|
|
| DEDICO
QUESTA POESIA A TUTTE QUELLE PERSONE CHE AMANO VOLARE CON LA
FANTASIA |
 |
Io
nel vento partirei
A cavallo di un'idea
E con me ti porterei
Cavalcando la marea
Dove i pesci hanno le ali e il cielo è
Un immenso mare d'aria che
Si gonfierà di nuvole
E un tempo un po' ribelle
Ci bagnerà la pelle
Di dolcissime gocce di pioggia...
E di vento, e di vento
E divento io
Una bianca nuda roccia
Poi una goccia anch'io
Come il vento in un momento
Sto cambiando dentro me
Ma se vuoi io divento come te
E col vento arriverei
Dietro lascerei la scia
Spettinando la città
Spalancandomi la via
Per lanciarmi a precipizio fino a te
E darti spazio dentro me
Senza giudizio altrui perché
Niente di più mi tocca
Baciarti sulla bocca
E sentirmi sgomento di pioggia...
E di vento e di vento
E diventerò
Tutto quello che sono dentro
Io lo esternerò
Ma di vento (ma di vento)
l momento (che tormento)
Ce n'è tanto (ce n'è)
Contro noi
Mi dispiace se non è tutto come vuoi...
Ma se divento un angelo sai cosa ti dico?
Ti dico che è bellissima questa pioggia nei capelli
E son tante pozzanghere le lacrime del mondo
Tu non piangere stanotte altrimenti andiamo a fondo
Io divento di vento in un attimo sai...
Tu diventi di vento mi raggiungerai...
E ti porterò vedrai
Dove non sei stata mai
Dove i pesci hanno le ali e il cielo è
Un immenso mare d'aria che
Spazzando via le nuvole
Si asciugherà di stelle
Lasciando sulla pelle
Due dolcissime gocce di pioggia
...e di vento
|
| http://www.uomodelfaro.splinder.com/ |

| Ho fame
dalla tua bocca |
 |
|
Ho
fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.
Sono
affamato del tuo riso che scorre,
delle tue mani color di furioso granaio,
ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.
Voglio
mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
il naso sovrano dell'aitante volto,
voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia
e
affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
come un puma nella solitudine di Quitratúe.
PABLO NERUDA |
|

| La
Lucertola (
dedicata a Tiz)
 |
 |
Acquattata
su quer muro,pigramente,
nà lucertola se move lentamente,
a lingua che saetta dalla bocca,
er corpo che er muro callo quasi tocca!!
Er colorito verde assai brillante,
l'orecchi nun ce l'ha, nun sente gnente,
guarda fisso davanti, ner profondo,
immaginanno forse de esse in artro monno!
La coda mozza'ndove l'hai lasciata?
Fù quella volta, quella volta disgraziata,
quanno che quella gatta ner portone,
aveva deciso de facce colazione!
Mordennose la coda con furore,
s'era sentita strappà via 'npò er core,
lascianno a coda in bocca a quella gatta,
a 'ncerto punto stava a diventà matta!
Sfuggitte sverta, er core spinto 'ngola,
e in mezzo all'erba s'aritrovatte sola,
a coda sua era rimasta là,
ma quello lì era er prezzo della libertà!
(MARIO 25/3/02) |
|
| mannanapoesia.com |

|
A
UNA DANZATRICE NEGRA |
|
(Dipinto
"Cuore d'Africa" di Katia Aiello)
|
|
Negra mia calda voce d’Africa
Terra d’enigma e frutto di ragione
Danza per la nuda gioia del tuo sorriso
Per l’offerta del tuo seno e di segrete virtù
Danza per l’aurea leggenda di notti nuziali
Per i tempi nuovi e i secolari ritmi
Negra infinito trionfo di sogni e di stelle
Amante docile alla stretta dei Kora
Danza per la vertigine
Per la magia delle reni che il mondo ricominciano
Danza sei
E intorno a me bruciano i miti
Intorno a me le parrucche del sapere
In gran fuochi di gioia nel cielo dei tuoi passi
Danza sei
E i falsi addii ardono nella tua fiamma verticale
Sei il viso dell’iniziato
Che sacrifica la follia ai piedi dell’albero-guardiano
Idea del Tutto sei e voce dell’Antico.
All’assalto delle chimere gravemente protesa
Sei il Verbo che esplode
In razzi miracolosi sulle rive dell’oblio.
Poesia
di Ndjock Ngana, poeta camerunense che vive a Roma,
autore della raccolta di poesie Nhindo nero.
|
|

|
A MERY
(PRIMA
OBESA, ORA FARFALLA)
|
 |
|
("Susanna"
Dipinto di
Francesco Hayez)
“Dirigibile”, mi hai chiamata,
professore del cazzo!
Tu,
che tutto il sapere trattieni,
una cosa non sai:
vedi quella splendida farfalla che ti svolazza intorno e che guardi ammirato?
Sono Io!!
Io,che ero obesa…
io, lo schifo degli uomini,
io, l’appestata della società,
io, l’ingorda mangiona.
Ora che sono farfalla sono bella, desiderata, ambita…
I tuoi istinti bestiali di povero uomo, ora, esalto.
Hai voglia di cogliermi, lo so…
di afferrare le mie ali…
vorresti possedermi.
Prendimi, lurido professore…
Un solo tocco delle tue mani e tornerò dirigibile.
Ti schiaccerò con il mio peso,
come tu hai fatto con le tue parole.
E mentre ti sentirai soffocare dall’abbraccio delle mie ali,
io tornerò al cielo e leggerissima
nell’aria, scomparirò!
|
|
Angela
Ragusa |

Soltanto non...
 |
La vita sarebbe
forse più facile
se io non ti avessi mai incontrata.
Meno tristezza ogni volta
che dobbiamo separarci
meno paura della prossima separazione
e di quella che ancora verrà.
E anche poco di quella nostalgia impotente
che quando non ci sei vuole l'impossibile
e subito fra un istante
e che poi poiché non è possibile
resta turbata e respira a fatica.
La vita sarebbe
forse più facile
se io non ti avessi incontrata.
Soltanto non sarebbe
la mia vita
Erich Fried |

(Dipinto di
Edward Munch)
|
|
|
Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m'ama
Non è colpa mia
Se non é sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c'e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s'amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare...
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi
Jacuqes Prevert.
 |
|
|
Mi
Piaci

Mi piaci quando taci e sei come distante.
Sembri lamentarti, farfalla che tuba.
E mi ascolti da lontano e la mia voce non ti giunge:
lascia che io taccia con il silenzio tuo.
Lascia che ti parli anche con il tuo silenzio chiaro come una lampada,
semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e stellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.
Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Poi basta una parola, un sorriso.
E sono felice, felice che non sia vero.
Pablo Neruda |
|
Farò della mia anima

|
Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
Kahlil Gibran

|
|
| Ho trovato
queste due splendide liriche in giro sul web; se gli autori le
riconoscessero, sarei ben felice di pubblicare il loro nome, non
volendo appropriarmi assolutamente del lavoro di altri artisti, ma
desiderando solo condividere con altri le emozioni che donano.
Grazie
|
| Ho smarrito
una lacrima
Ho smarrito
una lacrima.
E’ scivolata
dagli occhi
al cuore
per fermarsi,
sospesa,
nell’eternità.
Ho smarrito
una lacrima.
Conteneva
un ricordo,
una gemma di tempo
destinata all’amore.
Ho smarrito
una lacrima
e mi sono perso
per ritrovarla.

|
Fiumi
d’inchiostro
Fiumi d’inchiostro scivolano sul foglio;
come una lacrima dolce e salata scorre
tra le gote per perdersi,
dopo eterni istanti d’esitazione,
nell’aria lasciando solo del ricordo l’amaro sapore.

|

Bosco d'autunno
Ha messo chiome il bosco d'autunno.
Vi dominano buio,sogno e quiete.
nè scoiattoli,nè civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell'autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste.
(B.Pasternak)

Sogno
d'Autunno, opera dipinta da Katia Aiello

Vera
e l’acero
Sentiva, Vera
l’urlo straziante di quell’acero.
Il vento, quella notte
colpevole di tanta furia,
aveva eseguito la sentenza
che madre natura
aveva deciso per lui.
Dalla finestra,
l’aveva ammirato, per anni, crescere
nel giardino dei vicini.
Ricordava come era bello,
fiero dei suoi rami,
vanitoso delle sue foglie.
Adesso,
morente su quel prato,
con la dignità
di un vero cavaliere,
giaceva a terra… mentre la sua zolla
attaccata alle radici,
consolava il suo pianto.
Vera era lì,
accanto a lui… sentiva il suo respiro
ed il suo grido di aiuto.
Doveva fare qualcosa… Decise, allora,
di farlo rubare,
di portarlo via da chi
mai, ne avrebbe avuto pietà.
Ora ,Vera
guarda il suo acero:
è tornato alla vita
e come linfa risorta,
risplende nel suo verde vigore!
Vera e l'Acero,
Poesia di Angela Ragusa,
Il
Grande Albero, Opera dipinta da Katia Aiello.
|
|
|
Lei ama fissare il
tetto |
 |
Lei ama fissare il tetto,
le piace immaginare miriadi di stelle
e sognare il chiarore della luna
sulla sua pelle….
Ama sdraiarsi sul letto
chiudere gli occhi
e riuscire ad aprire una porta
che sta tra la realtà e l’immaginazione.
Ama aprire la tenda e vedere
oltre le sbarre grigie e cupe del suo balcone,
non il solito palazzo marrone e giallo
.. sogna di avere davanti a se il mare
..nella magica atmosfera della notte..
In una stanza così piccola
lei si ritrova a fare sogni così grandi
..perchè i sogni vanno oltre…….
Odia poi però vedere svanire tutto questo
in quei fazzoletti umidi di tristezza
.. che sono ammassati li
.. nel suo cestino….
Erica III D |
|
|
Ci vuole solo un minuto |
 |
Ci vuole solo un minuto
per offendere qualcuno,
un'ora per piacergli,
e un giorno per amarlo,
ma ci vuole una vita
per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze:
possono ingannare.
Non cercare la salute:
anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno
che ti faccia sorridere,
perché ci vuole solo un sorriso
per far sembrare brillante
una giornataccia.
Trova quello
che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita
in cui qualcuno ti manca così tanto
che vorresti proprio
tirarlo fuori dai tuoi sogni
per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va,
vai dove vuoi,
sii ciò che vuoi essere,
perché hai solo una vita
e una possibilità
di fare le cose che vuoi fare.
Anonimo
|
|
| VORREI UN
AMORE |
 |
|
Delara
Ghahreman
Vorrei un amore
non ora, ma dopo
un amore
come un delirio
che disseta
che affoga
un amore
ma in attesa
nella circonferenza della luce
sdraiato sulle bugie
allungato sulle brame
lo vorrei
in attesa
non ora
ma dopo.
(Traduzione di Anahid Baklu) |
|
Una liberazione d’uccelli |
|
(Dipinto
"Oasi" di Katia Aiello) |
|
Sei il mio sollievo
soffio d’infinito
liturgia da poema.
Sete.
Una liberazione d’uccelli.
Ti voglio inestinguibile.
Mi vuoi interminabile.
Nozze d’ali.
(Cristina Castello, “Suelta de Pájaros”, traduzione di Andrea Galli)
|
|
|
| SE TU... |
 |
Se tu fossi il mare,
mi farei onda
e ti verrei a baciare,
mi farei barca
e ti verrei
a solleticare,
mi farei gabbiano
e mi verrei
a dissetare.
Se tu fossi il cielo,
mi farei uccello
e verrei a volare,
andrei vicino al sole
e lì,
ti darei il mio cuore .
Se tu fossi il vento,
mi farei foglia
e ti seguirei,
ovunque
ti raggiungerei ;
con te soffierei
e in cima al mondo
ti amerei.
Se tu fossi
il mio amore,
andrei con te
di fiore in fiore
e come una farfalla
ti succhierei
il cuore !
Giovanna Li Volti Guzzardi
|
 |
Io vivo qui
dove cielo ed acque si confondono quando le nebbie eludono gli sguardi
tra crepitii di estrose rane
e sospiri di gigli selvatici.
Io vivo qui
dove stormiscono i salici dove pietre levigate dal tempo
testimoniano il mio perduto amore donato alla tua conquistata quiete.
Io vivo qui
dove la brezza notturna, avvolge i pensieri tristi, cupi, solitari, che tra radure e canneti vanno al mare
per raggiungere te, portati dalle onde,
Io vivo qui
dove i colori sono nell'ombra e sopiscono ascosi tormenti in abbracci di lieti ricordi
che non dicono invano il tuo nome.
Io vivo qui
dove rinasco in mille rigagnoli tra bivacchi ad attendere l'alba dove i sogni mi fanno volare
sulle spiagge baciate dal sole.
Io vivo qui
dove pace anela la mente quando il cuore si veste di noia tra i martìri di un amore lontano
rifugio, sicuro, nel far poesia .
|
| Aldo
Edmondo Rega |
Ho bisogno
 |
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti, di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Alda Merini |
PENSANDO A LUCIANA
|
|
Dondolarsi in riva al mare
mentre la brezza sale;
sentirsi nell'odore salino
impregnata la mente a capo chino.
Vaghi ricordi letterari
mi riportano a te
la semplicità delle onde
nello sfiorarsi l'una all'altra
è come la consuetudine
dei tuoi gesti dolci e ameni.
Adesso, tutto tace
calata è la brezza,
scruto orizzonti lontani,
ascolto il richiamo
di giovani spasiamnti
ed il gracidare triste
delle rane strane
appollaiato sulla mensola
della mia finestra chiusa
ad ogni sentimento vero
Agosto 1991 - Firenze
G. Margani
|
|
Dopo un po'
|
|

|
Dopo un po’ impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un’anima.
E impari che l’amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza.
Ed inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta con gli occhi aperti con la grazie di un adulto, non con il dolore di un bimbo.
E impari a costruire tutte le tue strade oggi, perché il terreno di domani è troppo
incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari che il sole scotta se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare, che sei davvero forte, e che vali davvero.
Veronica A. Shoffstall

|
| Aneliram
Ci sono momenti
che durano attimi
che per cancellarli
non basta una
eternità intera.
Tu sei il mio attimo.
G. Margani |
 |
|

Bambino
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.
Se qualcuno cercasse
di capire il tuo sguardo Poeta difenditi con ferocia: il tuo sguardo son cento sguardi
che ahimè ti hanno guardato tremando.
Alda Merini |

I bambini imparano ciò che vivono
di Doret's Law Nolte
I bambini imparano ciò che vivono.
Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.

Ricevute dai miei alunni del
3° Ist. Comp.
De Amicis - Carlentini
(SR)

Se solo ci guardassimo
dentro
Se solo ci guardassimo dentro.. capiremmo ..
che nemmeno il cielo è + infinito.. di ciò che proviamo,
e che sentiamo ogni istante della nostra esistenza..
Se solo ci guardassimo dentro.. capiremmo ..
che ogni prigione è frutto della nostra mente..
che a differenza dei nostri sogni.. anche il mare non è
così meraviglioso e infinito..
Se solo ci guardassimo dentro..capiremmo ..
che tutto ciò che ci circonda è lo sfondo di una vita
così magica e infinita..
che nemmeno un tramonto potrà mai spiegare..
ogni cosa. che non va è frutto delle nostre scelte..
ogni cosa continuerà ad essere meravigliosa..
E noi continueremo a non accorgercene..
Erika III D

Come il sole
come il sole sale in cielo all'alba
io son salito appena l'ho vista
ma come il sole scende al tramonto
io son sceso appena lei se ne andò.
con quel bel suo carattere c'ha aiutati
e noi non ci siamo ammalati
e per quel che le abbiamo fatto
siamo sciocchi ed è un punto di fatto.
Andrea I A
|