| Un
regno in vendita: per 750 milioni puoi avere il Principato di
Sealand, turbolenta micronazione |
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Sabato
19.05.2007 17:50 da Affari Italiani
Un re che mette all’asta il proprio regno non si era mai visto.
Eppure proprio un reame, per quanto piccolo ed isolato, è oggi in
vendita al miglior offerente!
La cifra richiesta, 750 milioni di euro, non è esattamente da
tutte le tasche; lo stato di salute della piccola nazione non è
dei più felici dopo che un violento incendio ha devastato metà
del suo territorio. Sarà per questo che, a sei mesi
dall’annuncio, non si è ancora fatto avanti nessun Paperon de
Paperoni un po’ matto pronto a sborsare la somma richiesta. E
così, per la vendita dell’autonominatosi Principato di Sealand
(“Paese di mare”), resta ancora un “nulla di fatto”.
Il Principato di Sealand è un’alta struttura a pochi chilometri
dalla costa orientale della Gran Bretagna: una zattera
galleggiante, sovrastata da due torri, costruita durante la
seconda guerra mondiale. Il fortino, chiamato Rough Towers, era
occupato durante il conflitto da qualche centinaio di membri della
Marina inglese che lo abbandonò al suo solitario destino al
termine del conflitto. Fino al 1967, quando venne occupato dalla
famiglia di Paddy Roy Bates, un radio-pirata alla ricerca di una
base da dove lanciare indisturbato le sue onde nell’etere, che
vi si insediò sostenendo di aver creato un principato con
sovranità indipendente.
Se fosse stata riconosciuta dalle altre nazioni o dall’Onu, con
la sua popolazione di cinque persone e una superficie di 550 metri
quadrati, sarebbe stata la più piccola nazione al mondo. Così
non è stato, ma la bizzarra occupazione è stata finora
tollerata.
di David Migliori |
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| Tesoro
relitto inglese trovato a largo Cornovaglia |
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Gb:
19 maggio 2007 alle 15:28 — Fonte: repubblica.it
Potrebbe essere stato il carico di un mercantile inglese affondato
nel XVII secolo in Atlantico, al largo della costa della
Cornovaglia, la fortuna in monete d’oro e d’argento trovata
nei mesi scorsi da un cacciatore americano di tesori sommersi.
Per ragioni di sicurezza e legali gli autori del ritrovamento, la
società ‘Odyssey Marine Exploration’, non hanno reso
pubbliche le coordinate del luogo. Ma la dottoressa Lane Brunner,
esperta dell’Associazione numismatica statunitense, ha affermato
che in un’informativa inviata lo scorso autunno a un magistrato
federale americano “si parla del relitto di un mercantile del
XVII secolo trovato appena fuori il Canale della Manica, circa 40
miglia al largo di Lands’End”. Da qui l’esperta trae le
somme: “Tutto ciò che possiamo fare è due più due. A rigore
di logica, considerato il periodo e tutto il resto, il luogo
coinciderebbe”.
Nel 1641 un nave inglese, la Merchant Royal, naufragò al largo
delle Isole Scilly, con un carico di lingotti d’oro proveniente
dal Messico. Ora gli esperti non escludono che sia proprio quello
il relitto localizzato da ‘Odyssey’. “Le monete d’oro sono
quasi tutte in uno stato di conservazione esemplare”, ha
assicurato il co-fondatore della società, Greg Stemm. Il carico,
che comprende anche circa 17 tonnellate di monete d’argento, più
alcune centinaia di monete d’oro, è stato spedito in una
località tenuta segreta degli Stati Uniti, dove lo stanno
esaminando gli esperti. La Odyssey è certa che il relitto
diventerà “il più pubblicizzato della storia”. Il luogo
sarebbe di grande rilevanza storica perché consentirebbe di
approfondire molti aspetti della vita di mare e sociale del tempo.
AGI |
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| Sud Africa,
record per
oltre mille donne incinte sotto un tetto
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Sabato,
19 maggio 2007 4.17
JOHANNESBURG (Reuters) - Oltre mille donne in gravidanza in Sud
Africa hanno stabilito un nuovo record oggi per la più estesa
riunione di donne in attesa di un bimbo.
"Eravamo un po' preoccupati ad avere tutte queste donne in
attesa sotto un tetto, ma siamo felici che nessuna abbia avuto le
doglie", ha spiegato Projeni Pather, dell'organizzazione.
"Avevamo adottato misure per qualunque evenienza e avevamo
squadre mediche pronte a intervenire e gli ospedali vicini in
allerta", ha detto.
Per entrare nel Guinness Book of World Records erano necessarie
solo cento donne, ma l'evento ne ha attirate 1.146.
"Siamo molto felici di avere fissato un record mondiale per
il più grande numero di donne in gravidanza sotto un tetto",
ha detto Pather.
(Foto di Julie Harris) |
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ROTTERDAM,
GORILLA FUGGE DALLO ZOO: CATTURATO IN UN RISTORANTE
18-05-2007 18:20
Amsterdam, 18 mag. (Ap) - C'è voluto un sedativo (sparato da
prudente distanza) per ridurre più miti consigli "Bokito",
il gorilla di 180 chili fuggito dallo zoo di Rotterdam e catturato
in un ristorante all'interno del bioparco olandese.
Il bilancio della fuga è di quattro feriti, tra cui una donna
morsa e trascinata per alcuni metri: non è chiaro come il gorilla
sia riuscito ad evadere, superando anche il fossato che circonda
la zona dove viene tenuto - il che, nota un portavoce dello zoo,
è di per sé notevole perché i gorilla (almeno in teoria)
"non sanno nuotare".
La ricostruzione esatta dell'accaduto è ancora frammentaria:
stando al racconto di alcuni testimoni oculari, riferisce la radio
olandese Nos, il gorilla - un maschio dominante - ha scavalcato il
muro che delimita il suo recinto all'interno del Diergaarde
Blijdorp Zoo e una volta evaso ha attaccato una donna.
Le grida di terrore dei visitatori dello zoo avrebbero innervosito
ulteriormente l'animale, che si è scagliato contro altra gente:
la Nos parla di "parecchie persone portate in ospedale",
incluso un ferito in condizioni "serie".
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Gli
artisti dei trompe-l'oeil da marciapiede
Se per
strada enormi voragini si aprono lungo i marciapiedi, dalle quali
spuntano teschi o bambini giganteschi, niente paura: si tratta di
disegni trompe-l'oeil realizzati con gessetti colorati. Julian
Beever e Eduardo Relero, con una speciale tecnica di distorsione
dell'immagine, animano di personaggi disegnati le vie delle nostre
metropoli con opere surreali e spiritose.
17/05/2007

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2007-05-15 14:05
SCOPERTA PROTEINA 'CHIAVE' DEL COLESTEROLO |
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ROMA - E' stata battezzata CD40L ed ha un ruolo cruciale: la sua presenza in alta quantità facilita ed è segno della formazione del colesterolo, favorendo lo sviluppo dell'
arterosclerosi, le cui complicanze possono portare a gravi malattie come infarto e ictus. A scoprirla, nel primo studio del genere condotto sui bambini, è stata l' equipe dei professori Francesco Martino e Francesco Violi, dell' università La Sapienza al Policlinico Umberto I di Roma. Lo studio, pubblicato oggi sulla rivista ufficiale della Società americana di cardiologia
(Jacc), hanno sottolineato gli esperti nel corso di una conferenza stampa, apre nuove prospettive per la diagnosi precoce dell' arterosclerosi e delle sue complicanze più gravi come l' infarto.
Gli esperti hanno condotto lo studio confrontando due gruppi di 40 bambini: il primo gruppo con piccoli che avevano alti livelli di colesterolemia ed il secondo con bambini con un livello normale di colesterolo. Nei bimbi con colesterolo alto gli specialisti hanno quindi rilevato un' alta quantità nel sangue della CD40L: questa proteina, quindi, facilita la formazione del colesterolo nelle arterie, favorendo complicazioni che portano a malattie cardiovascolari. Da qui l' allarme dei ricercatori: "E' necessario - hanno avvertito Violi e Martino - individuare i bambini a rischio per il colesterolo alto per intervenire precocemente, soprattutto con diete appropriate, al fine di ridurre il loro rischio di infarto ed ictus in età adulta".
SOS COLESTEROLO, TROPPO ALTO IN DUE BIMBI SU DIECI
Sos colesterolo anche tra i bambini: in due-tre piccoli su dieci, infatti, il livello di colesterolemia è troppo alto, con gravi rischi per la salute futura dei piccoli, che potranno più facilmente andare incontro a infarti ed ictus. Il colesterolo alto, infatti, ha un ruolo importante nello sviluppo dell'
arterosclerosi, prima causa di malattie cardiovascolari come appunto l' infarto. A mettere in guardia è uno studio condotto dall' equipe dei professori Francesco Violi e Francesco Martino, dell' università La Sapienza di Roma, su un campione di 1.671 bambini tra i sei e i 14 anni: l' indagine ha infatti evidenziato che quasi il 30% del campione presentava una colesterolemia superiore o uguale a 170 mg/dl (considerata il valore massimo in età pediatrica) e che il 20% aveva un livello di colesterolo ancora superiore (14% tra 180 e 200 mg/dl; 6% superiore a 200 mg/dl). Il problema, ha sottolineato il pediatra Francesco Martino, responsabile del Centro delle dislipidemie infantili dell' università La Sapienza, è che "la presenza del colesterolo in età pediatrica generalmente non è investigata, tanto che nostre indagini su un campione di 45 mila alunni delle scuole elementari e medie di Lazio, Basilicata e Calabria hanno rilevato che i genitori non erano in grado di riferire il valore del colesterolo dei figli se non nel 4% dei casi". Al contrario, la diagnosi precoce è decisiva: la colesterolemia nei bambini, ha affermato Martino, può infatti essere curata con successo, prevenendo così malattie cardiovascolari nell' età adulta. Fondamentale è dunque individuare i bambini a rischio. Come? Il consiglio, ha concluso Martino, è di sottoporre ad uno screening per il colesterolo innanzitutto i bambini i cui genitori soffrono di colesterolemia e nelle cui famiglie sono presenti casi di infarto od ictus. |
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Irlanda: stop a molecola base Aulin
(ANSA)-ROMA, 15 MAG- In Irlanda e' stata decisa l'immediata sospensione della commercializzazione dei farmaci contenenti
nimesulide. Tra questi c'e' l'Aulin. 'Tale decisione - spiega l'Agenzia italiana del farmaco - e' stata presa a seguito della segnalazione da parte della National Liver Transplant Unit dell'ospedale St.Vincent di sei casi di insufficienza epatica grave che hanno richiesto il trapianto di fegato e di una revisione complessiva delle segnalazioni pervenute all'Agenzia
irlandese'. |

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Patentata, a 105 anni il primo incidente. |
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La storia raccontata dal sito «This is London»
L'attempata signora rovina la patente immacolata da 70 anni strisciando la fiancata di un'automobile parcheggiata
LONDRA - Si dice spesso: «Donna al volante, pericolo costante». Beh, dovrete ricredervi. Lei è donna, ha 105 anni, guida da una vita e non ha mai compilato un «CID». Si chiama Sheila Thomson e ha commesso il suo primo incidente da ultracentenaria.
LUCIDITA' RECORD- Ha 105 anni e guida ancora: la sua è una patente «storica», visto che è l'automobilista praticante più anziana del Regno Unito. Sheila Thomson è nata il 19 aprile del 1902 ed ha ancora un'energia ed una lucidità da far invidia a un ragazzino. Al volante della sua piccola Peugeot 106 color blu, gira spedita nel traffico della cittadina scozzese Dundee come se niente fosse: la usa pressoché quotidianamente per raggiungere la vicina parrocchia, per fare la spesa o portare in giro le amiche. Percorre ogni domenica quasi 24 chilometri: da casa sua fino alla chiesa di Invergowrie Parish Church, da oramai 60 anni a questa parte. E il pedale del gas non tocca mai il fondo - la velocità media non supera i 30 km all'ora.
CASO UNICO- Secondo studi scientifici, chi ha più di 85 anni ha una probabilità essere coinvolto in un incidente quattro volte superiore rispetto a chi ha meno di 60 anni. Ma l'inglese Sheila Thomson, vedova da quasi 20 anni, è una caso a sè. Per esattamente 71 anni è stata in grado di non commettere (o essere protagonista) di neanche un solo incidente stradale.
L'INCIDENTE- Domenica scorsa, mentre si recava in chiesa ha strisciato l'intera fiancata di un auto in sosta durante una manovra di parcheggio. Lo riferiscono quest'oggi i media inglesi. «Ora ho rovinato il mio intero bonus, rimasto immacolato dal 1936» ha detto Sheila
Thomson. «Semplicemente, la strada era troppo stretta», la sua giustificazione. «Oggigiorno ci sono semafori e rotatorie ovunque e poi questi dossi anti-velocità sono insopportabili», ha aggiunto l'arzilla vecchietta.
AUTO SIGNIFICA LIBERTA'-Non demorde però Sheila Thomson che continuerà a guidare anche in futuro: «Finchè ho la mia piccola macchina, posso dire di essere libera e indipendente». La 105enne ufficialmente non ha mai neppure assolto l'esame di guida, perchè non obbligatorio fino a metà degli Anni Trenta.
Elmar Burchia 15 maggio 2007 |
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Torino,
con pistola in tasca si spara accidentalmente a testicoli
martedì, 15 maggio 2007
7.27
TORINO (Reuters) - Un giovane nomade è finito all'ospedale nei giorni scorsi a Torino per essersi accidentalmente sparato ai testicoli mentre minacciava una persona con una pistola infilata nella tasca dei pantaloni.
L'uomo, che insieme a un complice stava minacciando una persona per motivi ancora da chiarire, ha fatto partire accidentalmente un colpo, che dopo aver toccato pene e testicoli si è conficcato nella gamba destra, ha riferito la polizia.
Il fatto è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, ma è stato reso noto solo oggi.
Il giovane, che non è in pericolo di vita, è stato poi arrestato insieme al complice per detenzione e porto illecito di arma comune, ed è indagato per minacce e lesioni. |

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BESTEMMIA AL PRONTO SOCCORSO,
PICCHIATO DAL MEDICO
Varese,
Picchiato da un medico per aver bestemmiato al Pronto soccorso. E' quanto accaduto all'ospedale di Cittiglio (Varese) dove un giovane ha rievuto un pugno da un 'camice bianco' per aver nominato il nome di Dio invano. Il ragazzo era appena arrivato in ambulanza con un piede rotto ed altre ferite e contusioni causate da un incidente stradale avvenuto ad un incrocio di Cittiglio. Comprensibile, quindi, il suo stato d'animo in quei minuti; ma non sufficiente per ammettere una bestemmia davanti a tutti. Secondo quanto si apprende, il ragazzo era particolarmente agitato e, nonostante le immediate cure, ha continuato ad agitarsi e a profferire parolacce. Ad un certo punto il medico di guardia ha perso la pazienza, si e' avvicinato al giovanotto e gli ha rifilato un pugno spaccandogli il setto nasale. Inutile dire che i soccorsi sono stati decisamente tempestivi da parte del personale del Pronto Soccorso mentre il 'medico-pugile' e' stato allontanato dal servizio in evidente stato di alterazione. La Direzione ospedaliera ha ora aperto un'inchiesta interna e il medico rischia severi provvedimenti, mentre i familiari del ragazzo hanno gia' presentato un esposto in Procura.
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ANSA.IT
2007-05-13 20:23
MEDITERRANEO,
UNA SPECIE 'INTRUSA' AL MESE

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ROMA
- E' il Mediterraneo il mare più gettonato del Pianeta,
terreno di conquista per nuove specie aliene, fra animali e
vegetali. Non a caso è il più colpito al mondo
dall'invasione, tanto da aver raggiunto il record di nuovi
pesci: un ospite "straniero" in arrivo ogni mese.
Ospiti che si trovano talmente bene da diffondersi rapidamente
e modificare il nostro delicato habitat marino, ponendo un
problema per la tutela della biodiversità e dell'ambiente.
E' questo il dato più eclatante che emerge dalla prima banca
dati sulle specie aliene realizzata nel bacino del
Mediterraneo dall'Istituto per la ricerca applicata sul mare (Icram).
Quello che ci preoccupa - afferma Franco Andaloro, direttore
di ricerca dell'Icram - non è tanto la ricolonizzazione dei
pesci di un mare relativamente giovane come il Mare Nostrum,
di appena 50 milioni di anni, quanto la rapidità con cui si
sta verificando il fenomeno".
Solo nel giugno del 2006 le nuove specie di pesci erano 110,
mentre adesso sono già 120, su un totale di 750 specie aliene
fra animali e vegetali registrate nel Mediterraneo. |
A metterci
lo zampino, oltre all'introduzione volontaria e involontaria
da parte dell'uomo, e l'arrivo per vie naturali, una novità,
che riguarda inaspettati effetti "collaterali" dei
mutamenti climatici.
"E' cambiata la circolazione delle acque del
Mediterraneo, legata a meccanismi di salinità e di
temperatura - spiega Andaloro - il riscaldamento del mare nel
tempo ha portato infatti ad una inversione delle correnti, la
cosiddetta "circolazione termoalina". Prima i
movimenti delle correnti superficiali avvenivano da ovest ad
est, mentre adesso avvengono da est a ovest".
Con quali effetti? "Una rapida propagazione di specie di
origine indopacifica - aggiunge l'esperto dell'Icram - al
posto di quelle di origine atlantica, come avveniva in
passato". Fra i nuovi pesci del Mar rosso sono otto
quelli ormai comuni nel nostro mare, attraenti come pesce
flauto, Stephanolenis diaspor (un cugino del pesce balestra),
barracuda indopacifico e Leiognathus klunzingeri, oppure dal
nome curioso come Siganus luridus e Siganus rivulatus
(vegetariani come la salpa, che hanno rimpiazzato nei mari
greci), Etrumerus teres (una sorta di grossa sardina),
Penpheris vanicolensis. Tutti pesci stranieri che vivono
comunque in allegra compagnia.
L'Icram ha censito 565 specie aliene appartenenti a 8 gruppi
animali e vegetali (132 vegetali 25 cnidari, 12 ascidacei, 141
molluschi, 59 anellidi, 120 pesci, 60 crostacei 16 briozoi) di
cui 185 già presenti nei mari italiani. Il 63% di queste
arriva dal Canale di Suez, mentre il 29% è di provenienza
atlantica.
"Tra i crostacei - racconta Andaloro - è tornato con le
acque di zavorra il granchio americano. Mentre il gambero
giapponese, che non ha avuto fortuna in acquicoltura si è
trovato benissimo in mare, ed è esploso con le alte
temperature". L'invasione di specie aliene è ormai un
problema globale, dove la presenza di nuovi inquilini può
provocare effetti catastrofici: dall'Oceano indiano alle prese
con una stella marina che sta distruggendo i coralli delle
Seychelles, alla cozza zebrata australiana, presente nei
bacini di acqua dolce e che ne riduce la portata,
compromettendone l'ambiente.

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Depressione,
a Milano ci si ammala di più
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Triste
primato I depressi a Milano hanno toccato quota 160mila. Tra le
cause lo stile di vita stressante.
A soffrirne di più le donne, i bambini e gli adolescenti.
Triste
primato I depressi a Milano hanno toccato quota 160mila. Tra le
cause lo stile di vita stressante. A soffrirne di più le donne, i bambini e gli adolescenti."Capitale"
dei depressi 120 milioni i depressi nel mondo, 60 in
Europa.
In Italia
i diagnosticati sono 6 milioni, ma sarebbe a rischio un italiano
su quattro. E la "capitale" del "male
oscuro" è proprio Milano. «Sono 88mila i milanesi che si
curano con antidepressivi spiega
Claudio Mencacci, primario di Psichiatria al Fatebenefratelli -.
A questi, però, vanno aggiunti coloro che non si sono ancora
rivolti a un medico». Così, in città, si raggiunge un totale
di 160mila malati. Una cifra in costante crescita.
Rischi per il cuore "L'Organizzazione Mondiale della Sanità
ha calcolato che tra dieci anni la depressione sarà la seconda
patologia più presente nel pianeta, dopo le malattie
cardiovascolari", afferma Mencacci. "Il depresso non
solo rischia di andare incontro al suicidio, nel 20% dei casi,
ma anche di morire per altre cause. Dal disturbo depressivo,
infatti, possono discendere a catena altre malattie, in
particolare le cardiopatie". Dal "buco nero", però,
si può uscire. "Diagnosticata in tempo e con le cure
adeguate, sia farmacologiche che psicoterapeutiche, la
depressione si può sconfiggere nel 90% dei casi".
Donne e depressione Alla base della malattia, spiega Mencacci,
"c'è una forte interazione tra fattori genetici e
ambientali". Così una città come Milano "caotica,
inquinata e stressante rappresenta un'aggravante notevole per
chi ha già una predisposizione". Predisposte sono in
particolar modo le donne. A Milano rappresentano il 70% dei
pazienti e tendono ad ammalarsi soprattutto tra i 25 e i 30 anni
e dopo i 60. "Tra le cause - spiega Mencacci -, in primo
luogo, le alterazioni ormonali a cui sono soggette. Sono loro,
poi, che in famiglia devono sopportare le responsabilità
maggiori e spesso subiscono violenze. Infine, sono più
sensibili ai disturbi del sonno, primo sintomo della
depressione, a volte accompagnato da stati di ansia e di
panico".
Nuovi malati. La metropoli mette a rischio anche la serenità
dei bambini. Pochi gli spazi verdi per giocare. Tante le ore
passate in casa davanti alla tv. Così tre bambini su cento a
Milano soffrono di depressione. "Ma anche i casi di
adolescenti malati sono in aumento", spiega Mencacci.
Igor Greganti |
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ORIGINI ARABE PER LEONARDO DA VINCI |
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FIRENZE - Un'impronta del pollice di un maschio adulto, verosimilmente della mano sinistra. E' la ricostruzione scientifica di un'impronta digitale di Leonardo da Vinci, ottenuta grazie all'analisi, con sofisticate tecniche
dattiloscopiche, di oltre 200 impronte lasciate su 52 fogli
leonardeschi. La struttura dell'impronta, sostengono gli esperti, è tipica del 65% della popolazione araba e rafforza l'ipotesi che la madre di Leonardo fosse di origine orientale.
Le nuove scoperte sono state annunciate in una tavola rotonda organizzata alla Loggia del Bigallo di Firenze, nell'ambito della manifestazione 'Il genio
fiorentino'. Proprio al Bigallo, a luglio, sarà inaugurato lo spazio della 'Libera Achademia Leonardi Vinci' che ospiterà attività espositive, informative, sperimentali e didattiche. Gli studi sulle impronte di Leonardo sono state illustrati da Luigi
Capasso, direttore dell'istituto di antropologia e del museo di storia delle scienze biomediche dell'Università di Chieti e Pescara, da Alessandro Vezzosi, direttore del museo Ideale di Vinci e tra i più autorevoli studiosi di Leonardo, dal maggiore Gianfranco De Fulvio, comandante del reparto dattiloscopia preventiva del Racis di Roma, e dalla storica della medicina dell'Università di Firenze Donatella
Lippi.
"Sulle pagine e sui dipinti di Leonardo - ha spiegato Capasso - possiamo trovare tantissime tracce, non necessariamente dell'epoca, come per esempio macchie, aloni e tracce biologiche. Il nostro primo compito è stato quello di distinguere le tracce sincroniche da quelle non sincroniche e ci siamo concentrati sulle macchie d'inchiostro, dato che è stato più semplice stabilire se la macchia derivava dallo stesso inchiostro usato per vergare le frasi". Proprio nelle macchie d'inchiostro sono state scoperte numerose impronte digitali, anche se parziali, che hanno portato alla ricostruzione di un intero polpastrello dell'artista.
"L'impronta - ha continuato Capasso - ha tra l'altro una struttura a vortice con diramazioni a
'y', dette triradio: questa tipologia di impronte è comune a circa il 65% della popolazione araba". "A questo punto - ha affermato Vezzosi - si rafforza l'ipotesi che la madre del genio fosse orientale, nello specifico, secondo i miei studi, una schiava". L'impronta di Leonardo, oltre a essere l'unica testimonianza paleobiologica dell'artista, può anche essere utile, come sottolineato da Capasso e Vezzosi, ad accertare attribuzioni artistiche o anche a studiare l'influenza della ridotta mobilità della mano destra negli ultimi anni di vita del maestro.
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I 5 mila km del pinguino solitario
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Dallo stretto di
Magellano, dove la temperatura media è di 8 °C,
alla riserva peruviana di Paracas (14 °C)
LIMA
- Ha percorso oltre 5 mila km e ha stupito gli scienziati perché non si conosce il motivo della fuga dal suo habitat naturale. È la storia di un pinguino, nato e cresciuto nello stretto di
Magellano, regione all'estremo sud del Cile, che ha percorso a nuoto 5 mila km arrivando fino alla riserva naturale peruviana di
Paracas. Ciò che impressiona gli scienziati è il fatto che il pinguino abbia fatto questo lungo percorso da solo, mentre questi animali quando migrano, di solito, si spostano in massa. Sicuramente a provocare quest'improvvisa migrazione non è stato il riscaldamento climatico: per adesso, l'uccello si è stabilito nella riserva peruviana, ma il biologo David
Orosco, che sta studiano il suo caso, teme fortemente per il suo destino.
ABITUTIDINI E DISCRIMINAZIONE - Orosco infatti afferma che non solo le alte temperature (nello stretto di Magellano la temperatura media è intorno agli 8 gradi centigradi, mentre quella della riserva è di 14 gradi) e la mancanza di alcune abitudini potrebbero causare un forte stress all'animale, ma è preoccupato anche per la presenza di altri 4 mila pinguini nella riserva. Probabilmente i pinguini
Humboldt, uccelli che vivono lungo le coste dell Sudamerica dal Perù al Cile, potrebbero non accettare la presenza del nuovo venuto.
CONDIZIONI - «Le condizione nel parco naturale non sono quelle a cui è abituato questo pinguino», afferma il biologo. «Inoltre i pinguini che vivono in questi luoghi tendono a scacciare dal loro gruppo le specie diverse e ciò potrebbe causare grande sofferenza nel nuovo arrivato». Il pinguino è stato trovato da un pescatore, è in ottima salute, solo che ha una piccola ferita sulla parte sinistra del corpo. Il biologo Orosco si è già messo in contatto con suoi colleghi che vivono e lavorano nella regione d'origine del pinguino: «Probabilmente la cosa migliore da fare è riportarlo, in Cile, a casa sua», ha affermato.
Francesco Tortora 12 maggio 2007
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MUOVETE GLI OCCHI E AVRETE PIU' MEMORIA
LONDRA - Muovete gli occhi da una parte all'altra per 30 secondi ogni mattina la vostra memoria aumenterà del 10%. Lo raccomanda uno studio realizzato in Gran Bretagna. Secondo gli scienziati che hanno effettuato la ricerca questo semplice esercizio funziona perché permette ai due emisferi del cervello di interagire in maniera più efficiente. "I risultati di questo studio possono essere utili a quelle persone che devono affrontare un esame e che si rendono conto di non riuscire a ricordare qualche informazione. Fare questo esercizio può aiutarci quando ci sentiamo insicuri, incerti o un po' confusi su quello che dobbiamo fare o dire", ha spiegato al quotidiano britannico
'Times' Andrew Parker, il ricercatore della Manchester Metropolitan University che ha coordinato la ricerca.
Per provare i risultati del suo studio Parker ha chiesto a 102 studenti universitari di ascoltare 20 liste di 15 parole e poi di segnare su un foglio nel quale erano elencati dei vocaboli quelli che si ricordavano di aver sentito. I soggetti che prima di iniziare l'esperimento avevano mosso gli occhi da una parte all'altra sono riusciti in media a individuare il 10% delle parole in più. Gli studenti che avevano fatto questo piccolo esercizio, inoltre, mostravano una capacità superiore del 15% di individuare quei termini presenti nella seconda lista che avevano un suono simile a quelli ascoltati. "Il nostro lavoro mostra che la memoria istantanea può essere migliorata. Una spiegazione può essere quella secondo la quale il movimento bilaterale degli occhi migliora la capacità di monitorare la fonte dei nostri ricordi", ha sottolineato Parker che ha pubblicato i risultati del suo studio nella rivista
'Brain and Cognition'.
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Animali-dottori
curano il mal di testa nei bimbi |
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ROMA
- Belati, cinguettii, nitriti, ecco il 'frastuono' che fa
passare il mal di testa ai bambini, senza farmaci: è la pet
therapy, che dimezza durata e frequenza degli attacchi con
risultati che perdurano anche a distanza di anni dalla
terapia. Sono i primi risultati a lungo termine e su un
campione elevato di piccoli pazienti della pet therapy contro
le cefalee dei bambini.
A renderli noti è Davide Moscato, neuropsichiatra, direttore
del centro cefalee infantili del San Carlo di Nancy, Roma che
preannuncia progetti futuri: "stiamo studiando piani di
ampliamento della fattoria con partner esterni, progetti che
potrebbero concretizzarsi nel giro di 6-7 mesi". E in
attesa che la fattoria-ospedale 'allarghi il proprio recinto',
ci sono nuovi ambiti di intervento della pet therapy
nell'ospedale romano: "abbiamo iniziato ad utilizzarla su
bambini con patologie psichiatriche, forti ansie, depressioni,
fobie, iperattività e deficit d'attenzione (Adhd), autismo.
Per quanto preliminari - anticipa Moscato - i risultati sono
ottimi: sembra possibile trattare l'Adhd senza farmaci e molti
casi di gravi fobie sono guariti con la pet therapy". Chi
sono i dottori? L'ultimo 'censimento' della fattoria-ospedale
parla di un pony, un pastore maremmano, maialini cinesi, 150
uccelli di diverse specie, una capretta, 4-5 criceti nani, 20
conigli che scorrazzano su 1500 metri quadri arricchiti da
alberi ad alto fusto, una vera e propria 'arca di noe'' a fini
terapeutici.
E i risultati si vedono, sostiene Moscato, " mediamente
durata e frequenza degli attacchi si sono ridotte di oltre il
50% dopo un ciclo di terapia". Per molti di loro, 260
bambini dai 5 ai 17 anni, gli attacchi sono addirittura
scomparsi, prosegue l'esperto. Il tutto nell'arco di sei mesi,
senza l'uso di farmaci, ma solo con 20-25 sedute di 1,5 ore
ciascuna in gruppi di 8 bambini con lo psicoterapeuta. Il dato
interessante è che gli effetti della pet therapy perdurano a
lungo termine, dichiara Moscato: "anche quando non
vengono più alla 'fattoria', i bambini non hanno più gli
attacchi e molti genitori ci vengono a ringraziare a distanza
di tempo per il lavoro fatto".
Il segreto della pet therapy, spiega Moscato, è che aiuta i
piccoli a ritrovare fiducia in sé stessi e nel mondo e
quell'equilibrio che si era spezzato. Infine, conclude
Moscato, "abbiamo trattato circa 30 adulti cefalagici con
notevoli risultati": per quanto gli adulti siano più
restii a sottoporsi alla pet therapy, quando 'superano lo
steccato della fattoria' gli attacchi si riducono. |
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Un singolare caso di licantropia
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Si è registrato in Inghilterra negli ultimi tempi. Shaun
Ellis, uno studioso di 42 anni che da 7 lavora nel parco naturale di Combe
Martin, nel Devon, ha passato ben 18 mesi in mezzo ai lupi. Per farsi accettare da tutti gli esemplari del branco che stava studiando è arrivato a vivere all'aperto con loro, a mangiare carne cruda delle carcasse che i ranger del parco buttavano come cibo e non si è potuto lavare per intere settimane. Il rischio era quello di cambiare il suo odore ed essere rifiutato, o peggio, sbranato dalle affilate zanne dei suoi vicini di tana. Ha imparato anche a ululare per farsi sentire da lontano e a ringhiare ferocemente per essere preso sul serio.
Uno straordinario esperimento scientifico ha visto lo studioso inglese trasformarsi in un uomo-lupo per apprendere come vivono questi magnifici mammiferi. Shaun
Ellis, che è stato prontamente soprannominato The Wolfman, ha raccontato: "I lupi sono estremamente sensibili e riescono anche a capire se uno cambia la propria dieta, quindi bisogna stare molto attenti a non ricadere nei comportamenti umani. L'unica cosa che non riuscivo fisicamente a fare era mangiare gli organi crudi e allora mi facevo segretamente cuocere il fegato del cervo che ci davano. Il fegato è la leccornia numero uno per i lupi, chi mangia quello è il capo."
Per evitare di farsi sbranare dagli altri membri del branco, Ellis ha dovuto sempre comportarsi da "maschio alfa", cioè da lupo dominante, sottomettendo gli altri con morsi, ringhi e aggressività controllata. Il sensazionale esperimento è stato trasformato in un documentario, intitolato The Wolfman che verrà messo in onda dall'emittente inglese Channel 5, il prossimo 18 maggio.
La cosa più singolare di tutta la vicenda è che in questo frangente l'uomo-lupo abbia pure trovano una compagna. Durante l'esperimento ha conosciuto con una donna appassionata di animali. Helen
Jeffs, che vive in una casa nel parco, si è avvicinata a Ellis perché colpita dalla sua preparazione e dedizione al progetto. La "donna-lupo" ha così rivelato: "Ho dovuto imparare a ululare anch'io. All'inizio mi veniva da ridere ma era l'unico modo per comunicare con
Shaun. Alla sera uscivo e ululavo. Dicevo, in sostanza: 'Ti sento. Sono
qui', e tutti i lupi mi rispondevano".
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USA/ A 75 ANNI RAGGIUNGE POLO NORD SCIANDO, PRIMA DONNA DI COLORE
Dopo aver sconfitto il cancro, realizza il suo sogno
New York, 8 mag. (Apcom) - Barbara Hillary, 75 anni, è una delle persone più anziane a spingersi fino al Polo Nord e quasi sicuramente la prima donna di colore. L'avventurosa signora, cresciuta nel quartiere newyorchese di
Harlem, ha alle spalle una carriera da infermiera e una vita dedicata all'attivismo per la comunità. All'età di 67 anni le fu diagnosticato un cancro ai polmoni, con cui ha combattuto per molti anni. Ma la determinazione della signora Hillary l'ha portata oltre questa battaglia.
Nonostante non avesse mai preso lezioni di sci, ha insistito per raggiungere la meta in questo modo, anche se le sarebbe stato possibile arrivare al Polo in elicottero.
Ha frequentato un personal trainer che alla fine l'ha dichiarata fisicamente in grado di compiere l'impresa.
Nemmeno il consistente impegno finanziario - circa 20.000 dollari di spesa - è riuscito a fermarla. Barbara Hillary è riuscita a racimolare diverse migliaia di dollari in donazioni private.
Il primo uomo di colore a raggiungere il Polo Nord fu l'esploratore americano Matthew Henson nel 1909, anche se per decenni la sua impresa non fu riconosciuta. La prima donna fu invece Ann
Bancroft, un'insegnante di educazione fisica del Minnesota che vi arrivò nel 1986. |

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L'Arca
di Noè oggi
SCAGHEN (OLANDA)
- In questi giorni sono centinaia i curiosi che arrivano da ogni
parte dell'Olanda per dare un'occhiata all'arca
di Noè di Johan Huibers . Infatti, nella piccola cittadina
di Schagen (Olanda settentrionale) l'imprenditore 50enne ha da poco
ultimato e aperto al pubblico quella che vuole essere una copia
fedele dell'opera biblica. Nel costruire la grande imbarc azione
Huibers ha voluto attenersi il più possibile anche alle misure
riportate nelle Sacre Scritture.
“E' lunga 150 cubiti (ovvero la misura di lunghezza più comune
dell'antichità, la quale corrisponde a circa 44,5 centimetri) e
alta come un'abitazione di tre piani», ha detto. Insomma quasi come
un campo di calcio regolamentare. La metà però, di quella che
secondo la narrazione nella Genesi fu costruita da Noè per salvare
l'umanità e tutti gli esseri allora viventi dal diluvio universale.
Lo riferisce il quotidiano di Rotterdam «Algemeen Dagblad»,
secondo il quale l'imprenditore avrebbe lavorato 1200 tronchi di
aggio dai quali ha ricavato poi le assi necessarie alla costruzione,
completata in seguito con legno di cedro e di pino.
Nello scafo dell'Arca di Huibers sono ospitati vari modelli a
grandezza naturale di coppie di animali dalle giraffe ai
coccodrilli, alle zebre, bisonti, leoni ed elefanti. Ma anche capre,
galline e mucche vive e vegete per la felicità dei più piccoli.
Come se non bastasse, proprio per le famiglie Huibers ha pensato
bene di ricavare una piccola saletta con una cinquantina di posti a
sedere dove viene proiettato nel pomeriggio la parte del famoso film
della Walt Disney, «Fantasia», che racconta proprio la storia
dell'Arca di Noé.
«Il disegno dell'opera è di mia moglie Bianca», ha detto. «Anche
se lei ha osteggiato per lungo tempo questa mia bizzarra idea alla
fine mi ha solo detto: "se dev'essere allora che sia come
l'originale" - e da quel giorno ho cominciato a lavorarci» .
Sono passati due anni dal primo chiodo battuto nel maggio del 2005 e
i primi visitatori, che da sabato possono ammirare l'opera, si sono
già espressi a favore e detti «stupefatti» dalla imposante barca.
«Non l'ho fatta per ricavarci soldi ma per passione», ha
dichiarato Huibers
aggiungendo che: «l'idea di ricostruire l'imbarcazione più famosa del mondo mi è venuta dopo aver sognato nel lontano 1992 che l'Olanda veniva sommersa dalle acque. Un'angoscia che ho covato per anni». Da allora il suo sogno è stato quello di ricostruire l'Arca.
«Spero che grazie a questo mio progetto, anche la cristianità nel mio Paese possa venire riscoperta», ha dichiarato alla stampa il costruttore. «Per i prossimi mesi - ha aggiunto Hiubers - la mastodontica opera galleggiante solcherà le acque olandesi per attraccare nei porti delle città del Belgio, della Germania e presto - in un tour europeo - vorrei toccare tutti i porti del Vecchio Continente».
Elmar Burchia
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Mestieri, gli spazzacamini eleggono
San Floriano loro protettore |
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Giornata speciale per tutti i Maestri Spazzacamini, che oggi, a Pieve di Zoldo (Belluno), proclameranno ufficialmente San Floriano (cui appunto è dedicato il 4 maggio) loro patrono. La scelta si ricollega all'antica leggenda secondo cui San Floriano, martire cristiano, spense miracolosamente un incendio con un solo secchio d'acqua. Il Santo è già patrono in Europa e nel mondo dei Vigili del Fuoco e in Friuli Venezia Giulia anche della Protezione Civile.
A Pieve di Zoldo (il paese veneto anch'esso protetto da San Floriano) si sono dati appuntamento anche i fumisti, cioè i tecnici che costruiscono o posano in opera caminetti, stufe e strutture per il riscaldamento a legna. La giornata organizzata dalla sede regionale Anfus (Associazione nazionale fumisti spazzacamini) si aprirà alla scuola media Dante Alighieri con un suggestivo incontro degli spazzacamini 'in divisa' con gli studenti dell'Istituto.
Prevista una 'baby conferenza', al termine della quale i bambini consegneranno agli spazzacamini i disegni da loro realizzati sul tema dei camini e del fuoco.
Seguirà la S. Messa di S. Floriano presso Pieve di Zoldo, con benedizione dei Maestri Spazzacamini e dello stendardo S. Floriano. Dopo il rinfresco, è previsto nel primo pomeriggio il trasferimento a Zoldo Alto, dove, nella sala polifunzionale del Municipio di Fusine, si svolgerà un convegno sul tema 'Camini Sicuri' e un incontro con la popolazione.
Ad affrontare l'argomento saranno vari esperti: dal segretario generale
dell'Anfus, Giovanni Paoletti, al presidente dei Fumisti e responsabile Anfus Veneto, Luciano Rossi, al presidente nazionale Spazzacamini
Anfus, Michele Troian, al maestro spazzacamino Umberto De Rocco e a German
Puntscher, presidente Termoidraulici Confartigianato Belluno.
Sono stati invitati ad intervenire anche il Comandante Vigili del Fuoco di Belluno, i responsabili provinciali del Corpo Forestale, i rappresentanti degli Ordini degli Architetti, dei Geometri, le imprese edili e i
termotecnici.
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