I Passi di Lighea 

Rivista di approfondimento culturale

a cura di Daniela Domenici

 
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     (Sottofondo musicale -  Khaciaturian's 3rd concert to flute and piano)

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Nel profondo degli abissi... una mostra di sculture

Allestita sotto le acque dell’isola di Grenada, nel sud dei Caraibi, per celebrare la cultura caraibica e proteggere una zona coralligena, decimata dalle recenti tempeste tropicali 
Roma, 2 giu. (Ign) - Si chiama Underwater Sculpture Gallery e per visitarla occorre munirsi di un'attrezzatura subacquea. E' la prima, e forse unica, mostra allestita interamente negli abissi dell’Oceano Atlantico, precisamente sotto le acque dell’isola di Grenada, nel sud dei Caraibi. Protagoniste statue di uomini e donne che descrivono la gente di Grenadian e la loro storia  
Il progetto è stato lanciato nel maggio del 2006 dallo scultore e istruttore subacqueo guyanese Jason Taylor, con il supporto del Ministero del turismo e della cultura di Grenadian. Lo scopo è quello di celebrare la cultura caraibica e prot9eggere una zona coralligena, decimata dalle recenti tempeste tropicali. Le strutture, realizzate in calcestruzzo e acciaio ed assicurate al substrato oceanico, oltre a generare un reef artificiale, forniscono infatti una base per la colonizzazione di coralli, alghe e spugne. Come anche un riparo e una protezione per tanti altri organismi marini. 
Gli appassionati di diving e snorkelling, si troveranno inoltre davanti ad uno spettacolo unico. 
Grazie all'effetto caleidoscopico generato dalla superficie del mare, le statue possono essere ammirate da un gran numero di angoli e di prospettive. Appaiono, inoltre, più grandi del 25% mentre i colori sono monocromatici per via del naturale filtro della luce. Sarà possibile anche osservare come la natura colonizza la superficie delle statue e il movimento delle maree modella la struttura. Una mostra in continuo divenire.

FETO SENTE STRESS MAMMA GIA' ALLA 17ESIMA SETTIMANA

ANSA.IT  2007-06-01 14:19

 
 
ROMA - Lo stress che le madri vivono durante la gravidanza si trasmette ai loro figli molto presto, prima di quel che finora si era pensato. Per la precisione il feto è in grado di sentire lo stress materno già dalla 17/ma settimana di gestazione. A dirlo è una ricerca dell'Imperial college di Londra, pubblicata sulla rivista 'Clinical endocrinology'.  
 
Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno misurato i livelli dell'ormone dello stress materno, come il cortisolo, secreti dal feto, dimostrando allo stesso tempo che i campioni di liquido amniotico possono essere una valida alternativa al sangue fetale, che si preleva con una procedura invasiva e dunque più rischiosa. In totale hanno analizzato i campioni di sangue e liquido amniotico di 267 donne incinta, scoprendo una forte correlazione in ogni donna tra i livelli di cortisolo nei due fluidi.  
 
Il legame tra il cortisolo nel sangue materno e quello nel liquido amniotico può dunque essere rinvenuto già alla 17/ma settimana. "Prima di allora, la placenta fa passare meno cortisolo al feto - spiega Pampa Sarkar, coordinatrice dello studio - Il nostro studio è il primo a dimostrare che il liquido amniotico può essere usato come alternativa nella ricerca delle sostanze cui è esposto il feto. Una tecnica non priva di rischi, pari all'1% di interruzione di gravidanza, ma usata comunemente per trovare anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down".  
 
Gli scienziati sperano di continuare lo studio per capire meglio gli effetti del cortisolo sullo sviluppo del feto. "Stiamo cercando - conclude la ricercatrice - i bambini nati dopo questo studio per vedere se quelli con i livelli più alti di esposizione al cortisolo sono davvero i più stressati".

I BAMBINI SANNO FARE I CONTI ANCHE SENZA NUMERI     ANSA.IT 2007-05-30 18:59

L'aritmetica? Un gioco da ragazzi, anzi da bimbi, che a quanto pare non hanno bisogno di sedersi ai banchi di scuola per apprenderla, ma già in età prescolare sono capaci di calcoli approssimati con numeri grandi, perché possono sfruttare un senso innato dei numeri e dei conti. E' quanto dimostra uno studio delle università di Harvard in Usa e Nottingham in Gran Bretagna, pubblicato sulla rivista Nature.  
 
La scoperta delle sorprendenti abilità nel far di conto di piccoli di cinque anni cui ancora non sono stati insegnati né i simboli numerici né le regole di addizione e sottrazione, spiega Camilla Gilmore, ha implicazioni notevoli: per molti bambini alle elementari l'incontro coi numeri può segnare l'inizio di un rapporto difficile e burrascoso, ma alla luce di questa scoperta gli insegnanti potrebbero rivedere i metodi classici di insegnamento e sfruttare il senso innato dell'aritmetica che c'é in ciascun bimbo.  La matematica, si sa, non per tutti e una passeggiata e per alcuni si può parlare di un vero problema coi numeri, la discalculia, un disturbo dell'apprendimento che si manifesta quando il bambino ha il suo primo approccio coi numeri e che si stima interessi fino al 4% dei bimbi. Per fortuna la scienza viene loro in aiuto, infatti è solo di pochi mesi fa la scoperta del 'cervello matematico', situato nel lobo parietale, regione appena sopra la fronte capace delle più complesse elaborazioni cognitive. Quest'area, secondo la recente scoperta di Manuela Piazza e Philippe Pinel dell'INSERM di Orsay in Francia e Roi Cohen Kadosh della University College di Londra, è dotata di diverse popolazioni di neuroni ciascuna capace di elaborare informazioni numeriche di vario tipo, per esempio simboliche, come quelle fornite dai numeri, oppure quantità astratte espresse in lettere o sotto forma di puntini o linee.
 

A conferma del fatto che il lobo parientale è la nostra 'super-calcolatrice', c'é poi un altro studio svolto di recente all'Università College di Londra, il quale mostra che spegnendo in modo transitorio il lobo parietale destro si può indurre temporaneamente la discalculia in persone sane. Ma a scavare nelle radici della matematica sono stati anche altri studi che già in passato avevano indotto a pensare che i bimbi, persino i neonati, nonché anche alcuni animali, hanno un senso innato del numero. E allora perché non per tutti alle scuole elementari l'incontro coi numeri è idilliaco e per molti addizioni e sottrazioni possono divenire un incubo? Si parla, spesso a sproposito, di bimbi più o meno 'portati' per la matematica, ma forse molto dipende da come ciascuno 'reagisce' ai metodi classici di insegnamento. Infatti lo studio della Gilmore mostra che proprio tutti i bambini sanno il fatto loro sull'aritmetica, ancora prima di apprenderne le regole a scuola. Hanno cioé armi tutte loro per fare delle operazioni pur non conoscendo e usando i simboli numerici.  
 
Gli esperti hanno infatti sottoposto una serie di quesiti aritmetici a bimbi di cinque anni non 'eruditi' ancora sui numeri, né su come svolgere addizioni e sottrazioni. Un problema tipo era: Sarah ha 64 caramelle e ne dona 13, John ne ha 34, chi tra Sarah e John ha più caramelle? I bambini non conoscono i numeri ma rispondono bene e le risposte non sono date a caso. Il calcolo rimane approssimativo, certo, un bimbo in età prescolare non sa fare l'operazione '64 - 13' e tirar fuori la soluzione precisa, ma sa rispondere in modo approssimativo corretto. Ciò significa, conclude la Gilmore, che i maestri hanno un'arma in più per far apprendere l'aritmetica ai bimbi, non solo 'noiosi' numeri e segni di addizione e sottrazione, ma accompagnare il bimbo alla scoperta di questa meravigliosa materia permettendogli di usare le sue innate capacità, per quanto approssimative.

Occhi negli occhi: è l’Amore dei Cebi

IL COMPORTAMENTO SESSUALE DI UNA VARIETA’ DI QUESTE SCIMMIE E’ SORPRENDENTE: LEI PRENDE L’INIZIATIVA, MA POI SI SCAMBIANO LE PARTI. 
A CONFRONTO I RITUALI IN NATURA E QUELLI IN CATTIVITA’


PER anni ho studiato il cebo dai cornetti, una scimmia della grandezza di un gatto che vive nell'America del Sud. Queste scimmie hanno un comportamento sessuale molto particolare: la femmina corteggia insistentemente il maschio, che - cosa per noi biologi incomprensibile - pergiorni e giorni rifiuta infastidito le sue avances. Lei fa di tutto per convincerlo: lo segue emettendo gridolini lamentosi e assume una tipica espressione facciale: labbra tese sopra i denti, che si intravedono appena, e angoli della bocca tirati indietro. Si avvicina al maschio e lo tocca con le labbra, o con la mano, in vari punti del corpo e del muso; lo fissa intensamente negli occhi; gli va accanto, gli dà una zampata veloce e fugge via, fermandosi poi a pochi metri di distanza per vedere se la "toccata e fuga" ha prodotto il risultato voluto. E' solo con grande fatica che la strategia femminile raggiunge il suo scopo. Infine fra i due si stabilisce un'intesa: distacchi e riavvicinamenti si alternano in concorde equilibrio. A questo punto il maschio sembra totalmente "preso": dondola la testa, e guardando la femmina negli occhi fa piroette su se stesso. Anche lei lo fissa; Poi uno si avvicina all'altro per subito correre via e farsi seguire. Spesso accade che con la mano si carezzino scambievolmente il petto. Va avanti così per un bel po' sino a quando il maschio non la monta; Durante i vari minuti in cui lui le sta dietro (ma capita anche che i due siano faccia a faccia) immancabilmente lei si volta e i due si guardano negli occhi con intensità a lungo; I due poi si separano, sembrano ormai distratti, ma l'intesa rimane e basta un nonnulla perchè si riavvicinino, e la sequenza, con infinite variazioni, ricominci. Dopo una serie di monte, il cui numero varia da caso a caso, il maschio eiacula. Cosa ancora più sorprendente, continua a corteggiare la femmina con insistenza; talvolta passa più di mezzo'ora prima che si calmi. 

Questa descrizione si riferisce a ciò che tante volte abbiamo osservato in laboratorio con Monica Carosi, una biologa che per anni ha studiato con me il comportamento sessuale e la fisiologia riproduttiva del cebo. Benché fossimo convinte che anche in natura i cebi avrebbero mostrato un analogo comportamento, e nonostante alcuni articoli in merito confermassero la nostra convinzione, in mancanza di osservazioni dirette era ovvio avere un qualche dubbio. 
Ciò che ho visto nel Piauì (Brasile) in una riserva naturale gestita dalla Fondazione BioBrasil, me li ha tolti tutti. Chuchu, una giovane femmina figlia di Chiquinha, è alle sue prime esperienze amorose. Da parecchio si interessa a Secondo Chefe (il maschio beta nella gerarchia del gruppo), lo segue e lo importuna in ogni modo possibile.
Naturalmente lui è disinteressato e oppone resistenza. Solo dopo tante insistenze cede e da lì a poco è completamente preso dal gioco amoroso. Anche qui in mezzo alle frasche i due si toccano per un attimo, e si allontanano per poi ritrovarsi appiccicati come magneti la cui polarità cambia all'impazzata. Sugli alberi spesso le cose si complicano. 
Qui gli alberi sono relativamente piccoli e quando il maschio monta la femmina non è facile trovare un ramo che non oscilli all'unisono.
Talvolta sembrano quasi giocare e per ben due volte un piccolo li raggiunge per unirsi, ignaro, alle loro acrobazie. Nonostante sia necessario tenersi forte con le quattro zampe e coda, la femmina da vera trapezista non rinuncia a guardare il suo cebo negli occhi. Ma i due partner non stanno accoppiandosi di nascosto; lo dimostra il loro comportamento quando sulla scena compare Chicao, il maschio dominante del gruppo. Quando questi arriva Secondo Chefe lo tiene d'occhio, ma non scappa via. Sa di essere visto e "sa" di star facendo qualcosa di permesso, non ha paura che Chicao lo aggredisca. In molte altre situazioni, ad esempio quando che c'è un pezzo di cibo che ambedue ambiscono, è solo Chicao ad averne diritto. (*) Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione, CNR, Roma

LUNGHEZZA DITA SVELA ATTITUDINI A SCUOLA DEI BAMBINI

ANSA.IT 2007-05-27 17:21

ROMA - La mano svela le attitudini: misurando le dita dei bambini, secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Psychology, è possibile sapere se andranno bene in italiano e matematica. Lo studio condotto da Mark Brosnan, Direttore del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bath in Gran Bretagna, ha verificato come la lunghezza delle dita indice e anulare predica le abilità linguistiche e matematiche dei bimbi: indice lungo significa buoni risultati in italiano, un anulare lungo in matematica. 
Secondo gli esperti ciò dipende dalle quantità di ormoni testosterone ed estrogeni cui i bimbi sono stati esposti durante lo sviluppo uterino. 
Un ormone che ha un ruolo nel promuovere lo sviluppo di aree del cervello legate alle capacità spaziali e matematiche, ha spiegato Brosnan, mentre gli estrogeni sembrano fare lo stesso per aree cerebrali associate alle abilità verbali.
E questi stessi ormoni sembrano anche avere un ruolo nel determinare la lunghezza delle dita indice e anulare.

ATTENTI AI SOFT DRINKS, FANNO MALE (INDEPENDENT)

Un diffuso conservante favorirebbe malattie degenerative

27-05-2007 09:53
Roma, 27 mag. (Ap) - Bibite come Pepsi, Fanta e Sprite possono seriamente danneggiare la nostra salute. Lo scrive oggi il quotidiano Indepndent citando uno studio britannico secondo il quale in un comunissimo conservante rinvenibile in simili bevande potrebbe alterare parti vitali del Dna umano conducendo a malattie degenerative come cirrosi epatica e morbo di parkinson.

L'elemento in questione è l'E211, il benzoato di sodio, un conservante usato per impedire la formazione di muffe in bevande ad ampia diffusione e consumate anche dai bambini. Secondo lo studio citato, realizzato dal professor Peter Piper dell'Università di Scheffield, il benzoato, messo a contatto con cellule, avrebbe mostrato la preoccupante capacità di intaccare e modificare il mitocondrio, ovvero uno delle parti chiave della struttura cellulare del Dna umano.

Secondo le normative vigenti dell'Unione Europea e le ultime stime dell'Organizzazione Mondiale della sanità, l'E211 non è invece considerato dannoso per la salute. L'oms, tuttavia, nel 2000 si era pronunciata con qualche cautela, osservando che la validità degli studi scientifici attestanti l'innocuità del conservante era "limitata".

 

ARRIVANO LE MUCCHE CHE PRODUCONO LATTE GIA' SCREMATO

ANSA.IT 2007-05-27 16:11

 LONDRA - Sono in arrivo, per la gioia dei consumatori più attenti alla dieta e più nemici del grasso, le mucche che producono latte già scremato, tra l'altro ricco dei benefici oli omega-3 e ideale per la fattura di un burro naturalmente spalmabile. Una società neozelandese basata a Auckland - ViaLactia - promette questa grossa novità: dopo sei anni di costose ricerche, usando le più moderne armi a disposizione della zootecnia e dell'ingegneria genetica, ha dato vita ad una prima generazione di mucche in grado di secernere latte magro alla fonte. La scoperta - riferisce il domenicale londinese 'Sunday Times' - sarà oggetto di un primo rapporto scientifico sul prossimo numero della rivista 'Chemistry and Industry' e i dirigenti di ViaLactia si dicono convinti che nel giro di cinque anni riusciranno a commercializzare un burro spalmabile confezionato a partire dal latte scremato delle speciali vacche.  
 
Tutto è incominciato nel 2001 quando in Nuova Zelanda i ricercatori di ViaLactia si sono imbattuti in Marge, all'apparenza una normale mucca di razza frisona ma dotata di sorprendenti qualità: nel suo latte - del tutto normale in quanto a livello di proteine - è stata riscontrata una dose di grasso "sostanzialmente inferiore" alla media e per giunta non-saturo, oltre che un'abbondante presenza di omega-3. ViaLactia si affrettò a comprare Marge dal suo proprietario (un contadino) per l'equivalente di 180 euro, la portò in una località segreta e la mise al centro di sperimentazioni e ricerche costate più di ottanta milioni di euro. Russell Snell, scienziato-capo della compagnia, ha raccontato al 'Sunday Times' che l'investimento fatto ha dato i suoi frutti e si è arrivati infine all'"eureka": Marge - "portatrice di una particolare mutazione genetica" - ha generato delle mucche in grado di produrre lo stesso latte della madre. Alla ViaLactia non hanno potuto ancora identificare con esattezza i "geni del latte scremato" tipici di Marge ma contano di riuscirci presto, con gli esami del Dna. Così come sperano di poter trasmettere questi preziosi geni ad un toro e riprodurre così "centinaia di migliaia di mucche come Marge". Indubbiamente la scoperta sembra destinata ad avere un grosso impatto consumistico-commerciale nel ricco Occidente: al momento in un paese come la Gran Bretagna il 75% del latte venduto è scremato o parzialmente scremato. Quello intero è sempre più evitato perché considerato troppo grasso e quindi deleterio alla salute.

I GIOVANI STANNO DIMENTICANDO 
LA LINGUA ITALIANA

I nostri ragazzi stanno disimparando ad usare l'italiano. L'allarme non e' frutto di una percezione diffusa tra la gente, ma il risultato preoccupante di una dettagliata indagine sulla comunicazione e il linguaggio dei giovani affidata dal Giffoni Film Festival al ricercatore Giuseppe Vitolo, esperto in ricerca linguistica e responsabile del dipartimento Studi e Ricerca del GFF, il piu' importante festival in assoluto dedicato al cinema per ragazzi.    Vitolo ha indagato "al microscopio" i giovani giurati che hanno partecipato alla scorsa edizione della rassegna, un campione di 1.600 studenti provenienti da circa 30 nazioni. I dati completi dello studio verranno divulgati nel corso della prossima edizione del Festival e saranno consegnati al Ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. 
Qualche anticipazione fornisce comunque un panorama desolante dello "stato di salute" dell'italiano scritto e orale dei ragazzi. Differenze notevoli si evidenziano tra nord e sud Italia; i giovani del Mezzogiorno, infatti, fanno largo uso di contaminazioni dialettali e gerghi e sbagliano spesso l'uso del verbo ausiliare. 
In generale emerge la preoccupante presenza di numerosi "spazi vuoti" nella comunicazione orale. 
Come se pensiero e parola viaggiassero contemporaneamente danneggiando la capacita' di formulare frasi dotate di una costruzione interna logica. 
Un parlato molto frammentario, ricchissimo di intercalari tipo "cioe'", "niente", "allora" e di continui ripensamenti e correzioni.
 Non va meglio riguardo all'italiano scritto: i questionari hanno evidenziato una preoccupante analogia tra le forme scritte e, purtroppo, quelle parlate.  In piu' si notano frequenti processi di semplificazione delle frasi e delle parole che derivano dal linguaggio degli sms dei telefonini: ad esempio "K" che sostituisce "CH" e "X" che sta al posto di "PER". "Tutto cio' - afferma Vitolo - deve far riflettere sulla carenza dei metodi didattici previsti dall'attuale ordinamento scolastico. 
Siamo nel periodo degli esami, ed e' tempo che la scuola valuti sia la necessita' di elaborare nuove strategie d'insegnamento, volte a colmare le lacune, sia di porre rimedio alle inefficienze che attualmente deprimono il sistema scolastico italiano". (AGI) - Roma, 26 Mag. -

ANCHE LE FORMICHE, NEL LORO PICCOLO, ASFALTANO

ANSA.IT 2007-05-26 13:58

 
ROMA - Gli sciami di formiche hanno un modo particolare per eseguire i lavori stradali: se lungo il loro cammino trovano delle buche, alcune volontarie le riempiono con il proprio corpo. L'osservazione è frutto di uno studio dell'università di Bristol, pubblicato da Animal Behaviour. Alcune specie di formiche, osservano i ricercatori, mettono in campo veri e propri eserciti di 200mila esemplari che contemporaneamente si muovono a caccia di cibo. Per superare le voragini che trovano lungo il cammino, alcuni individui specializzati le riempiono con il proprio corpo, da soli o in cooperazione con altri se le buche sono troppo grandi, permettendo alle proprie simili di percorrere più velocemente la strada dal nido alla zona di caccia e di rifornire più rapidamente i piccoli. "Una volta che il passaggio delle compagne è finito - spiega Scott Powell, che ha coordinato lo studio - le formiche che hanno tappato i buchi tornano al nido come le altre. La nostra ricerca - aggiunge - ha dimostrato che un lavoro semplice ma altamente specializzato svolto da un piccolo numero di esemplari può migliorare le performance di tutta la comunità". Per verificare le loro teorie, i ricercatori hanno costretto le formiche a camminare su liste di legno molto strette che presentavano dei buchi di diverse dimensioni, osservando che alcuni esemplari si disponevano in modo da coprire perfettamente l'ostacolo. Contemporaneamente hanno verificato la quantità di cibo che l'esercito di formiche riusciva a portare al nido. Il risultato è stato che grazie alle 'operaie stradali' la velocità del trasporto risultava aumentata. Inoltre, dai calcoli degli studiosi inglesi è emerso che i vantaggi della particolare 'asfaltatura' superano di molto gli svantaggi derivanti dal minor numero di esemplari che partecipano alla caccia. "Tutti coloro che usano l'automobile - conclude Powell - sanno cosa vuol dire trovare una buca sulla propria strada. Con questo sistema rapido di riparazione le formiche hanno risolto il problema".

NEGLI USA I CIMITERI DIVENTANO
 LUNA-PARK

 

 

ALL'OMBRA dei cipressi e dentro l'urne confortate di pianto, è forse il sonno della morte men duro?". Men duro no, si potrebbe rispondere a Foscolo, ma se all'ombra dei cipressi ci organizzi un bel pic-nic e mentre mangi, e piangi il morto, ti accompagna un'ochestrina di violini, forse sì, men duro può diventarlo. Blasfemo e irrispettoso? Chiedetelo ai manager del Congressional Cemetery di Washington, che organizzano una specie di Street Parade fra le tombe, con cani, orchestrine e sbandieratori, e brunch conclusivo sotto a un tendone. Il cimitero diventa un po' un luna park, luogo di visite guidate all inclusive, per promuoversi e conquistare clientela (che quella sì, non manca mai): più furbacchioni che pazzi, visto che la tendenza prende piede e porta soldi.  
Prendiamo Philadelphia. Lo storico Lauren Hill Cemetery promuove se stesso come un "Underground Museum" e registra il tutto esaurito per il cosiddetto "Titanic Tour", laddove "Titanic" si riferisce al modo con cui gli americani chiamano il giorno del trapasso, appunto il "Titanic Day". Al Lauren Hill si organizzano parate e visite guidate con pranzo e/o cena "first class". Orchestrine di violini suonano struggenti melodie danubiane, mentre impeccabili camerieri procedono con le nove portate previste dal biglietto di prima classe.  
Nel cimitero di Green Wood a Brooklyn, oppure in quello di Woodland, nel Bronx, a New York, si propongono invece mini-tour fra le tombe dei grandi estinti locali, da Duke Ellington a Lionel Hampton. Anche in questo caso, lo scopo è più mercantile che culturale: trovare clienti disposti a sborsare dollari sonanti per comprare quel paio di metri quadri di terra necessari per riposaere in eterno accanto, ad esempio, a Neil Armstrong. Ma senza perdere troppo tempo, perché l'occasione è ghiotta e c'è chi ne sta già approfittando: a Woodland c'è ancora posto "almeno per un anno e mezzo" di sepolture.  
E' un tipo di "turismo" tutto nuovo che, tuttavia, trova nel mercato americano una sua singolare capacità di penetrazione. Ad esempio: Jason Crabtree, 33 anni, e sua moglie Melissa, 29, amano passare interi fine settimana andando per cimiteri, perché - spiega lui - "hai modo di venire a contatto con un tipo di umanità che normalmente non incontri". Ora, a quale tipo di umanità facciano riferimento, se agli "appassionati" come loro, o a chi là sotto riposa, non è dato sapere.  
Sta di fatto che i Crabtree si apprestano a inserire nel loro calendario di visite guidate, l'appuntamento con l'Oakwood Cemetery di Troy, nello Stato di New York. Lo storico camposanto, risalente al 1848, lancia un'offerta promozionale: e invita a gustare "ottime omelettes o uova strapazzate servite tra sepolcri e cappelle funerarie realizzate con leggerissime finestre di Tiffany e marmo di Siena".  
L'idea è di Theresa Page, amministratrice dell'Oakwood. Il cimitero versa in cattive condizioni economiche e ha bisogno di parecchi (e costosi) interventi di restauro. E visto che "qui abbiamo posto per altri duecento anni almeno", tanto vale metterci le mani. E trovare forme alternative di pubblicità. Come i "Titanic Tour", per l'appunto. "Vogliamo che la gente che viene in questo posto pensi: 'Wow, mi piace l'idea di passare qui la mia eternità", dice la Page senza tradire la benché minima intenzione ironica.    da Repubblica del 25 maggio 2007

Meno sbalzi di pressione tra i pazienti anziani operati in anestesia locale con sottofondo musicale a loro gradito

 


Ascoltare musica fa bene. Sono moltissimi gli studi che ne provano i benefici a livello psicofisico e sono sempre di più gli ospedali che aprono le porte alle note, «indirizzate» ormai regolarmente ai bambini prematuri, ai malati di Alzheimer e a chi soffre di autismo. Ma non solo. Sta diventando una consuetudine anche in sala operatoria. Dopo i recenti studi della State University of New York che hanno evidenziato meno rischi di sbalzi di pressione o di frequenza cardiaca tra i pazienti anziani operati in anestesia locale con un sottofondo musicale a loro gradito, l’innovazione del bisturi a suon di musica arriva anche in Italia. «Musica Dottore!» è l’iniziativa promossa presso il Centro sanitario Lisa di Carmagnola su 600 pazienti (di età compresa tra i 25 e i 65 anni) ai quali è stato chiesto di esprimere il proprio gradimento sull’ascolto di musica in sala operatoria. Il 97% del campione preso in esame è favorevole all’iniziativa e vorrebbe ascoltare le proprie canzoni preferite in degenza pre-operatoria (il 98% del campione), durante l’operazione in anestesia locale (il 96%) e in degenza post-operatoria (il 95%). «L’iniziativa ha riscosso un grande successo, spiega Roberto Ferro, Amministratore Delegato del Centro Lisa di Carmagnola, per questo abbiamo deciso di adoperarci per la sua realizzazione effettiva. Il paziente ha la possibilità di ascoltare la sua musica preferita prima, dopo e durante l’operazione, purché non si tratti di ritmi troppo incalzanti, o che superino di gran lunga quelli del battito cardiaco».
LE PREFERENZE - Tra i gusti musicali preferiti al primo posto c’è la musica leggera (48% delle preferenze), seguita dalla musica classica (30%) e dalla musica lounge (15%). Scelta, quindi, che si proietta verso un ascolto rilassato che possa distendere e tranquillizzare il paziente e allo stesso tempo favorire la concentrazione del medico. A questi si aggiunge un 5% che gradirebbe un ascolto di musica rock, l’unico genere sconsigliato dai medici per i ritmi troppo incalzanti. Tra gli artisti più apprezzati c’è Baglioni (35%), seguito da Lucio Battisti (15%), Eros Ramazzotti (11%) e Vasco Rossi (10%). Tra gli stranieri, in vetta ci sono i Beatles (9%), seguiti da i Queen (7%), mentre tra gli appassionati di musica classica il preferito è Beethoven (ben il 45%), seguito da Mozart (23%) e Vivaldi (15%).
MUSICOTERAPIA RICETTIVA - «Si tratta di una sorta di musicoterapica recettiva, spiega Flavio Solavagione. Il paziente ascolta canzoni che lui stesso ha scelto, legate a ricordi piacevoli e esperienze gradite. In questo modo può distendersi e rilassarsi prestando meno attenzione all’operazione in corso. Ciò rende più stabile la frequenza cardiaca e il paziente meno agitato».
Chiara Bidoli         Da Corriere della Sera del 25 maggio 2007

NON DORME PER 11 GIORNI, NUOVO RECORD MONDIALE

ANSA.IT 2007-05-25 14:42

LONDRA - Un orticoltore inglese ha stabilito un nuovo record di ore senza dormire: non ha chiuso occhio per oltre undici giorni di fila. Tony Wright, 42 anni, residente a Penzance in Cornovaglia, ha battuto stamattina alle sei un record di undici giorni senza sonno (per complessive 264 ore) stabilito nel 1964 da uno studente americano di Randy Gardner a San Diego. Ce l'ha fatta bevendo a tutto spiano tisane, mangiando soltanto frutta e verdura e passando il tempo con il biliardo e con la scrittura di un un diario. Gli amici dello Studio Bar - il bar di Penzance dove si è sottoposto alla prova sotto gli occhi delle videocamere - l'hanno aiutato non poco a star veglio facendolo parlare, coinvolgendolo nelle conversazioni. Wright ha portato a termine l'impresa dopo essersi "allenato" a lungo a reprimere in sé la tendenza al sonno. E' convinto che i due emisferi cerebrali hanno bisogno di differenti periodi di riposo e che con una "appropriata preparazione" l'uomo può non dormire senza problemi per periodi superiori alla settimana. "Mi sento abbastanza bene ma debole. La dieta da età della pietra mi ha aiutato a tenere sveglie le parti del mio cervello e di passare da una parte stanca all'altra. Adesso però entrambe le parti sono un po' affaticate", ha dichiarato l'orticoltore e ha confessato che ha dovuto superare momenti di crisi: si è ritrovato talvolta a parlare in modo incomprensibile e a non sopportare i colori a causa della loro eccessiva vividezza. Malgrado l'exploit, Tony Wright non può però sperare di guadagnarsi un posticino nel Guinness dei Primati che qualche anno fa ha deciso di non registrare più i record di "sleep deprivation" in quanto a giudizio dei medici l'insonnia volontaria può danneggiare gravemente la salute di un individuo. (ANSA).

LONDRA, DA BARBONE A PROPRIETARIO TERRIERO

 
ANSA.IT 2007-05-25 17:24
LONDRA - Un barbone di 70 anni che dal 1986 vive in un angolo di Hampstead Heath, uno dei parchi più belli di tutta la città, è diventato il legittimo proprietario del terreno dopo che un tribunale ha deciso che, siccome nessuno aveva reclamato la proprietà del costoso appezzamento per 20 anni, l'uomo poteva considerarlo suo.  
 Harry Hallowes, questo il nome del senzatetto, da oggi è proprietario di un terreno di 800 metri quadrati che potrebbe valere fino a 4,5 milioni di euro.  
 La decisione del tribunale pone fine ad una battaglia legale iniziata nel 2005, quando una società immobiliare aveva cercato di sfrattarlo dalla sua capanna nei pressi di Athlone House, una ex casa di cura che ora verrà trasformata in un condominio con appartamenti di lusso. Hallowes, che negli ultimi 20 anni è diventato amico con molti dei ricchi e famosi residenti del quartiere, tra cui l'attore di Monty Python Terry Gilliam, si era rifiutato di levare le tende.  
 Un gruppo che rappresenta gli abitanti della zona ha deciso di dargli una mano, esprimendo preoccupazione sul piano di ristrutturazione di Athlone House e chiedendo che parte del terreno acquisito dall'immobiliare Dwyer venisse destinato al parco di Hampstead Heath. Al vecchietto è poi semplicemente bastato provare di aver vissuto nell'appezzamento in mezzo agli alberi per tutti quegli anni affinché il tribunale, secondo le leggi sull'occupazione, gliene riconoscesse la proprietà. Ed è così che, alla sua venerabile età, lo 'squatter' di Hampstead Heath è diventato proprietario di un terreno milionario: anche se probabilmente non otterrà mai i permessi per rendere il terreno appetibile a potenziali acquirenti, Hallowes ora può cantare vittoria. "Questa è stata la mia casa per 20 anni, amo vivere qui. Ho sempre sperato di ottenerne la proprietà. Ora custodisco il rogito in luogo sicuro. Forse mi costruirò una casa. Pare che a tutti quanti qui intorno piaccia costruire", ha detto il pensionato. 

ANSA.IT 2007-05-24 20:51
A 4 MESI POSSIAMO GIA' DISTINGUERE LE LINGUE
ROMA - Già a quattro mesi i bambini sono in grado di distinguere fra due lingue diverse guardando il volto di chi parla. Lo sostiene uno studio pubblicato dalla rivista Science, secondo cui questa capacità, che hanno anche gli adulti, viene però persa temporaneamente a otto mesi. I ricercatori dell'università di Vancouver hanno mostrato a 36 bambini di quattro mesi (di lingua madre inglese) alcuni video muti con gli stessi volti che pronunciavano frasi in due lingue diverse, francese e inglese. Come controllo, agli stessi bambini sono state mostrati i volti mentre pronunciavano frasi solo nella lingua madre del bambino. Il risultato è stato che i bambini guardavano più a lungo i volti mentre pronunciavano le frasi nella lingua straniera, un segno secondo gli scienziati che riuscivano a distinguere fra le due. "Sapevamo che i bambini di quell'età erano in grado di distinguere fra le lingue con l'udito - spiega Whitney Weikum, che ha condotto la ricerca - ma è la prima volta che si riesce a dimostrare che sono capaci di farlo anche solo con gli stimoli visivi". 
Lo stesso esperimento è stato ripetuto a sei e otto mesi. Il risultato è stato che l'abilità viene conservata nel primo caso, ma declina nel secondo. Unica eccezione i bambini bilingui, che invece rimangono capaci di distinguere fra le due lingue. "Il cervello umano è una macchina potentissima, riesce ad astrarre eventi in maniera eccezionale fin dai primi giorni di vita - spiega Alfonso Caramazza, direttore del Centro Interdipartimentale Mente e Cervello dell'università di Trento - un esperimento ha addirittura dimostrato che a due giorni un neonato riesce già ad imitare alcuni gesti semplici degli adulti, come fare una linguaccia". Anche la capacità di riconoscere lingue diverse tramite la vista era già conosciuta: "La mente distingue tra i suoni delle parole e le immagini di chi parla, e interpreta entrambi allo stesso tempo - continua il neuroscienziato - e nei bambini la capacità di riconoscere tra lingue diverse dura dai primi mesi di vita finché non ne imparano una definita. Sembrerebbe che il cervello, quando costruisce una sua lingua, ritenga di non avere più bisogno di distinguere le altre". "Da questo punto di vista - conclude Caramazza - il dettaglio sorprendente della ricerca non è che a otto mesi si perda la capacità di riconoscere gli idiomi, ma il fatto che i bambini bilingui continuino ad averla. Una spiegazione può essere che questi soggetti impiegano più tempo a sviluppare nel cervello le aree deputate alla lingua, ma per verificarlo bisognerebbe fare gli stessi test ai bambini bilingui un po' più grandi".

ITALIANI SEMPRE PIU’ “PODOFILI”

Milano, 24 mag. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Circa 3,5 milioni di persone non hanno paura di dichiarare di essere ossessionati dai piedi altrui. Secondo un un'indagine demoscopica realizzata per la multinazionale 'Johnson&Johnson' da Astra ricerche ed illustrata oggi a Milano, il 45% degli italiani dichiara di essere incuriosito da un bel piede, tanto da essere a tutti gli effetti fra gli oggetti del desiderio maschile. 
Più di mille interviste telefoniche a un campione di popolazione dai 18 ai 79 anni rappresentativo di 45 milioni di persone, hanno rivelato un'autentica passione, fra questi 12 mln credono fermamente nella loro seduttività. Igiene, salute e benessere sono le prime cose da guardare nei piedi altrui, per il 60% degli adulti. 
Allarme 'podofilia'? sembra proprio di si, per la cura delle estremita' ognuno ha il suo rimedio e i suoi punti di riferimento: nella classifica dei referenti privilegiati spicca al primo posto il medico di medicina generale, seguito a ruota dal podologo, interpellato da un italiano su 5. Seguono il dermatologo e il farmacista. Piu' bassa in classifica l'estetista. 
Ma c'è un risvolto della medaglia, siamo una tribù di 'piedi stanchi', rivela l'indagine, una sindrome denunciata dal 78% degli intervistati. Ad influire sulla qualità della vita sono anche i calli per 9,8 milioni di persone, la sudorazione per 8,4 milioni, gonfiori per 7,7 milioni, vesciche e duroni rispettivamente per 7,6 milioni. 
''Sono quasi spariti invece i geloni, sindrome dell'Italia anni '50, una nazione più povera e più soggetta ai problemi di umidità'', spiega Enrico Finzi, presidente di Astra ricerche. "Ma - aggiunge - il mal di piedi è comunque un disturbo da non sottovalutare. Genera nervosismo e irritabilità nelle persone che ne soffrono. Al punto da diventare spesso la causa di rottura per molte coppie". 
Ciò è vero per 6,9 milioni di persone, secondo cui il mal di piedi è capace di rendere insopportabili le persone.

2007-05-22 11:25
MARATONETA A 92 ANNI, ARRIVA A PIEDI IN SICILIA DA GERMANIA

MENFI (AGRIGENTO) - "Sento ancora il bisogno di tenermi in forma". Albert Georg Olbrechts ha 92 anni e motiva così la sua partecipazione alla 'maratona' che lo ha portato dalla Germania a Menfi, nell'Agrigentino. Insieme a lui sono arrivati 33 tedeschi provenienti da Ettlingen, grosso centro della provincia di Karlsruhe gemellato proprio con Menfi. Hanno raggiunto la Sicilia a piedi. Una sorta di megamaratona a staffetta che ha coperto ben 2.300 chilometri. I podisti hanno percorso il lungo tragitto alternandosi nella camminata e riposandosi sui camper. Un'iniziativa, quella della staffetta da Ettlingen a Menfi, nata per celebrare il gemellaggio tra le due località. A Ettlingen si è insediata da anni una comunità di menfitani immigrati. "Spesso mi invitano e li vado a trovare - ha detto il sindaco di Menfi Antonino Buscemi - e ogni volta è sempre una festa".

Spazio: erezioni difficili e ormoni in calo, è un'impresa l'amore in orbita

Roma, 21 mag. (Adnkronos) - Ormoni maschili in calo, erezioni difficili, maggiore disponibilita' della donna, ma anche gravidanze a rischio. Fare l'amore nello spazio e' un'impresa davvero difficile, soprattutto per gli uomini perche' nell'assenza di gravita' sembrano guadagnarci le donne. A svelare misteri e segreti del sesso nello spazio e' Laura Woodmansee, ambasciatrice del sistema Solare per conto della Nasa, giornalista scientifica, moglie di un esperto di razzi e di propulsione interstellare, autrice di tre libri di astronautica, di cui due sulle donne nello spazio, e membro della National Space Society che, nel numero di giugno di 'Focus' diretto da Sandro Boeri, punta il dito su un aspetto mai raccontato: il sesso nello spazio. Ecco cosa ha rivelato.
E' davvero possibile fare l'amore in orbita? Qualcuno ci ha mai provato, e, se si', con quali risultati? E che cosa comporterebbe fare figli nello spazio? La Woodmansee e' partita da queste domande, quindi ha preso carta e penna ad ha scritto il libro "Sex in the Space" cercando cosi' di far luce su alcuni ostacoli che l'umanita' dovra' superare se vorra' trasferirsi su un altro pianeta in piena colonizzazione spaziale."Nessuno si pone queste domande, ma -dice Laura Woodmansee- finche' non lo faremo non riusciremo a colonizzare lo spazio.
 La cosa pero' non e' piaciuta alla Nasa: il libro vuole rispondere a questioni che i ricercatori si rifiutano di affrontare .E smonta i luoghi comuni sulle gioie del sesso stellare.
   E' uno studio serio, ma i giornali che ne hanno parlato si sono concentrati solo sui dettagli piccanti. Come l'erezione, per esempio".
 "E' probabile che fare l'amore a gravita' zero possa essere piu' difficile di quanto si pensi. L'assenza della forza di gravita' -riferisce- ha un effetto rilassante sui vasi sanguigni: il sangue tende a percolare piuttosto che essere pompato con baldanza, percio' e' difficile pensare che un uomo possa raggiungere un'erezione funzionale per la penetrazione. Allo stesso tempo, in queste condizioni le zone erogene femminili tendono a essere piu' sensibili dato che l'irrorazione sanguigna e' piu' diffusa".
Ed i problemi per i maschi non finiscono qui. "Oltre a perdere potenza e dimensione, l'assenza di gravita' -prosegue la scrittrice statunitense- riduce anche la produzione di testosterone, l'ormone sessuale maschile. Le donne invece, sono piu' avvantaggiate: i tessuti vaginali si possono espandere con maggiore facilita', e gli ormoni femminili sembrano reagire bene alla gravita' zero".
E se la stampa ha riservato al libro della Woodmansee un interesse prevalentemente ''voyeristico'', la comunita' scientifica, a partire dai dirigenti della Nasa, ha preferito trincerarsi in un ''no comment'' nonostante i risultati delle ricerche della Woodmansee mettano in luce, tra l'altro, difficolta' e pericoli della gravidanza in orbita: "La gravita' -afferma la studiosa dell'erotismo stellare- gioca un ruolo centrale nella formazione del feto: in assenza di gravita' si potrebbero verificare problemi di natura cardiovascolare, malformazioni degli arti, impedimenti neurologici, problemi dello sviluppo dell'apparato visivo".
"E c'e' il problema -dice ancora- delle radiazioni cosmiche che possono danneggiare il Dna del feto. Nessuno sa quali possano essere gli effetti: malformazioni o aborti spontanei. Gli esperimenti con gli animali (rane e scimmie) non sono stati incoraggianti, gli unici che non hanno avuto problemi sono stati i pesci, probabilmente perche', vivendo in acqua, sono gia' abituati all'assenza di peso".
Allora dovremo rinunciare ai viaggi interplanetari? "Le brochure che propongono i viaggi spaziali mostrano persone sorridenti, ma in realta' lo spazio e' un ambiente durissimo: ci vorra' molto tempo prima che due innamorati possano tenersi per mano mentre guardano romanticamente il Sole che sorge alle spalle del Polo terrestre" spiega Laura Woodmansee.
"Bisogna prima risolvere i problemi della gravita' e delle radiazioni. Forse si dovranno costruire astronavi che ruotano intorno al loro asse centrale per creare un minimo di gravita' e dotarle di schermature in grado di bloccare il bombardamento di particelle cosmiche" aggiunge ancora. Quindi assicura: "La tecnologia per risolvere alcuni di questi problemi comunque esiste gia'".
Info: www.focus.it  2007-05-21

Egitto, singolare interpretazione del Corano di due religiosi della moschea al Azhar del Cairo Polemiche in Parlamento "La donna deve allattare l'uomo per poterlo frequentare sul lavoro"
PER risolvere il caso scabroso di due colleghi di sesso diverso che lavorano nella stessa stanza era apparsa impresa ardua agli esperti egiziani di diritto islamico. Che così hanno elaborato una fatwa piuttosto bizzarra. Alla donna in orario di lavoro è infatti concesso togliersi il velo, alzare la jallabia (il vestito che la copre dal collo alle caviglie), scoprirsi il seno e allattare il collega maschio. L'operazione, ripetuta 5 volte, è in grado di trasformare il compagno di lavoro in un membro della famiglia. Uno di quegli uomini che insieme a padri, fratelli e figli, può frequentare le donne a tu per tu e senza le restrizioni imposte dalle "regole del pudore". 
Pescando direttamente dalle tradizioni del Profeta, il capo della sezione "diritto islamico" della moschea al Azhar del Cairo - il punto di riferimento più autorevole dell'islam sunnita - ha emanato questa fatwa che ora è approdata in parlamento. 
L'editto sull'allattamento degli adulti" ha mandato sulle furie i deputati dei Fratelli Musulmani. Il gruppo politico che si ispira ai principi dell'islam e che - pur essendo bandito dalla legge - è riuscito a mandare un'ottantina di rappresentanti in parlamento, annuncia che una norma simile "getterebbe i fedeli nel caos".   E probabilmente renderebbe assai difficile il lavoro negli uffici. La fatwa emessa dall'Azhar e firmata dal capo-giurista Izzat Attia si basa su un resoconto della vita del Profeta. Uno dei suoi ex schiavi, divenuto libero, aveva mantenuto l'abitudine di muoversi liberamente nella casa di Maometto anche dopo la pubertà.
 A una donna che se ne lamentava, il Profeta consigliò: "Allattalo, così diventerai tabù per lui, e il dissidio nei vostri cuori svanirà". Dopo aver seguito il suo consiglio, la donna riferì che effettivamente ogni discordia nella casa era svanita. 
Attia forse si rendeva conto che riproporre un comportamento simile negli uffici del Cairo oggi avrebbe gettato scompiglio fra le stanze. Così ha cercato di mitigare il precetto suggerendo che l'allattamento poteva anche compiersi non direttamente dal seno della donna. Basta che lei porga al collega un bicchiere del suo latte per 5 volte perché l'operazione di "adozione" sia completata. I colleghi, diventati parenti stretti, non potrebbero avere relazioni sessuali senza cadere nel tabù dell'incesto. 
La fatwa ha scatenato polemiche su tutti i giornali egiziani e non, sollevando una bagarre al parlamento del Cairo che mercoledì scorso ha discusso la norma. Mentre Attia ripeteva che allattare un uomo, anche adulto, per cinque volte esclude ogni possibilità di "relazione impura", la fatwa è finita preda del più irriverente settimanale satirico del paese, al Dustur. Che avverte i suoi lettori: "Non vi stupite se, entrando in un ufficio pubblico, vi imbattete in un funzionario 50enne che prende il latte dalla sua collega"
di ELENA DUSI

da REPUBBLICA del 21 maggio 2007 

Gli uomini preferiscono le...

MILANO - Età 29 anni, altezza un metro e 63 per 50 chili di peso e una seconda misura di reggiseno. È l'identikit della «donna ideale» secondo un'indagine realizzata dalla rivista Dimagrire (Edizioni Riza), in edicola da lunedì, che ha studiato i gusti di quasi mille uomini italiani di età compresa tra i 25 e i 50 anni. Insomma addio alle curve prosperose di Monica Bellucci e di Valeria Marini. Il modello «mingherlina» (stile Kate Moss) irrompe anche nel Belpaese, riveduto e corretto con un po' di muscoli e un aspetto atletico. Secondo Isabella Ramaioli, psicologa e psicoterapeuta, «la figura della maggiorata, quella che andava soprattutto negli anni Sessanta e Settanta, è completamente sorpassata. Oggi si prendono le distanze dagli eccessi perché gli uomini sono alla ricerca di naturalezza». Il fisico femminile deve dunque essere asciutto (28%), ma anche atletico (26%). Solo il 19% preferisce la donna prosperosa e ancora meno quella filiforme (8%). Un'età molto giovane è una priorità solo per il 15% degli uomini italiani.

SEDERE IN «POLE POSITION» - Ma qual è la parte del corpo che colpisce a prima vista? Innanzitutto il sedere, che con l'82% di preferenze è considerato la parte più sexy del corpo femminile. A seguire ci sono gambe (75%), pancia e ombelico (69%), seno (61%), spalle e schiena (56%), labbra (44%) e fianchi (32%). Anche i gusti in fatto di età si sono modificati. Il 45% degli italiani preferisce le donne tra i 25 e i 30 anni, mentre solo il 19% la vuole più giovane (tra i 18 e 24 anni) e solo il 24% fra i 31 e i 34 anni. I dettagli che aumentano il sex appeal femminile? Gli indumenti che lasciano scoperto l'ombelico (67%), i jeans a vita bassa (62%), i tatuaggi nel punto strategico (54%), i tacchi alti (47%) e i capelli curati (41%). Quali sono invece gli elementi che non piacciono assolutamente agli uomini? Il 29% non sopporta le labbra a canotto, il 27% non ne può più dei seni ipertrofici così come dell'eccessiva magrezza (18%) e della troppa altezza (13%). Anche la poca cura di sé (7%) è un elemento che allontana dall'apparire sexy.

20 maggio 2007   da www.corriere.it

 

Curiosità  prosegue

 

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