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Susanna
Sarti
Scritto
da Daniela Domenici
La
vita di Susanna può essere suddivisa in due grandi periodi: come
Picasso ha avuto il suo periodo “blu” o quello “rosa”,
Susanna ha avuto il suo primo periodo, quello cittadino
“emiliano-bolognese” come direttrice di banca e il secondo ed
attuale, quello campagnolo “romagnolo-faentino” come
scrittrice di ben quattro libri in pochissimi anni.
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| Ognuna
delle sue opere si ispira ad un fatto reale, ascoltato e poi
trasposto e ricreato dall’autrice con una grande fantasia ed uno
stile narrativo lineare in lei connaturati, insiti, accompagnati
da una rara capacità di sintesi.
Il
suo primo libro si intitola “LUCA”: è ispirato ad un
evento, purtroppo triste, vissuto da una coppia di amici di
Susanna: la perdita del loro primo bambino appena nato.
L’autrice è riuscita, partendo da questo episodio reale, ad
immaginare come sarebbe stata la vita di questo bambino, Luca
appunto, se fosse nato. Ci riesce così bene che, alla fine del
libro, non riusciamo a capacitarci che tutto quello che lei ha
descritto non sia avvenuto realmente, ci sono scene talmente vive
nel loro impatto emotivo che non sembrano immaginate dalla
fantasia di Susanna, ma vissute davvero da un personaggio
esistente.
Il
secondo libro di Susanna è “Maledetto”: in questa sua
opera, pur se di fantasia, come dichiarato dalla stessa autrice,
viene trattato un tema drammatico: le donne detenute, la loro vita
in cella e i motivi della loro detenzione. Tutto questo, però,
lei riesce a descrivercelo in toni molto delicati, com'è nel suo
stile, alternando, con un meccanismo da vera giallista, il
presente delle due protagoniste, Mary e Lavia, detenute condannate
all'ergastolo, con flashbacks sul loro passato, diverso ma
altamente drammatico e doloroso per entrambe. La scrittrice
dimostra un notevole talento, che definirei direi quasi
cinematografico, nel coinvolgere il lettore anche in questa sua
opera.
La
sottoscritta ne è stata a tal punto conquistata da aver deciso di
contattare alcune detenute del carcere di Firenze col desiderio di
proporre al direttore un incontro culturale, all’interno della
stessa struttura penitenziaria, per presentare Maledetto:
ne è nata una corrispondenza imprevista e commovente con due di
loro che mi stanno regalando squarci di vita vissuta
“dall’interno”; Susanna si è subito premurata di far avere
una copia del suo libro alla biblioteca del carcere di Sollicciano.
L’anno
scorso, poi, ha scritto ben due libri, assolutamente diversi tra
loro e dai due precedenti.
La
prima delle due opere è una dolcissima favola per adulti e
bambini, che si intitola “K”.
K
come key: la chiave per entrare dentro il cuore di un bambino
Impresa
ardua, direi, quasi impossibile per molti, perché ci vorrebbe un
animo completamente puro, sgombro dalle “incrostazioni” che il
diventare adulti vi deposita gradualmente, ci vorrebbero occhi che
sanno vedere al di là della corazza che, talvolta, siamo
costretti ad indossare per non farci ferire, dovremmo essere
sempre pronto all’ascolto col cuore, non con le orecchie, per
accogliere l’altro/a dentro di sé. La nostra Susanna, che,
scherzosamente e con tanto affetto, chiamo la “Gianni Rodari”
dell’Emilia”, con questo suo racconto è riuscita ad
immedesimarsi perfettamente nei pensieri e nel cuore di un bambino
che lei chiama Kindo, riuscendo a delineare, in modo delizioso,
ogni personaggio del suo racconto, sottolineandone, mettendone in
evidenza una caratteristica fisica o psicologica. Come ogni favola
che si rispetti, anche “K” di Susanna Sarti ha una
morale:nonostante i difetti delle persone e delle cose che ci
circondano qui sulla Terra, è meglio vivere con loro per cercare
di amarle così come sono, per migliorarle e migliorarci.
La
quarta e più recente opera di Susanna è “Diviso Due”,
un romanzo a tinte forti, la cui protagonista è Sally che è sì
un avvocato penalista di successo, ma è soprattutto una donna con
tutte le sue insicurezze e le sue voglie, le sue certezze e i suoi
dolori. Una splendida donna dai capelli rossi, gli occhi azzurri,
e un paio di gambe mozzafiato, una donna che ama tanto e che tanto
viene amata. Alla sua morte, lascia dietro di sé ricordi pieni di
musica, colore, vita, amore, sofferenza, ma soprattutto
un’incredibile forza di carattere che sconvolgerà gli altri
protagonisti di questa struggente e commovente storia d’amore.
www.susannasarti.com
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Scritto
da Daniela Domenici
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Tiziana
nasce a Siracusa in una famiglia in cui l’arte si respira
nell’aria: sin dall’infanzia comincia a “giocare” con
colori, pennelli e parole alla continua ricerca del bello.
Studia
all’Accademia di Belle Arti di Catania dove assapora il gusto
per l’armonia e la bellezza espressa in ogni sua forma.Ama
scegliere le parole con la stessa accuratezza con cui si diverte a
dipingere i capelli, fluttuanti nel vento, delle sue sognanti
figure pittoriche.
Fin
da giovanissima, partecipa a diverse mostre di pittura e a
concorsi letterari, nei quali riceve, nel corso degli anni,
riconoscimenti e premi; alcune sue liriche sono state pubblicate
in raccolte antologiche.
Seguendo il suo sentire e la passione travolgente che esplode
impetuosa in ogni attimo creativo della sua vita, sperimenta altri
percorsi artistici che le consentono di esternare i suoi vissuti
interiori.
Si
occupa anche di artigianato artistico e lavora come istruttrice di
laboratorio creativo presso un centro diurno per adolescenti a
Roma, dove vive e si esprime ormai da anni.
Ha
concluso la stesura di un romanzo “La storia senza fine”,
ancora inedito, che tratta la stessa storia d’amore che fa da
filo conduttore alla silloge di poesie appena pubblicata per
Edizioni Creativa, dal titolo “I segreti del cielo”.
Alzi
la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha provato a
diventare poeta per merito di un grande amore o per colpa di un
infinito dolore…
Tiziana
è magicamente riuscita, con un mezzo così inusuale com’ é una
silloge di poesie, a narrare e a descrivere lo sbocciare, il
crescere ed il doloroso e lento dissolversi di una dolcissima
storia d’amore tra due anime…
La
scrittrice ci dice nella sua introduzione:
“…La
poesia è sentimento, è amore, è passione e tormento, se
riuscissimo a viverla in ogni aspetto della nostra vita,
sicuramente vivremmo vite più intense e vere.”
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| Scritto
da Daniela Domenici |
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Katia
Aiello vive a catania dove è nata, nonostante gli studi
classici e una laurea in giurisprudenza ha sempre avuto una grande
passione per il disegno e la pittura, che inizialmente, da
autodidatta, ha espresso dilettandosi nelle decorazioni su vetro.
Il destino
la porta ad iniziare la sua attività lavorativa in Puglia nella
parte più arida e suggestiva di questa regione: il Gargano,dove
incontra, nel 2000, il Maestro Leonardo Tricarico alla scuola
del quale le si spalanca lo splendido universo dell’olio su
tela. Nasce così il suo primo quadro: “Lago d’Autunno”
cui seguono altri paesaggi su spunti locali, quali: “I pioppi
a Monte Calvo” e “Nostalgia”. Ma l’amore per la Sicilia,
con la sua luce accecante, i vividi colori, lo splendido mare in
paesaggi mozzafiato che ispirarono il grande Guttuso, presto si
affaccia prepotente e nasce: “Tramonto d’estate”, un caldo
spaccato della campagna siciliana nella bella stagione.
Nel
2003 torna nella sua amata Catania, da cui mancava da 23 anni, e,
dopo un silenzio pittorico di tre anni, cerca di manifestare la
sua cocente sicilianità in quello che Lei chiama il quadro della
ripresa: “Sicilia” prima opera che sviluppa la sua qualità
visionaria . Il quadro, pregnante di significato,ritrae il
ficodindia, una pianta che cresce spontanea in Sicilia, comune e
quasi trascurata, ma allora perché è il simbolo della Sicilia?
Perché questa terra, dimenticata e trascurata, è sempre stata,
nei secoli scorsi, meta di facile conquista, ma come fa il
ficodindia con le sue spine, ha saputo difendersi e mantenere
integra sino ad oggi, la sua identità. A quest’opera seguiranno
gli altri lavori paesaggistici ispirati dalla splendida Isola di
cui l’artista cerca di esprimere l’anima più profonda. Ha
partecipato a numerose collettive d’arte e dal 2005 fa parte del
gruppo artistico-culturale “Opera aperta”.
Di
lei hanno detto:
«Chi ha
l’arte nel DNA prima o poi la fa emergere e questo,credo, è
capitato a te. Per quanto autodidatta si legge in alcune tue
tele la decisa voglia di esprimere i tuoi sentimenti più
profondi di vita, luci e colori, come ne “I Giganti di
Acicastello” dove con semplice maestria sei riuscita a
definire il tratto e il colore magicamente suggestivi».
Pinina Podestà pittrice augustana
surrealista
“Opere pregne di significato in cui risalta una eccellente
abilità di disegnatrice e un’accurata resa del colore In
alcune di esse, quali VITA e I GIGANTI DI ACICASTELLO, la qualità
visionaria dell’artista è quasi daliniana. I soggetti
rappresentati e, in lontananza, la linea del mare velocemente
fissano la qualità “strana” di queste opere poiché le
immagini che rimandano sembrano formare una curva all’
orizzonte, come se venissero fotografate attraverso una lente
grandangolare”.
Peter Taylor, critico inglese
L’artista Catanese nelle sue opere ha un espressionismo
concettuale che scaturisce dalla sua fervida fantasia con
particolari emozioni interiori. Nelle sue creazioni si nota un
equilibrio cromatico di grande lirismo, i suoi soggetti sono
tratti dal mondo che la circonda e sono emergenti dalla sua
sentimentale suggestiva emozione che ci trasmette con grande
passione dando un particolare impulso alla cromia che ci
ricorda i colori caldi della Sua Sicilia Visionando le sue opere
si desume la professionalità dell’artista nelle varie
tecniche e, nel contesto dei colori sparsi sulle tele, si nota
la perfezione raggiunta, annoverandola così nella corrente
impressionista.
Possiamo
affermare che la pittrice è dotata di un intenso temperamento
artistico, ricerca del cromatismo di alto valore. Katia Aiello
si accosta ai suoi temi trasfigurandoli sulle tele con
elevazione di tono cromatici lirici e avveduta intuizione
compositiva”.
On. Cav. Pietro Fratantaro, critico
d’arte
http://aiellokatia.splinder.com
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| Scritto
da Daniela Domenici |
BOTTEGA
E LABORATORIO D’ARTE
A Siracusa, nel cuore di Ortigia, in via delle Carceri
Vecchie, due artiste locali hanno, da qualche tempo,
creato una bottega d’arte che merita una visita non
frettolosa.
Raffaella e Letizia, nel loro laboratorio, espongono
complementi d’ arredo da loro creati, decorati e dipinti
ESCLUSIVAMENTE A MANO.
Troverete arazzi e pannelli di varie misure e colori,
tende, copriletti e lenzuola impreziositi da raffinate
pitture, pezzi unici per i vostri corredi e le vostre
abitazioni.
Le due artiste espongono anche una serie di kaftani, già
realizzati, di vari colori, arricchiti da splendide
decorazioni pittoriche e sono in grado di crearne ad hoc
su vostro desiderio.
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Raffaella
e Letizia, su vostra richiesta, progetteranno e
realizzeranno complementi d’arredo adatti alle vostre
esigenze abitative o ai vostri spazi lavorativi: hotels, B
& B, negozi, studi,ecc. |
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Il
laboratorio delle due artiste è aperto tutti i
giorni, esclusa la domenica.
Se volete maggiori dettagli ed informazioni
visitate
il loro sito www.notart.it
o scrivete una mail a info@notart.it
o
ancora telefonate allo 0931-60876
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Scritto
da Daniela Domenici
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Emanuela
Pistone, regista teatrale, attrice, docente di
Recitazione, ideatrice, fondatrice e Presidente di Isola
Quassùd.
Laureata
in Lingue a Catania, si trasferisce a Roma dove si specializza in
Traduzione Letteraria.
Come
attrice debutta al Piccolo Teatro di Catania
con Gianni Salvo e ha lavorato per il cinema
con registi quali i fratelli Taviani, Alessandro
D'Alatri, Beppe Ferrara; per la RAI
nelle trasmissioni Varietà, Gran Premio, Partita doppia, tutte
dirette da Pippo Baudo.
Come
regista si forma all’interno della Compagnia
della Luna di Nicola Piovani
e Vincenzo Cerami, poi al fianco
del regista Armando Pugliese.
Ha
curato diversi adattamenti teatrali, anche per il Teatro
Stabile di Catania, e per varie rassegne e festival
soprattutto a Roma. Il suo adattamento La
Principessa Russa (dal
racconto di Mia Couto) è stato pubblicato da Grin, I Copioni,
Roma ’96.
dall’89
collabora al Premio
Europa per il Teatro, una delle più importanti
manifestazioni teatrali d’ Europa, (ultima ediz. marzo 2006
Teatro Stabile di Torino);
dal
‘94 si occupa di Drammaturgia Contemporanea dell'Africa
sub-sahariana.
conduce
seminari e laboratori su autori africani per l’Università di
Catania, per la Sapienza di Roma e per diversi istituti
scolastici;
è
direttore didattico e docente di recitazione per la Scuola
di Teatro Contemporaneo Gesti di Guglielmo
Ferro.
nel
2005 fonda Isola Quassùd. L’Associazione
opera nel campo dell’intercultura e dello spettacolo e realizza
Corsi di Formazione per i giovani immigrati provenienti
dall’area Mediterranea e dai paesi dell’Africa sub-sahariana.
Scopo
del lavoro di Isola Quassùd è
incoraggiare le capacità, le abilità, il talento tecnico e
artistico di quanti partecipano ai progetti dell’Associazione. Obiettivo
finale è quello di creare opportunità concrete di occupazione su
scala nazionale e internazionale. L’associazione stessa offre
una prima occupazione a coloro che ne condividono gli intenti,
coinvolgendoli in tutte le fasi dei progetti portati a termine,
dall’ideazione alla realizzazione tecnica, artistica,
organizzativa.
Il
gruppo costituito si propone di diventare polo di riferimento e di
divulgazione nel panorama delle attività finalizzate all’
integrazione socio-culturale, attraverso l’ideazione e
realizzazione di eventi che promuovano sia artisti immigrati di
chiara fama internazionale, sia artisti ancora poco conosciuti.
L’associazione inoltre, ricerca e ha già in atto collaborazioni
con istituzioni pubbliche e private in ambito nazionale e
internazionale.
Ha
realizzato gli spettacoli: A spasso con Daisy di Alfred
UHRY con Ida Carrara, e Un giorno in Nigeria da
Ken Saro WIWA;
realizzerà
a giorni, dal 7 al 9 marzo 2007, lo spettacolo MAUDE, liberamente
tratto da “Harold and Maude”, protagonista ancora una volta
Ida Carrara, a Catania nello spazio Zo alle
Ciminiere per la rassegna Gesti;
è
partner europeo dei progetti YOUTHICONS di Platforma (Atene,
‘06) e LEGALOPOLI (Ct ‘06);
è
rappresentante nazionale per la Sicilia di Chiama l’Africa con
cui sta realizzando il progetto Leggere l’Africa in
collaborazione con l’Università di Catania.
Sogno
un mondo migliore
dove la Dignità
NON È
privilegio di pochi
ma diritto collettivo
inalienabile che fa
di ogni singolo individuo
un essere umano.
Sogno
un mondo migliore
dove la Curiosità
È
il veicolo che porta
dritto alla Conoscenza
per Via della Comprensione
in fondo fino al Rispetto
per ogni essere umano.
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| K |
Susanna
Sarti |
| di
Daniela Domenici |
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(19-12-2006)
K come key, la chiave per entrare nel cuore di un bambino: impresa
quasi impossibile per molti, eppure Susanna, con questo suo
racconto, ci è riuscita perfettamente: attraverso gli occhi di
Kindo,il bambino protagonista, delinea, in modo delizioso, ogni
personaggio sottolineandone e mettendone in evidenza una
caratteristica fisica o psicologica.
Come
in “Peter Pan”, la polverina magica dà il potere di volare, in
“K” è un anello particolare a regalare lo stesso potere al
co-protagonista della favola, Antonio, ma, alla fine, anche qui,
come nel capolavoro di Carroll, non sarà l’oggetto in sé il
semplice “motore” del volo, ma ci vorrà sempre un “pensiero
felice” per farsi trasportare. |
Come
ogni favola che si rispetti, anche “K” ha una morale: nonostante
i difetti delle persone e delle cose che ci circondano qui sulla
Terra, è meglio vivere con loro e cercare di amarle così come sono
per migliorarle e migliorarci. Auguro a Susanna di mantenere intatto
a lungo il suo lato teneramente infantile, che le permetterà di
regalarci, in futuro, altre fiabe tenere e colorate come K.
Voto: 5 / 5 |
| Diviso
Due
|
| di
Daniela Domenici |
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"…La
nostra vita è fatta di eterni traguardi da raggiungere,
fin dall’adolescenza: studiare, trovare un lavoro, una
casa dove abitare, un compagno, una macchina da guidare
e, per colmare il vuoto che rimane, vacanze, viaggi.
Peccato che tutto questo lo facciamo senza assorbire e
riflettere, si corre ancora alla ricerca di un'altra
meta: vogliamo sempre di più, senza capire che è tempo
buttato via e dovremmo imparare ad accontentarci di
quello che già abbiamo. Il destino ce lo costruiamo
noi, con le nostre mani: inutile sperare che accada
qualcosa di speciale e meraviglioso se non sei tu a
volerlo veramente. Se non acquisti un biglietto della
lotteria, non lamentarti perché non hai vinto...."
Sally,
la protagonista di questa quarta opera di Susanna Sarti,
è sì un avvocato penalista di successo, ma è
soprattutto una donna con tutte le sue insicurezze e le
sue voglie, le sue certezze e i suoi dolori. Una
splendida donna dai capelli rossi, gli occhi azzurri, e
un paio di gambe mozzafiato, una donna che ama tanto e
che tanto viene amata. Alla sua morte, lascia dietro di
sé ricordi pieni di musica, colore, vita, amore,
sofferenza, ma soprattutto un’incredibile forza di
carattere che sconvolgerà gli altri protagonisti di
questa struggente e commovente storia d’amore.
Complimenti Susanna, ancora una volta hai azzeccato un
argomento che commuove e regala emozioni a non finire.
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| Lucia
Tiziana Mignosa
I segreti del
cielo
|
| di
Daniela Domenici |
...Alzi
la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha provato a diventare
poeta per merito di un grande amore o per colpa di un infinito
dolore…
Lucia
Tiziana Mignosa, autrice di poesie, favole e di un romanzo ancora
inedito, è magicamente riuscita, con un mezzo così inusuale com'é
la silloge di poesie, a descrivere lo sbocciare, il crescere ed il
doloroso e lento dissolversi di una dolcissima storia d’amore tra
due anime…
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| Una
silloge (forse non tutti lo sanno) è una raccolta di poesie, anche
di argomento o tema diverso; nel caso di Tiziana, invece, questo
strumento è stato usato come uno scrittore crea la trama
appassionante di un romanzo. In questo modo è riuscita
magistralmente ad “acchiappare” la nostra attenzione sulla
descrizione di questa struggente storia d'amore, dalla sua nascita
al suo acmè fino alla sua dolorosa ma inevitabile conclusione.
L'autrice,
nella sua introduzione, dice: …La
poesia è sentimento, è amore, è passione e tormento, se
riuscissimo a viverla in ogni aspetto della nostra vita, sicuramente
vivremmo vite più intense e vere.
_____________________
magister
info@mariosalvo.it
(07-05-2007)
E brava Tizzichevola! Lo sai che prima di presentarti quella
domenica a Tivoli, avevo iniziato a leggerlo e poi, come un
attrazione magnetica letteraria, l'ho divorato tutto d'un fiato?
E nonostante fossero poesie, quindi da interpretare onde
valutarne anche i tempi di attesa, sei riuscita a dare trance e
vigore a questa meravigliosa storia d'amore tra due persone che,
come due gabbiani, attraverso passione, dolcezza, lealtà e
sentimento, affrontano impavidi e forti maggiormente dell'amore
di lei, le correnti gelide della scogliera e, una volta pronti
per staccarsi dalla terra ed intraprendere il volo finale, lui
si accorge di non essere davvero innamorato tanto da voler
veramente rinunciare al passato per intraprendere un futuro
assieme. Lo sconforto é immenso, le lacrime sgorgano fredde, ma
l'istinto di sopravvivenza é grande e, nonostante la morte nel
cuore, senza girarsi indietro, la gabbianella spicca il volo
della vita e della speranza. Purtroppo, nel suo volo Pindarico,
ha provato la durezza degli scogli appuntiti sbattendoci contro
dopo essere stata spinta alle spalle, proprio dove non avrebbe
mai dovuto temere. Bravissima Tizzi, hai saputo intrecciare i
vari fili delle tante matasse rendendo la lettura di una
scorrevolezza tale che a volte bisognava frenare per non uscirne
fuori, tanta era la velocità di assimilazione sintetica. E
vedrai che, chiunque leggerà il tuo libro, troverà la forza di
telefonarti per incontrarti e ringraziarti di questo spicchio di
splendore assolato tra le montagne innevate di superficialità
umana. Un caloroso abbraccio che ti dia la fragranza dei miei più
entusiasti complimenti ad una persona dall'animo cavalleresco e
crepuscolare. Vola fino alle stelle Tizzi, nuota alla ricerca
dell'io perduto e cavalca sicura tra i boschi nelle notti di
luna piena dove solo la luce fredda ma sincera del cosmo, saprà
scaldarti veramente l'animo ribelle racchiuso in te. Un tuo
estimatore artista.
Voto: 5 / 5
LUCIA
TIZIANA MIGNOSA
I SEGRETI DEL CIELO
Silloge di poesie - Edizioni Creativa
prezzo: € 8,00 - ISBN: 978-88-89841-57-0
www.edizionicreativa.it
- www.partecipiamo.it
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Roberts
Gregory D. - Shantaram
|
| di
Daniela Domenici |
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(13-10-2006)
Shantaram: uomo della pace di Dio. Questo è il nome che
verrà dato al protagonista , un uomo che è riuscito ad
evadere da un carcere della Nuova Zelanda, dove era
detenuto per rapina a mano armata, dopo aver perso
l’amore della moglie e della figlia Dopo varie
peripezie, arriva a Bombay in India e questa enorme,
multiforme, caotica metropoli gli entrerà nel sangue e
gli cambierà totalmente la vita.
Il
protagonista di questo libro è l’autore stesso che ha
vissuto sulla sua pelle tutte le avventure che troviamo
descritte nelle quasi 1200 pagine di questo che non esito
a definire “capolavoro”.
|
A Bombay, Greg “ Shantaram” vivrà le esperienze più
disparate, prima sceglierà di vivere in uno slum
dell’estrema periferia dove creerà anche un ambulatorio
gratuito per i più poveri, poi andrà a combattere in
Afghanistan e Pakistan, imparerà quasi tutte le lingue
parlate in India, l’hindi, la marathi, l’urdu ed il
pashtu. Sperimenterà le torture e le privazioni atroci
del carcere di Arthur Road, a cui sopravviverà, così
come riuscirà a ritornare vivo dalla guerra e dal gelo
delle montagne afghane e pakistane. Farà delle
meravigliose amicizie, dal timido, fedele e sorridente
Prabaker al boss della mala di Bombay Khaderbai, che gli
farà da padre adottivo, dalla bellissima Karla, di cui si
innamorerà inutilmente a Nazir, che lo aiuterà e gli sarà
vicino nei momenti più duri e difficili. Ci sono anche
episodi che potrei definire favolistici, sulla scia
dell’altro capolavoro “Cent’anni di solitudine”,
come, per esempio, l’abbraccio con l’orso Kano, che
riuscirà, negli ultimi episodi del libro, a far fuggire
dallo slum insieme ai suoi domatori “blu” in modo
rocambolesco, grazie ad un travestimento da dio Ganesh.
Avrete capito che , nonostante la mole decisamente
ragguardevole del libro (1174 pagine), Shantaram è, come
dice Pat Conroy, “un’opera straordinaria, un romanzo
di eccezionale bellezza…”.
Voto: 5 / 5 |
|
Sandro
Veronesi
|
|
| Di
Daniela Domenici |
Caos
calmo |
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(21-11-2006)
CAOS CALMO Un “bravissimo” al mio concittadino e quasi
coetaneo Sandro Veronesi. Intanto per la perfetta scelta
dell’ossimoro del titolo: semplicemente superlativo
l’abbinamento tra “caos”, sostantivo che evoca subito
affollamento, confusione e rumore con l’aggettivo “calmo”,
in assoluta perfetta antitesi, che rimanda immagini di pace,
silenzio e tranquillità.
Da notare
anche la magica assonanza musicale tra le due parole del titolo:
provate a ripeterle come un ritmo interiore, ne ricaverete una
musicalità imprevista, direi una specie di mantra!
|
Credo
che il messaggio che l’autore voglia farci pervenire sia questo:
in mezzo al quotidiano caos cittadino, tra i gesti ripetitivi e
automatici delle persone che ci circondano, il protagonista compie
un gesto di rottura, di calma: sceglie di rimanere davanti alla
scuola della figlia per intere giornate. E questa sua scelta,
provocata da un evento dolorosamente drammatico e decisa senza
rifletterci troppo, ha delle conseguenze impreviste, degli effetti
collaterali a catena: il protagonista diventa, suo malgrado,
l’ascoltatore dei dolori altrui, accoglie le confidenze di una
serie di persone (fratello, cognata, colleghi, superiori) che
improvvisamente decidono di “scaricare” su di lui i loro
affanni e le loro problematiche, fino alle parole finali della
figlia che danno una svolta alla storia imprevista alla storia.
Perché non provare anche noi, ogni tanto, a compiere un gesto
diverso dal solito, come quello del protagonista, che ci porti a
vedere le cose e le persone che ci stanno intorno con occhi
diversi? (semplicemente magico il gioco inventato dal protagonista
per far felice il bimbo down) Una altro “bravissimo” se lo
merita per lo stile scelto, che echeggia lo “stream of
consciousness, il flusso di coscienza di Joyciana memoria, ma che
Veronesi riesce a personalizzare, a rendere assolutamente non
noioso, nonostante l’oggettiva difficoltà, con opportuni
“inserimenti” di “momenti” ironici, umoristici o erotici,
che spezzinoil ritmo senza fiato della narrazione.
Voto: 5 / 5 |
| Sandro
Veronesi |
|
| di
Daniela Domenici |
La
Forza del Passato |
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(30-11-2006)
Come in CAOS CALMO, sua più recente “fatica” letteraria,
vincitrice del Premio Strega 2006, anche in questo suo precedente
lavoro, l’autore, Sandro Veronesi, costruisce la complessa trama
della sua storia su un fattore scatenante, un "turning point"
così devastante e inaspettato che stravolge e travolge la vita
del protagonista, Gianni Orzan, scrittore di libri per bambini.
Con
LA FORZA DEL PASSATO, Veronesi ha vinto nel 2000, ben due dei
premi più ambiti e qualitativamente significativi nel panorama
letterario italiano, il Campiello e il Viareggio.
E
se li è ampiamente meritati grazie ad una struttura narrativa
costruita su una “rivelazione”, punto di svolta della vicenda,
abilmente intessuta di dialoghi, flussi di coscienza, flash-backs
fotografici, lettere.
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Assolutamente
magistrale , dal punto di vista linguistico-strutturale,
lo stream of consciousness “al contrario che Veronesi fa
vivere al protagonista come la pellicola di un film fatta
scorrere all’indietro, come un “rewind” velocissimo
da lasciarci senza fiato. Detto tra noi toscanacci: tu
se’ un ganzo di nulla, Sandrino!!! I miei più spudorati
complimenti e…continua così!!!
Voto: 5 / 5 |
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