "usa e getta" da utilizzare solo per fare una prenotazione, accedere ad un servizio, verificare un informazione da un sito che ci chiedeva di inserire mail e password,insomma avere una mail usa è getta è una bella comodità. In questo modo si può evitare il rischio di trovarsi la casella di posta inondata da messaggi non richiesti, pubblicità, catene di Sant'Antonio, e altro ancora.
SOLUZIONE - La soluzione migliore è avere degli indirizzi email temporanei che dopo essere stati usati (per esempio per ricevere un link per confermare l'iscrizione) si possono dimenticare. Il server cancellerà tutti i messaggi che arrivano dopo qualche minuto. 
Anche in questo caso Internet ci viene in aiuto, infatti esistono parecchi servizi online del tutto gratuiti che ci offrono queste possibilità.
 Alcuni dei nomi sono piuttosto divertenti: utilizzando MyTrashEmail.com la durata del proprio indirizzo di posta è da 5 ore fino a 12 giorni, Temporaryinbox.com permette invece di utilizzare una stessa email illimitatamente: il sistema cancellerà in automatico i vecchi messaggi. 10MinuteMail.com oltre all'indirizzo ci darà anche l'accesso alle e-mail ricevute. E' possibile, per ogni e-mail creata, ottenere la deroga di altri dieci minuti. Per chi non conosce le lingue c'è pookmail.com, che ha un interfaccia multi linguaggio e permette di accedere al servizio anche in italiano seguendo più semplicemente le indicazioni. Ma se volete avere un servizio tutto nostrano c'e' Incal.net che accetta un unico messaggio di posta, lo rispedisce al tuo vero indirizzo, e poi si disabilita per sempre. Praticamente si potrà inserire nel fastidioso "form" da compilare l'indirizzo fittizio, ricevere la password sulla propria (vera) casella postale, ed evitare tutti i successivi messaggi indesiderati. Il sito Sizlopedia.com ha stilato una una classifica dei 20 migliori sistemi "usa e getta" del web. 
In cima alla lista c'è l'evocativo Mailinator.com sito in inglese, ma molto intuitivo e semplice da utilizzare.   Hanay Raya

Ripple, il motore di ricerca solidale

Fare beneficenza a volte non costa molto. E a volte non costa proprio niente ed è facile come fare una ricerca su internet. La prossima volta che dobbiamo effettuare una ricerca su Google, perché non proviamo ad utilizzare Ripple? Si tratta di un sito che permette di effettuare ricerche con Google, con la differenza che ogni volta che inseriamo un termine e premiamo "Search", i guadagni della pubblicità AdSense (da 1 a 20 centesimi di dollaro per ricerca) verranno versati interamente in beneficenza; aggiungente subito al vostro browser "ripple searchbar".

Italiano quarta lingua tra i blog

 

Scompaiono francese e tedesco
L'idioma più usato è, a sorpresa, il giapponese, che strappa la prima posizione all'inglese. Terzo il cinese. Tra i primi 10 anche il Farsi
Gli Americani di Technorati, il motore di ricerca opensource che permette di muoversi e cercare tra i blog di tutto il pianeta, pubblicano il «Rapporto aprile 2007 sullo stato della blogosfera». Ebbene quella che viene oramai definita blogosfera, neologismo diffuso nel 2001 tra i blog di guerra, aumenta vertiginosamente il suo volume: sono 72 milioni i bloggers nel mondo. I blog (o diari in rete) sono fortemente interconnessi: i bloggers leggono i diari altrui, li linkano (creano dei collegamenti), e li citano nei propri post (messaggi pubblicati). Per questa ragione i blog fra loro interconnessi hanno sviluppato una propria cultura, tanto che oggi abbiamo a disposizione anche un motore di ricerca a loro dedicato e statistiche specifiche. La notizia davvero particolare è che l'italiano si trova al quarto posto nella statistica sui linguaggi più utilizzati tra gli autori.
CLASSIFICA - In cima alla classifica troviamo il Giapponese che strappa all'inglese il predominio che ci saremmo aspettati, a seguire con grinta il Cinese che, nonostante le rigide regole sociali e politiche applicate in campo tecnologico, arriva al il terzo posto. Ed ecco comparire l'italiano che nonostante abbia una diffusione globale meno ampia dello spagnolo, lo supera, aggiudicandosi il quarto posto. Praticamente scompaiono tedesco e francese in favore di un altro risultato interessante, la presenza tra i primi 10 della lingua Farsi (più comunemente il persiano), l’idioma parlato in Iran.
DISTRIBUZIONE ORARIA - Notevole anche la distribuzione per fasce orarie dei post da cui è chiaro che gli italiani si collegano e scrivono di più nel pomeriggio, con un certo picco durante la pausa pranzo. I giapponesi invece prediligono le ore notturne con un'apice intorno alle 23.00 cosi come i cinesi. L'inglese sconta l'elemento fuso orario e la distribuzione nelle 24 ore apparepressoché omogenea. Insomma tra gli italiani avremo di sicuro un certo numero di studenti che si collega dopo la scuola, ma probabilmente anche molti professionisti che «postano» durante l'orario di lavoro.

Hanay Raya  Da Il Corriere della Sera del 1 giugno 2007

Le donne? Sempre più tecnologiche

Secondo uno studio ACNielsen, nelle nuove generazioni dai 14 ai 24 anni le ragazze hanno lo stessa confidenza con la tecnologia dei loro coetanei maschi. Cresce anche il numero di italiani che aquistano contenuti digitali culturali  L'indagine sarà presentata il 5 giugno a Roma agli Horti Sallustiani

Roma, 30 mag. (Ign) - Si riduce il gap tecnologico tra uomini e donne. E cresce il numero di italiani che aquistano contenuti digitali culturali. Lo rivela uno studio commissionato dall’Osservatorio permanente contenuti digitali ad ACNielsen e che sarà presentato martedì, 5 giugno, a Roma agli Horti Sallustiani nel corso del Convegno ''Liquidi e mutanti. Industrie dei contenuti & consumatori digitali''. 
Secondo i risultati dell'indagine, il gap tecnologico tra universo maschile e femminile si sta riducendo: nelle nuove generazioni dai 14 ai 24 anni, infatti, le ragazze hanno lo stessa confidenza con la tecnologia dei loro coetanei, mantenendo però un livello di consumi culturali superiore ai ragazzi.  
Lo studio dimostra anche come l’acquisto di contenuti culturali online sia un fenomeno emergente che mostra caratteristiche interessanti ai fini di uno sviluppo futuro. Mentre sul totale della popolazione ci sono ancora delle differenze in termini di approccio all’acquisto (il 59% acquista libri, il 44% dvd), la popolazione che acquista online esplicita invece una chiara tendenza a fruire di tutti i contenuti indistintamente: è eclettica, versatile e onnivora. 
E’ enorme insomma il potenziale di crescita: basti pensare che attualmente oltre il 40% di chi acquista almeno un contenuto culturale sovrappone l’acquisto di libri, cd, e dvd. Appare quindi evidente l’effettiva convergenza del tradizionale con il digitale e la possibile fusione di valori apparentemente diversi. 
Introdotti dal presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Federico Motta, i risultati della ricerca saranno illustrati da Roberto Borghini, Consumer Marketing Manager ACNielsen Italia, con un'analisi economica a cura di Emilio Pucci dell'e-Media Institute.  
L'evento sarà anche l'occasione per la presentazione ufficiale dell'Osservatorio permanente sui contenuti digitali che, costituito da Aie, Aidro, Fimi, Univideo e Cinecittà Holding, vuole offrire una fotografia completa e aggiornata dei contenuti digitali disponibili nel mercato italiano e di come la sua fruizione stia cambiando nei tempi.

 

Una nuova e avvincente esperienza di comunicazione

Web 2.0: veni, 'video' e condividi

 
Con Mojiti.com è possibile personalizzare un filmato già in rete con commenti, nuvolette e sottotitoli per mandarlo poi ai propri amici  
Roma, 25 mag. (Ign) - C'è un nuovo video su YouTube? Da oggi potete fare molto di più che guardarlo: potete entrarci dentro. Arriva infatti Mojiti.com, risorsa che consente di commentare un video in un modo molto originale: direttamente nel video stesso. E' molto semplice da usare e in stile web 2.0: basta inserire l’URL di un filmato già in rete, preso da uno dei diversi servizi di videosharing (da YouTube, appunto, a Google Video e Metello); poi lo si personalizza con commenti, nuvolette, sottotitoli e quant'altro; infine, lo si condivide con il mondo. 
 La 'missione' di Mojiti è creare una delle più avvincenti esperienze di comunicazione: grazie a questa risorsa, infatti, ad ogni video possono essere aggiunte anche foto e immagini, oppure clip audio e video in stile 'picture in picture' (PIP) - tecnologia che permette di vedere due programmi contemporaneamente, in due finestre sullo schermo, una molto grande e una più piccola - fino addirittura ai feeds RSS. 
 Mojiti permette di raccontare il proprio modo di guardare un filmato on line. Anzi, di più: permette di 'tuffarcisi' dentro. Ad esempio, ecco quello che voleva dire Eric sul video degli OK GO, 'Here It Goes Again'. Come si può vedere, momento per momento, scena per scena, Mojiti rende facile annotare idee, consigli, evidenziare oggetti o aggiungere forme e fumetti sullo schermo per condividere il proprio univoco punto di vista sul video in questione. 
 Tutti i clip 'creati' da un utente diventano automaticamente parte della comunità mojitiana e possono essere visti su Mojiti.com. Come accade ormai nel web 2.0, inoltre, è possibile condividere la 'creazione' inviandola per posta elettronica o inserendola direttamente in un blog o nel proprio website. Non c’è bisogno di accedere direttamente a Mojiti per usarlo perché funziona tramite bookmarklet e plugin per Firefox e Internet Explorer.

 

 
GOOGLE ABBATTE I MURI LINGUISTICI DEL WEB
 

 

SAN FRANCISCO - Il motore di ricerca Google lancia un nuovo strumento per abbattere i muri linguistici, almeno nella rete. Sarà possibile cercare informazioni nel web pubblicate in una lingua straniera e, con un click, averne la traduzione nella propria o in una a scelta, tra cui l'italiano. "Siamo felici di annunciare l'arrivo di un nuovo strumento di ricerca multilingue che permette agli utilizzatori di Internet in tutto il mondo di trovare informazioni su siti in lingua straniera e di poterli tradurre in quella di propria scelta", si legge in un comunicato diffuso da Google. Questo servizio di traduzione online "renderà di fatto il web universale", ha detto un responsabile ad alto livello di Google, Udi Manber, in una conferenza stampa in California. "Stiamo lavorando alla traduzione di tutto il web in tutte le lingue", ha aggiunto. Per iniziare, le lingue comprese nel servizio sono: inglese, francese, arabo, italiano, tedesco, giapponese, coreano, portoghese, russo, spagnolo e una versione semplificata del cinese. 

 

Quando l'e-mail può rovinarti la vita 

Le storie di persone travolte da un fenomeno sempre più diffuso Gaffe e non solo. Un decalogo per evitare gli errori più disastrosi"Pensa, prima di cliccare sull'invio"  Quando l'e-mail può rovinarti la vita Parla uno degli autori di Send, la guida al messaggio perfetto di ANNALISA IZZO

C'E' LA STORIA di Joshua che ha conosciuto online un ragazzo, Marty, con cui ha cominciato a chattare. Avendo saputo che Marty lavora per una compagnia di assicurazioni ha curiosato sul sito web dell'azienda e - bella sorpresa - ha trovato le foto degli impiegati. Accanto a ciascuna c'è un link che invita a contattare il dipendente per informazioni e domande. Così Joshua pensa di fare un gesto carino e clicca sul link accanto alla foto di Marty. Nel messaggio scrive "Allora? Ci vieni a cena con me questo week end?". Quindi preme 'invia'. A sera, in chat, Joshua riceve un messaggio furioso del non ancora incontrato partner che spiega: "Il link accanto alla foto rimanda a un indirizzo comune dell'azienda: ora tutti i colleghi sanno che sono gay". La relazione tra Joshua e Marty non è mai iniziata. 
C'è poi la storia di Connie, grafica, che un giorno - il suo giorno libero - riceve dal capo una email. Le suggerisce di rimanere a casa ancora per una giornata. Connie, consapevole che le cose non andavano benissimo al lavoro, risponde educatamente. Appena dieci minuti dopo riceve una seconda email del capo. La apre e questa volta legge: "Ciao, mi aiuti? Devo trovare il modo di licenziare questa...": invece di inviare il messaggio alla persona giusta il capo aveva semplicemente cliccato 'rispondi' all'email di Connie, che ha quindi appreso bruscamente del suo destino professionale. E ha risposto via email per dire che non avrebbe attraversato la città in macchina per farsi buttare fuori;
Sono solo alcune delle centinaia le storie raccolte in Send: The Essencial Guide to Email for Office and Home, il libro che David Shipley, giornalista del New York Times - e Will Scwhalbe, editore della Hyperion book hanno dedicato ai disastri che un'email sbagliata può scatenare nelle nostre vite, sul lavoro e nel privato.
Non il solito galateo dell'email, ma un vero manuale di sopravvivenza che dovrebbe impedirci di commettere tutti quegli errori che rischiamo di fare quando inviamo una email. Primo fra tutti quello di non pensare prima di cliccare sul tasto 'invia'. 
"L'email - spiega David Shipley - è un mezzo solo relativamente nuovo: da più di dieci anni fa parte della nostra quotidianità. Scriviamo e mandiamo messaggi elettronici con una frequenza e con una velocità incontrollabili. Certi errori perciò sono sempre in agguato o, addirittura, sono diventati cronici. Sono proprio quelli che mettono a rischio la nostra tranquillità". 
Ecco allora un vero decalogo dell'email perfetta: non usare l'indirizzo email aziendale per comunicazioni private; prestare grande attenzione alla parte alta del messaggio, quella che compare in automatico, che indica soggetto e destinatari e che è all'origine dei peggiori equivoci; compilare un messaggio non troppo informale e non vago - questo alleggerirà il vostro compito quando riceverete una risposta, perché indurrà un atteggiamento simile nel corrispondente. E ricordare sempre che ironia, sarcasmo e ambiguità non funzionano in questi tipo di comunicazione. Scegliete casomai un altro canale. 
Qual è l'errore più frequente tra quelli analizzati dal vostro libro? 
"Un messaggio dal contenuto vago, non chiaro, è forse il peggiore degli errori", risponde Shipley."Anche perché determina una serie di incertezze, di domande e di congetture nel destinatario che minano l'efficienza della comunicazione e, in un certo senso, paralizzano l'attività lavorativa". 
Un'email sbagliata può provocare problemi sul lavoro... 
"Stiamo parlando di un problema affrontato recentemente anche dal Dipartimento di Giustizia americano che ha dovuto esprimersi sulle condizioni che giustificano il licenziamento per comportamento scorretto via email. Un'email inopportuna è costata il posto di lavoro a moltissime persone". 
Dal momento che siamo tutti a rischio, non sarebbe meglio un atteggiamento di tolleranza reciproca? 
" Certo, questo è un auspicio. E' vero comunque che la gente comincia da poco a raccontare questi episodi e a condividerli. Finora restavano per lo più nascosti, quasi un tabù". 
Quali precauzioni prendere? 
"Le aziende si stanno attivando molto per educare i loro dipendenti su questi temi. Individualmente non abbiamo molta scelta: scrivere dapprima il testo come bozza. Oppure: non inserire mai il destinatario, se non all'ultimo quando si è davvero certi di voler inviare il messaggio. Solo educando noi stessi con pazienza ci mettiamo al riparo da conseguenze spiacevoli". 
Perchè continuiamo a fare gli stessi errori inviando un'email? 
"Secondo gli scienziati l'email innesca nel nostro cervello uno stato di sospensione della coscienza della comunicazione. In una chiacchierata di persona o al telefono siamo sempre consapevoli dell'interazione con un altro individuo. L'email induce uno stato di disinibizione che ci fa dimenticare del contesto comunicativo. Che è poi la stessa ragione per cui moltissime liti via email hanno una durata incontrollabile". 
E che cosa comporta un atteggiamento disinvolto? 
"L'errore colossale che sta alla base è di credere che un'email costituisca solo un messaggio virtuale, mentre l'email è di fatto un testo permanente, può essere rintracciato e - soprattutto - diffuso. E un solo errore può mettere in discussione tutta la nostra credibilità". 
Intanto il sito thinkbeforeyousend che gli autori di Send avevano messo in piedi per raccogliere materiale e costruire il loro libro è ormai diventato un vero e proprio "lettino dello psicanalista", dove tutti quelli che hanno avuto gli affetti, il lavoro e la serenità stravolti da un'email sbagliata trovano uno spazio per sfogarsi e condividere un malessere davvero per niente virtuale.   (24 maggio 2007)

Badbunny, allarme virus per OpenOffice

Funziona con Windows, Mac e Linux
Scoperto dagli esperti di Sophos, il worm utilizza le routine di scripting della piattaforma per scaricare un'immagine di un uomo vestito da coniglio con una donna in abiti succinti 
Roma, 23 mag. (Ign) - Un uomo travestito da coniglio in atteggiamenti poco convenienti. Si presenta sotto queste sembianze il primo virus scritto per il pacchetto OpenOffice e scoperto dagli esperti di Sophos. 
Il worm funziona con Windows, Mac e Linux. Noto come Badbunny, è scritto in StarBasic e utilizza le routine di scripting di OpenOffice per scaricare un'immagine di un uomo vestito da coniglio con una donna in abiti succinti. 
In pratica, se l'utente apre il file badbunny.odg, oltre a visualizzare l'immagine infetta, il Pc esegue una sequenza di macro differente a seconda del sistema operativo utilizzato. Sui Windows, ad esempio, il worm crea il file drop.bad, che viene poi spostato all'interno del file system.ini. Inoltre crea badbunny.js, un file che se eseguito si replica all'interno di altri Javascript. 
Attualmente non si conosce la diffusione del virus, ma sembra che gli autori abbiano inviato il worm direttamente ai laboratori Sophos. Graham Cluley, responsabile tecnico dell'azienda, ha dichiarato che probabilmente hacker finanziariamente più "motivati" non avrebbero usato un'immagine così bizzarra e avrebbero scelto come bersaglio un software più diffuso. Proprio per questo, secondo la Sophos, che produce antivirus, ci sono buone possibilità di identificarlo e debellarlo. 
La notizia potrebbe comunque suscitare lo stesso clamore provocato lo scorso anno quando i ricercatori di Kaspersky Lab avevano individuato StarOffice.Stardust.A, un macro virus che avrebbe dovuto colpire tutti i PC con installato OpenOffice o StarOffice. Anche allora non si era parlato di una vera minaccia, dato che si trattava di un codice scritto a semplice dimostrazione della sua esistenza e possibile pericolosità. Stardust, infatti, non veicolava malware, ma solo un'immagine per adulti collegata tramite link a un computer già infetto. Per togliere qualsiasi dubbio era tuttavia scesa in campo la stessa OpenOffice, chiarendo che i macro virus sono una possibile minaccia per qualunque programma che supporti questo tipo di feature.

Pregiudicati per reati sessuali in rete

TECNOLOGIA & SCIENZA
La società californiana controllata da Murdoch si piega alle richieste dei magistrati Rimosse dal social network le pagine generate da pregiudicati per reati sessuali Usa, MySpace apre gli archivi alla giustizia Consegnerà i nomi dei sospetti maniaci
WASHINGTON - MySpace si piega alle esigenze della giustizia e apre gli archivi del suo sito ai magistrati che indagano sui pregiudicati per reati sessuali. La società californiana controllata del magnate dei media Rupert Murdoch, ha ceduto alle richieste dei giudici e sospeso per otto stati degli Usa il diritto alla riservatezza che finora aveva concesso ai suoi clienti. 
Alcuni stati, come il Connecticut, erano ricorsi negli ultimi tempi anche a citazioni in giudizio contro MySpace pur di penetrare nelle sue banche dati. E inizialmente il sito internet aveva avviato un'azione legale per contrastare le richieste del procuratore generale del North Carolina. Ma adesso le cose sono cambiate e gli otto stati che in queste settimane hanno chiesto di sapere chi siano o dove vivono i maniaci sessuali individuati da MySpace, avranno pieno accesso alle informazioni. 
"Molti di questi personaggi con precedenti per molestie sessuali possono aver fatto proposte a bambini attraverso i sito", ha spiegato Richard Blumenthal, procuratore generale del Connecticut. MySpace ha già rimosso dal proprio social network le pagine generate dai pregiudicati per reati sessuali.
Dallo scorso dicembre, il sito ha stretto un'alleanza con Sentinel Tech Holding, una società specializzata, per costruire un database con le informazioni sui pregiudicati per reati sessuali da incrociare con i dati dei propri utenti. Il sistema, battezzato Sentinel Safe, ha portato ad individuare e oscurare già 7.000 profili sospetti su un totale di circa 180 milioni. 

Da REPUBBLICA del 21 maggio 2007

 

GB:  QUASI META' GENITORI SPIA  I  FIGLI TRAMITE MYSPACE
ANSA.IT 2007-05-21 16:30
LONDRA - Quasi la metà dei genitori britannici, il 41% per l'esattezza, utilizza siti di 'networking' come MySpace e Facebook per spiare i figli adolescenti. E' quanto emerge da uno studio condotto da una ricercatrice della London School of Economics secondo il quale un quarto delle madri e dei padri controlla anche le email dei loro ragazzi. La crescente popolarità dei siti in cui gli adolescenti si incontrano e scambiano fotografie rappresenta un nuovo grattacapo per i genitori, che temono che i loro figli possano finire nel mirino dei pedofili. Ma non è soltanto questo timore a spingere mamme e papà a iscriversi anche loro a MySpace o a Facebook e a controllare regolarmente la pagina dei figli: molti hanno imparato che attraverso questi siti possono scoprire molte cose sulla vita privata dei loro ragazzi. "Le ha permesso di scoprire che il mio fratello di 15 anni dice di essere 'in una relazione aperta', che mia sorella afferma di essere di religione Amish e che lo scorso fine settimana io mi sono ubriacata, grazie alla fotografia che un mio 'amico' mi ha inviato", ha spiegato seccata Bryony Gordon, figlia di una giornalista del Times che, grazie all'aiuto del fratello maggiore della ragazza, si è iscritta a Facebook per 'spiare' i figli. Ma secondo Sonia Livingstone, la ricercatrice che ha condotto lo studio, controllare i siti che i figli visitano e chi contattano online non sempre serve a tenerli fuori dai guai. "Se gli adolescenti sanno che i genitori li controllano in segreto sono più esposti, anziché protetti da certi rischi", ha spiegato la Livingstone, sottolineando come i ragazzi possono finire a visitare siti violenti o pornografici proprio per reagire alle forme di controllo dei genitori.


17 maggio 2007     Google, nasce il motore unico di ricerca    di Valeria Pannuti 
Google, il motore di ricerca più usato su internet, lancia Universal Search, la ricerca universale. Crollano i confini tra le varie categorie di ricerca: tutti i risultati ottenuti, testi, video, blog, immagini, sono presentati in una stessa pagina. I primi sottogruppi ad essere unificati in Universal Search sono: Web, News, Images, Local Search, Books e Video. 
Ad esempio, tra i risultati di 'I have a dream', compare il testo del famoso discorso di Martin Luther King sulla fine della discriminazione razziale, ma subito dopo anche il video, insieme a richiami a una vasta serie di siti a corredo e completamento della ricerca.
Oppure, se avete cercato notizie su "downtown Los Angeles" vi verranno presentate le foto del centro della città americana, le mappe, le pagine Web più rilevanti, i film su Los Angeles e via dicendo.
“E' nostro obiettivo abbattere le pareti tra le diverse informazioni - commenta Marissa Mayer, vicepresidente di Google per le ricerche - e vediamo grandi possibilità di applicazioni 
del nuovo modello per il futuro".
Google afferma di aver creato un sistema di page ranking migliorato per tutto il materiale a disposizione. I rappresentanti dell'azienda dicono che la ricerca universale richiede un'infrastruttura di ricerca completamente rinnovata, impegnando oltre 100 ingegneri per un periodo di oltre due anni; "E' un'evoluzione naturale, con la parte più interessante rappresentata dai video", aggiunge Martin Pyykkonen, analista per Global Crown Capital. "Quello che tutti stanno pensando ora è quanto saranno disposti a pagare le aziende per avere un link video", ha aggiunto Pyykkonen.
La ricerca vedrà così, per la prima volta e tra le altre cose, i video di YouTube altamente integrati in Google, mostrati subito tra i risultati di ricerca, mentre per i video da altri siti l’utente verrà dirottato al sito madre; Tuttavia, quello che sembra essere un punto di forza potrebbe rappresentare una debolezza. Avere contenuti di tipo diverso insieme significa, per l’utente, passare più tempo su internet a selezionare le informazioni. Un intento apertamente dichiarato dalla società di Mountain View. "Il nostro obiettivo è avere gente che spende molto più tempo con Google", spiega uno dei fondatori, nel corso della presentazione di Universal Search; D’altronde indurre gli utenti a consultare più a lungo sul motore di ricerca ha dei risvolti economici importanti dal momento che Google è anche un polo di attrazione di investimenti pubblicitari. E’ recente l'acquisizione dell'azienda Double Click, uno dei principali operatori della pubblicità online in America, per 3,1 miliardi di dollari.
Il nuovo modo di presentare i risultati delle ricerche, indebolendo ancora di più la gerarchia delle informazioni, potrebbe rappresentare però un’occasione per siti non istituzionali di diventare maggiormente visibili. E così, per esempio, se digitiamo Bush, insieme a Wikipedia, al sito della Casa Bianca o ai discorsi del Presidente testi o video, tra i primi risultati ci sono le foto che paragonano il presidente degli Stati Uniti ad uno chimpanze, giochini e filmati curiosi.

 

Notizia del 17 maggio 2007 - 12:33
Amazon sfida iTunes


La società di Seattle venderà milioni di brani senza software di protezione antipirateria
Amazon ha deciso di sfidare iTunes vendendo musica. 
Il colosso del commercio elettronico statunitense ha annunciato il lancio di un negozio virtuale dove milioni di brani musicali potranno essere scaricati senza software di protezione antipirateria.
La società di Seattle, come riporta l'agenzia di stampa Dow Jones, a partire dalla fine del 2007 offrirà canzoni di oltre 12.000 case discografiche. L'ultimo accordo in questo senso è stato stretto con Emi, che ha dato il via libera per l'utilizzo del proprio catalogo digitale.
Il nuovo sistema consentirà agli utenti di acquistare musica unicamente in formato Mp3 senza il software di protezione antipirateria (Drm). Le canzoni potranno essere ascoltate su riproduttori musicali di qualunque genere, compresi personal computer e lettori digitali, compresi iPod e Zune.
"Siamo felici che Emi abbia deciso di collaborare con noi a questa iniziativa e di potere offrire ai nostri utenti canzoni di artisti del calibro di Coldplay e Norah Jones", ha dichiarato Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato di Amazon.com. (Libero News)

 

 

       

 

     Gira su Internet una e mail della polizia di stato che nasconde un virus

                  Il mittente e' priscomazzi     
Roma  16 maggio 2007

Una mail che sembra provenire dalla Polizia di Stato nasconde un pericolo. A lanciare l'allarme e' la polizia postale che denuncia come da questa notte migliaia di mail con la falsa intestazione 'prisco mazzi, polizia' hanno cominciato a girare sul web. 

Migliaia di mail di denuncia sono gia' arrivate al 'commissariato on line' del 113. La Polizia avverte di non aprire la mail, che contiene un virus che potrebbe essere un 'cavallo di troia' . La mail, con mittente un fantomatico 'priscomazzi@poliziadistato.it' contiene un allegato in formato 'zip' che, se aperto, puo' permettere al mittente di 'rubare' i dati contenuti nel pc di chi ha ricevuto la mail. 
La mail contiene un avviso: "sono il capitano della polizia Prisco Mazzi. I risultati dell'ultima verifica hanno rivelato che dal suo computer sono stati visitati siti che trasgrediscono i diritti d'autore e sono stati scaricati file pirati nel formato Mp3. Quindi lei e' un complice del reato e puo' avere responsabilita' amministrative". 
La mail contiene inoltre un presunto numero di archiviazione della pratica e invita ad aprire un file allegato che in relatà contiene un virus, un file appositamente 'zippato' per non essere verificato da software antivirus. La posta aziendale della Rai ne è stata invasa. 

RAINEWS24

La tecnologia che non danneggia uomo e ambiente    Il nuovo schermo flessibile a colori
Lg ha annunciato il primo display che riproduce esattamente le stesse caratteristiche della carta stampata
SEUL - La tecnologia di ultima generazione per monitor e display porta la firma del gigante dell'elettronica LG Philips. Si tratta del primo foglio elettronico a colori in formato A4: è sottile proprio come un foglio di carta (0,3 millimetri di spessore e 35,9 centimetri in diagonale) e può anche essere curvato, offrendo una visione a 180 gradi senza che l'immagine risulti deformata.
SALVA VISTA E AMBIENTE – In quanto a prestazioni non ha nulla da invidiare ai monitor tradizionali, anzi: il nuovo e-paper supporta fino a 4.096 colori e non affatica la vista come un qualsiasi altro monitor. Senza contare che è stato sviluppato pensando anche al risparmio energetico: la tecnologia messa punto dai tecnici LG permette infatti al nuovo prodotto di utilizzare energia elettrica solo quando c'è il passaggio da un immagine all'altra. «Siamo di fronte alla nuova generazione di questo tipo di tecnologia», ha dichiarato lo stesso Chung In-Jae, amministratore e vice presidente LG, «le sue potenziali applicazioni sono incredibili e permetteranno ai nostri clienti di creare nuovi prodotti che non solo saranno molto utili, ma che consentiranno anche di non abusare delle risorse naturali del nostro pianeta».
LA SERIE – Come riferisce Slashdot, LG aveva sviluppato una prima versione in bianco e nero del foglio elettronico già nell'ottobre del 2005, 
e circa un anno fa ha rilasciato la versione leggermente più grande dello stesso modello. Ora, grazie alla nuova versione a colori, anche le riviste potranno presto rivivere in questo nuovo formato cartaceo-elettronico, pratico, leggibile e di ottima qualità. Displaybank stima che il mercato potenziale per i display flessibili raggiungerà un volume pari a 5,9 miliardi di dollari entro il 2010, destinati a diventare 12 nel 2015.

Alessandra Carboni    15 maggio 2007

 

 

Google sfrutta i giochi per spiare gli utenti

da The Inquirer Team: Lunedì 14 Maggio 2007, 5:13

LA SOCIETÀ DEL FAMOSO motore di ricerca Google ha intenzione di tracciare il profilo psicologico di milioni di utenti web studiando di nascosto il modo in cui giocano online. Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.Secondo Grauniad, Google pensa di poter raccogliere informazioni sulle preferenze e sul modello di personalità dei giocatori monitorando il loro comportamento in rete. Questi dati verranno poi venduti alle agenzie pubblicitarie che riusciranno a trasformare la vostra navigazione in un incubo.

Google farà sapere ai pubblicitari se siete portati all’aggressività o alla scorrettezza, così che possano seguirvi ovunque fino alla morte.

Il progetto, registrato da Google come brevetto in Europa e negli Stati Uniti il mese scorso, è stato criticato aspramente da diverse associazioni che tutelano i diritti umani.
Sue Charman della campagna online Open Rights Group è stata tormentata da un’azienda in possesso del suo profilo psicologico.
Google ha reso noto che non ha intenzione di introdurre a breve la tecnologia sul mercato, e che questa rappresenta solo uno dei tanti brevetti registrati negli ultimi mesi.
Articolo originale di: Nick Farrell 
Google uses games to snoop on users Do no evil   By Nick Farrell: lunedì 14 maggio 2007, 08.37 

INTERNET SEARCH outfit Google plans to psychologically profile millions of web users by secretly watching the way they play online games.
According to the Grauniad, Google thinks it can glean information about an individual's preferences and personality type by tracking their online behaviour. This will then be sold to advertisers who will make your web-experience a nightmare.
The profiling will reveal to advertisers if you are more likely to be aggressive, hostile or dishonest and will follow you around until you are dead. It would also be interesting if it ended up on your credit record.
The plans are detailed in a patent filed by Google in Europe and the US last month, it has been slammed by human rights groups.
Sue Charman of online campaign Open Rights Group was "deeply disturbed" by a company holding a psychological profile.
Google says it did not have any plans to roll out the technology in the near future, and that it was just one of a large number of patents that it has filed in recent months. µ         L'INQ  Grauniad

I blog si tingono di rosa: cresce la partecipazione femminile Lunedì 14 Maggio 2007 alle 11:47
Di cosa parlano gli italiani sul web, il più grande spazio libero di discussione? Automobili, tecnologia, salute, videogiochi, sport sono gli argomenti che richiamano il maggior numero di commenti: lo conferma il rapporto annuale sulle comunità Internet in Italia realizzato da Digital pr. Secondo lo studio nel 2006 i navigatori hanno scritto 46,7 milioni di messaggi su forum e newsgroup.

Cresce la partecipazione femminile, soprattutto alle discussioni su salute e benessere: coppia, sessualità, figli, famiglia sono solo alcuni degli argomenti affrontati nei forum di alfemminile.com e girlpower.it, o nel recente blog di Grazia. Per quanto riguarda le conversazione online sulle automobili hanno un ruolo di primo piano i prezzi, la potenza e i marchi delle vetture, con scambi di pareri e consigli tra gli appassionati come nel caso di alfaromeo: in questo settore i blog più letti sulle automobili sono motoblog e autoblog. L’anno scorso il calcio ha richiamato oltre un milione di messaggi, ma cresce l’attenzione per sport di nicchia come il curling.

Tecnologia e videogiochi restano temi seguiti e commentati da milioni di navigatori. I videogiochi per console hanno raccolto 1,2 milioni di commenti nel 2006, più di 360 mila le discussioni sui giochi multiplayer: il record è di Ultima online, un forum dove i giocatori si cambiano consigli, trucchi e pareri sull’omonimo videogame. L’interesse per la tecnologia si divide in tre grandi aree che da sole raccolgono 3 milioni di interventi: hardware, software e web. Secondo la classifica di Blogbabel salgono sul podio dei primi tre blog tecnologici più letti pandemia, manteblog e il blog di andrea beggi.
Successo per cultura e musica che quest’anno hanno raccolto 1,5 milioni di interventi tra i navigatori: fan e musicisti si confrontano sui forum di mtv, allmusic e thht per l’hip hop.
luca.delloiacovo 
da Panorama.it

INTERNET/ STUDIO DI GOOGLE, A RISCHIO VIRUS UNA PAGINA WEB su 10

Ricercatori colosso rete mettono in guardia da link 'attraenti' 12-05-2007 04:38 
Siti 'esca' che 'infettano' i computer degli internauti, ovvero il lato oscuro della rete: una pagina web su dieci è a rischio virus, parola di Google.
I ricercatori del gigante di Internet - si legge sul sito online della Bbc - hanno "analizzato in profondità" 4,5 milioni di pagine. Circa 450mila aprono la porta a siti pericolosi, in grado di installare sul pc dell'internauta programmi 'infetti'. Secondo gli studiosi, altre 700mila pagine contengono software capaci di mettere fuori uso il computer di turno. Un problema dalle dimensioni inquietanti, sostengono i ricercatori. Per questo Google "ha lanciato un'operazione per identificare tutte le pagine della rete 'pericolose'".
Sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori sono finiti siti 'esca' che consentono l'installazione automatica di programmi 'infetti'. "L'utente - ha scritto Niels Provos, autore insieme ad alcuni colleghi di uno studio intitolato "Il fantasma nel browser" - si trova di fronte a link che promettono accesso a pagine 'interessanti', che offrono contenuto pornografico esplicito, software coperto da copyright o informazioni giornalistiche certificate". "Un esempio classico - osservano i ricercatori - sono i siti che rimandano a 'video per soli adulti'".
Nella maggior parte dei casi questa forma di pirateria informatica sfrutterebbe i punti deboli di Internet Explorer, il browser del colosso Microsoft. 

 

Da Marte al giardino il data center mobile e rispettoso dell’ambiente

ROMA 
Sarà presentato anche a Roma il 25 maggio prossimo Blackbox, il data center mobile e rispettoso dell’ambiente ideato da Sun Microsystems, nell’ambito di un tour iniziato il mese scorso negli Stati Uniti, che toccherà nelle prossime settimane i cinque continenti. Dopo Londra, quindi, Blackbox, nome in codice Project Blackbox, sarà in esposizione nella Capitale il Forum P.A. (Nuova Fiera di Roma). Completo, pre-configurato, collocato all’interno in un container di dimensioni standard per il trasporto (2.5 x 2.0 x 6.0 metri), Blackbox è il primo data center virtualizzato al mondo, un centro di calcolo e di relativa memoria che, da Marte al giardino della propria azienda o fin sui tetti dei grattacieli di New York, garantisce la massima rapidità di attivazione con i dati internet, con un tangibile risparmio di spazio ed di energia. Project Blackbox, infatti, è riciclabile e può funzionare anche con fonti energetiche alternative come l’energia solare o eolica. 
Una possibilità non indifferente visto che, per far camminare server e impianti di raffreddamento relativi, i consumi possono arrivare anche al 20% della bolletta aziendale. E non solo. I data center, i “motori” che fanno funzionare Internet, mangiano il 2-3% dei consumi energetici mondiali e, si aggiungono anche i personal computer, si arriva anche al 4-5%. 
Per la sua praticità e versatilità, Blackbox è stato studiato come soluzione in caso di scarsità di spazio, esigenza di rapida crescita del data center, oppure in luoghi dove non sono disponibili le infrastrutture elettriche e di rete necessarie per i data center tradizionali, come i paesi in via di sviluppo o le piattaforme petrolifere. Tra i possibili utilizzi di questa nuova tecnologia le installazioni rapide per start up, applicazioni scientifiche che richiedono elevata potenza di elaborazione, situazioni di emergenza umanitaria come terremoti o inondazioni, ma anche per sistemi militari sofisticati. Per farlo funzionare, è sufficiente collegarlo alla corrente elettrica, a Internet o alla rete aziendale, e alla rete idrica necessaria per l’impianto di raffreddamento a circuito chiuso. In base alla sua progettazione, inoltre, Blackbox consente alle aziende e alle organizzazioni pubbliche di risparmiare, a fronte di performance molto elevate: sfruttando la potenza di Solaris 10 integrata nei server e nei sistemi storage di Sun, un’unità Project Blackbox è in grado di contenere fino a 250 server Sun Fire, fornire due Petabyte di capacità storage o sette Terabyte di memoria. 
«La crescente pervasività delle reti di telecomunicazioni e di Internet, con il loro patrimonio di applicazioni e servizi, fanno sì che la richiesta di capacità di calcolo sia in costante crescita ovunque nel mondo e a tutti i livelli: aziende, privati cittadini e pubbliche amministrazioni» afferma Franco Roman, Direttore Marketing di Sun Microsystems Italia. 

                                                                                                                                                                     Da   LA  STAMPA.IT
 

 

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